Il risiko bancario torna a dettare il passo a Piazza Affari, ma la risposta del mercato alla doppia offensiva di Monte dei Paschi resta tutt’altro che uniforme. Milano accelera fino a circa +0,4%, facendo meglio di un’Europa solo moderatamente positiva, mentre gli investitori valutano costi, sinergie ed equilibri azionari delle offerte su Banco Bpm e Banca Generali. Sullo sfondo rimangono le tensioni sull’energia e quelle sul mercato obbligazionario globale.
Il risiko divide Piazza Affari
A metà mattinata Mps guadagna circa lo 0,8%, mentre Banco Bpm perde lo 0,4% e Banca Generali il 2,4%. Positiva Intesa Sanpaolo, +0,6%, così come Generali, +0,5%; Unipol cede invece circa lo 0,8%. Rispetto alle primissime battute, dunque, il mercato rafforza l’apertura di credito verso Siena, mentre continua a penalizzare soprattutto Banca Generali. Il Ftse Mib avanza dello 0,4%, con lo spread Btp-Bund intorno a 80 punti e il rendimento del decennale italiano al 4,04%. Monte dei Paschi ha lanciato due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e interamente in azioni, valutando Banco Bpm circa 25,3 miliardi di euro e Banca Generali 8,72 miliardi, per un controvalore complessivo vicino a 34 miliardi. Reuters conferma che la mossa rappresenta la risposta di Mps all’offerta ostile di Intesa Sanpaolo su Siena, che vale circa 30,6 miliardi.
Lovaglio punta a un gruppo da 80 miliardi
Il progetto illustrato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio punta alla creazione di un gruppo con una capitalizzazione pro forma di circa 80 miliardi di euro, che secondo Mps entrerebbe tra le prime dieci banche europee e diventerebbe il secondo gruppo italiano per crediti alla clientela e rete di sportelli. Siena stima inoltre sinergie ante imposte a regime per circa 2,6 miliardi l’anno, di cui circa 800 milioni legati all’integrazione di Mediobanca. Mps ha anche annunciato l’intenzione di riconoscere ai propri azionisti 4 miliardi di euro, rafforzando il tentativo di ottenere il sostegno necessario alla doppia operazione. La partita resta però complessa: Crédit Agricole controlla il 29,3% di Banco Bpm, mentre Generali possiede oltre metà di Banca Generali. Il successo delle offerte passerà quindi anche dalle decisioni dei grandi soci coinvolti nel nuovo incrocio del credito italiano.
Europa prova il rimbalzo, ma resta la cautela
Fuori da Milano il tono migliora leggermente. Lo STOXX 600 sale dello 0,2% a 652,03 punti, sostenuto soprattutto dalle risorse di base e dal rialzo dell’oro, ma resta avviato verso la seconda settimana consecutiva di flessione. I listini continuano infatti a fare i conti con rendimenti obbligazionari elevati e con il rischio che i prezzi dell’energia mantengano forti le pressioni inflazionistiche. Il quadro resta particolarmente sensibile al mercato del debito americano. Dopo il tentativo del Tesoro USA di ridurre le tensioni attraverso maggiori buyback, i rendimenti sono tornati su livelli elevati e gli investitori continuano a interrogarsi sulla sostenibilità di deficit e debito federale.
Petrolio sopra 93 dollari, ma oggi gas e greggio arretrano
Sulle materie prime la fotografia va aggiornata rispetto alla seduta precedente: petrolio e gas oggi correggono leggermente, pur restando su livelli elevati. Il Brent scende dello 0,18% a 93,61 dollari al barile e il WTI dello 0,41% a 86,47 dollari. Il greggio resta comunque avviato verso la seconda settimana consecutiva di rialzo, con il Brent a circa +5,8% sulla settimana, sostenuto dalle tensioni con l’Iran e dalle persistenti difficoltà nei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz. Anche il gas europeo arretra dello 0,8% a 64,81 euro per megawattora ad Amsterdam. La correzione non elimina però il rischio inflazionistico: le quotazioni restano elevate e il mercato continua a seguire soprattutto gli sviluppi del conflitto in Medio Oriente e le conseguenze sulle forniture energetiche.
















