Mps

La Commissione europea ha comunicato al Ministero dell’Economia e delle Finanze la decisione di aver approvato la revisione degli “Impegni” che erano stati assunti dalla Repubblica italiana al fine di consentire, ai sensi della normativa eurounitaria e italiana, la ricapitalizzazione precauzionale della Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS) nel 2017.
Gli Impegni sono stati rivisti sulla base di una proposta sottoposta nel corso di luglio
all’istituzione europea dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ad esito di una costruttiva interlocuzione condotta tra i rispettivi uffici nei mesi precedenti, e sono coerenti con gli obiettivi del piano industriale recentemente approvato da MPS. I contenuti della decisione verranno resi pubblici dalla Commissione europea nelle prossime
settimane, come da prassi nelle decisioni in materia di Aiuti di Stato.

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L’Italia ha garantito per la storica banca

La questione prende le prime mosse nel 2017, quando la Commissione aveva approvato il piano italiano che sosteneva la ricapitalizzazione precauzionale di Mps. Alla base c’erano una serie di impegni che l’Italia aveva presentato e che prevedevano che la banca attuasse una serie di misure specifiche per ripristinare la sua redditività a lungo termine. Nel piano della storica banca senese, la più antica d’Italia, c’era anche l’intenzione di ridurre al minimo le distorsioni della concorrenza e garantire un contributo proprio sufficiente a coprire le perdite e i costi di ristrutturazione. Questi impegni sono stati modificati per la prima volta nel settembre 2019. Inoltre l’Italia era tenuta a vendere la sua partecipazione in Mps entro una certa data.

Mps: alcuni impegni sono già stati assolti 

Alcuni degli impegni, che all’inizio erano stati assunti, sono stati assolti nei tempi stabiliti: in particolare, Mps ha ridotto crediti deteriorati e costi di esercizio, migliorato le politiche di gestione dei rischi e rispettato varie limitazioni del suo modello operativo. Ciononostante nel luglio 2022 l’Italia ha chiesto una proroga dei termini per soddisfare altri impegni, nella fattispecie per vendere la partecipazione statale in Mps e consentire alla banca di realizzare determinati disinvestimenti e proseguire la ristrutturazione attraverso un’ulteriore riduzione del personale e dei costi di esercizio rispetto ai ricavi. Per ridurre al minimo le distorsioni della concorrenza che potrebbero derivare dalla proroga, l’Italia ha proposto una serie di impegni supplementari, quali cessioni e disinvestimenti aggiuntivi, la chiusura di altre filiali e il mantenimento dell’obbligo di rispettare determinate limitazioni alle modalità di esercizio delle sue attività.

Per la commissione la proroga del termine per completare la ristrutturazione della banca e realizzare la vendita della partecipazione dello Stato italiano in Mps è accettabile e gli impegni rivisti bilanciano adeguatamente tale proroga.