Banca Monte dei Paschi

Lo Stato diminuisce la quota detenuta in Banca Monte dei Paschi di Siena. Lo fa attraverso la cessione di 157.461.216 azioni ordinarie pari al 12,5% del capitale sociale. L’operazione segue quella lanciata lo scorso 20 novembre, quando il Tesoro vendette il 25% di Mps per l’importo di 920 milioni. In quell’occasione lo sconto era stato del 4,9% rispetto al prezzo di chiusura.

Il Tesoro cede altro capitale di Mps

In questo caso il corrispettivo per azione è risultato pari a 4,150 euro, per un controvalore complessivo pari a circa 650 milioni di euro. Il corrispettivo incorpora uno sconto pari al 2,49% rispetto al prezzo di chiusura delle azioni della banca registrato in data 26 marzo 2024. 

Un’operazione da 650 milioni di euro

A seguito di questa nuova cessione, la partecipazione detenuta dal Mef in Mps scenderà dal 39,23% al 26,73% circa del capitale sociale. Questa operazione renderà la banca senese più attraente per un possibile M&A. Gli impegni concordati dall’Italia con le autorità garanti della concorrenza dell’Ue al momento del salvataggio di Banca Mps nel 2017 vincolano Roma a riportare la banca in mani private.

Mps, il contributo di un pool di banche

BofA, Citigroup, Jefferies e Mediobanca hanno agito nel ruolo di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners. Clifford Chance ha agito in qualità di consulente legale. Il Tesoro si è impegnato con i Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners a non vendere sul mercato ulteriori azioni Mps per un periodo di 90 giorni. Il regolamento dell’operazione avverrà il prossimo 2 aprile 2024.