Il riassetto della governance di Mundys — holding infrastrutturale già nota come Atlantia e prima ancora come Autostrade — segna un passaggio strategico in una fase in cui il gruppo punta a consolidare il proprio profilo internazionale e a rafforzare la traiettoria di crescita. Dalle designazioni dei soci in vista dell’assemblea del 30 marzo emerge una scelta chiara: affidare la presidenza ad Alessandro Benetton, mantenendo al contempo continuità manageriale con la conferma di Andrea Mangoni nel doppio ruolo di amministratore delegato e direttore generale per il prossimo triennio.
Una soluzione che, più che una semplice staffetta, assomiglia a una mossa calibrata per accompagnare la trasformazione della holding infrastrutturale. Benetton, già vicepresidente nel board uscente, sale di un gradino nella catena di comando con l’obiettivo dichiarato di accelerare i piani di sviluppo, in una fase in cui la partita si gioca sempre più su scala globale. Il nuovo incarico si aggiunge alla guida di Edizione, la holding della famiglia Benetton che resta azionista di riferimento del gruppo.
Sul fronte operativo, la conferma di Mangoni garantisce stabilità in una fase delicata. Il manager continuerà a guidare l’esecuzione della strategia industriale e finanziaria, con un orizzonte triennale che punta a rafforzare la presenza internazionale e a valorizzare il portafoglio infrastrutturale. Una scelta che riflette l’esigenza di non interrompere il percorso avviato negli ultimi anni, in un contesto competitivo sempre più complesso e capital intensive.
Nel nuovo assetto, Giampiero Massolo, presidente uscente, non esce di scena ma resta nel cuore della governance come vicepresidente e consigliere, assicurando continuità istituzionale e presidio delle relazioni strategiche. Un segnale che il gruppo non intende disperdere competenze e network costruiti nel tempo.
Il consiglio di amministrazione che accompagnerà Mundys nel prossimo triennio riflette l’equilibrio tra i principali azionisti. Accanto ai rappresentanti di Edizione — tra cui Enrico Laghi, amministratore delegato della holding, oltre a Ermanno Boffa, Christian Coco e Stefania Dotto — siedono i manager indicati da Blackstone, come Peter Joseph Guarraia, Adam Neil Kuhnley e Scott Schultz. A completare il quadro, la presenza dell’economista Carlo Cottarelli, indicato da Fondazione CRT, introduce una componente di autorevolezza tecnica e indipendenza.
Anche il collegio sindacale resta invariato, con Riccardo Michelutti alla presidenza affiancato da Benedetta Navarra e Graziano Visentin, a testimonianza di una linea di continuità nei controlli e nella supervisione.













