Business e musica hanno caratteristiche in comune? Per certi versi sì, almeno da quanto è emerso durante l’evento “Lavoro&Musica”, organizzato da Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale qualificato.

«Potremmo dire – precisa Joelle Gallesi, Managing Director di Hunters Group – che ascolto e ritmo sono fondamentali anche in azienda: l’ascolto è determinante per comprendere il mercato, mentre il ritmo è la capacità di adattarsi ai cambiamenti e progettare servizi e prodotti in linea con le nuove esigenze delle persone. Immaginare l’azienda come una band aiuta a migliorare i rendimenti dei singoli, rafforza lo spirito di squadra e favorisce l’ascolto e la comunicazione tra le persone. Tutti aspetti che, in un momento complicato come quello attuale, possono fare davvero la differenza, anche nel business».

Musica come passione e disciplina, anche in azienda

Saper abbinare tecnica, ricerca, ritmica e non aver paura di sbagliare è la chiave per il successo di ogni band, ma anche di ogni azienda. «E’ così – precisa Alessandro Renzo, Amministratore Delegato Italia e Svizzera di GXO Logistics, Inc. pianista e tastierista di progressive rock  che immagino l’azienda: dinamica, veloce e con un lavoro di squadra armonico (e mai banale) con le risorse che lavorano allo stesso ritmo con la loro creatività personale, ma senza mai perdere un colpo. Come manager (e come musicisti) dobbiamo impegnarci per realizzare un progetto unico e innovativo, trasmettere a chi lavora insieme a noi esperienza e passione, impegnarsi in ricerca e innovazione per creare sempre strade nuove, non aver paura di osare e, in alcuni casi, di commettere errori per poter crescere e migliorare costantemente».

Un pensiero condiviso anche da Massimo Scaccabarozzi, Direttore Think Tank “On Radar” della Fondazione Internazionale Menarini, Presidente Fondazione Roma Expo 2030 e frontman di una rock band che suona in eventi benefici, che aggiunge: «La mia leadership si basa, da sempre, sull’attenzione alle persone. La musica mi ha permesso di dimostrare a chi lavora insieme a me che è importante credere in qualcosa, avere una visione di insieme, lasciar fare (con fiducia) a ciascuno la propria parte e, soprattutto, saper improvvisare. Sul palco, come in azienda, ognuno svolge il proprio ruolo seguendo un obiettivo comune. Il talento che c’è nelle persone può venire fuori in tanti modi e la musica è uno di questi».

Preparazione e pianificazione, creatività 

«Ho iniziato da poco – ci spiega Alessandra Todisco, Direttore Generale SIVAM Spa e batterista – a suonare la batteria, quindi può capitare che il risultato non sia ottimale e vorrei rinunciare. So, però, che in sala prove come in ufficio, è importante non aver timore di uscire dalla propria zona di comfort, cercare di non arrendersi alle difficoltà e fare in modo, avendo una visuale attenta su quello che accade, che tutti riescano a dare il meglio di sé. Sempre tenendo il ritmo. Come quando si suona la batteria (attività nella quale occorre fare una serie di cose allo stesso tempo), anche in azienda sono indispensabili energia, creatività e allenamento continuo».

«Oggi – aggiunge Alessandro Zollo, CEO di Great Place to Work® Italia e leader e batterista in una band – il ruolo del leader è profondamente cambiato: chi guida un’azienda non è più la voce davanti a tutti da seguire, ma diventa chi, come ogni buon batterista fa sul palco, tiene il tempo e fa in modo che le cose vadano nella giusta direzione, tirando fuori il meglio di ogni persona mentre si lavora insieme per il raggiungimento degli obiettivi. Una sorta di leader servant, potremmo dire. Io l’ho imparato in sala prove e, ogni giorno, cerco di portare questo insegnamento anche in azienda».

Suonare in una band e gestire un’azienda, quindi, sembrano due attività con parecchie analogie. «La prima caratteristica comune a entrambi i mondi che mi viene in mente – nota Michele Crisci, Presidente e Amministratore Delegato di Volvo Car Italia e chitarrista e cantante – è l’ascolto: sul palco o in azienda, ascoltare chi ci è vicino è vitale per poter rispondere, nei tempi giusti e in modo coerente e collaborativo. Un altro aspetto molto importante è la consapevolezza del proprio ruolo: ognuno, quando suona (anche se non è il frontman) e quando porta avanti i suoi compiti al lavoro, deve anche avere la consapevolezza che qualcuno, in un certo frangente, può essere più determinante. Tutti devono avere ben chiaro il proprio ruolo, in azienda come sul palco perché il contributo di tutti è determinante per il successo. Solo così si creerà armonia».

La ricetta dell’azienda perfetta

Se volessimo delineare la ricetta dell’azienda perfetta, prendendo in prestito gli elementi dal mondo musicale, potremmo citare:

  • Innovazione e sperimentazione
  • Valorizzazione e fiducia nel singolo
  • Supporto del gruppo
  • Impegno e costanza
  • Ritmo
  • Ascolto attivo
  • Preparazione e pianificazione

«Sarebbe necessario – aggiunge Joelle Gallesi – un cambio radicale di approccio nella ricerca e selezione di talenti. Dovremmo iniziar a considerare, infatti, il talento non solo come una dote innata, ma come plus da coltivare con costanza e impegno. Anche il concetto di passione è cambiato: se è vero che, almeno negli ultimi tempi, è il motore che ha guidato moltissimi professionisti anche nelle scelte in ambito lavorativo, è altrettanto innegabile che passione deve diventare sinonimo di uno strumento per creare, anche a livello aziendale, qualcosa di reale e raggiungibile e solo i manager guidati dalla passione saranno in grado di far emergere i talenti dei propri collaboratori».