Il mercato premia Mediobanca e Mps dopo l’annuncio del via libera al piano di fusione tra i due istituti e al delisting di Piazzetta Cuccia. I titoli volano a Piazza Affari dopo un annuncio che, pur atteso, ha sorpreso tutti per i tempi, anticipando le novità che gli operatori si aspettavano dal cda della prossima settimana.
Fusione Mps-Mediobanca, balzo dei titoli in Borsa
Il titolo Mediobanca ha registrato un balzo in apertura dell’8%, segnando poi +7,94% a 19,59 euro, mentre Mps avanza del 3,4% a 8,72 euro. Il board di Mps ha approvato il piano che prevede la fusione per incorporazione di Mediobanca con successivo delisting, senza indicare ancora i tempi precisi dell’operazione. Piazzetta Cuccia continuerà a operare con lo stesso nome come società distinta, mantenendo il presidio sul private banking e sull’investment banking e il controllo diretto del 13,2% di Generali.
Relazione di concambio e governance
Maggiori dettagli sul rapporto di concambio, sulle sinergie e sui target aggiornati per il gruppo Mps saranno presentati il prossimo 27 febbraio. L’offerta iniziale proposta da Mps era di un rapporto di 2,3 volte, salito a 2,533 volte post stacco dei dividendi, ricordano gli analisti di Intermonte. Intanto, il presidente Maione sta definendo la lista dei candidati al nuovo cda, con una prima rosa di 30 nomi e una lista ristretta di 20 candidati entro fine mese.
Intermonte, delisting in linea con le aspettative
Per Intermonte, “il delisting di Mediobanca era atteso ed è in linea con le aspettative. L’operazione aumenta la visibilità sulle sinergie annunciate di 700 milioni di euro, con il pieno utilizzo dei benefici fiscali”. La banca mantiene il rating buy su Mps e Mediobanca, con target price rispettivamente a 11 euro e 11 euro.
Impatto positivo sul Cet1 secondo Deutsche Bank
Secondo Deutsche Bank, la fusione dovrebbe avere un impatto positivo sul Cet1 di Mps di circa 50-60 punti base, dal 15,5% stimato per il 2026 al 16,1%, con una diluizione trascurabile dell’utile per azione. Il pieno controllo di Mediobanca garantirà “benefici significativi, tra cui una maggiore visibilità sulle sinergie da 700 milioni di euro, semplificazione della struttura del gruppo e rafforzamento dell’agilità strategica”, aggiungono gli analisti.
Equita, integrazione e crescita dell’utile
Anche secondo Equita, l’operazione “consentirà di mitigare il rischio di integrazione e rafforzare la struttura di capitale, con un Cet1 superiore al 16,5%”. Il piano industriale del 27 febbraio sarà fondamentale per avere maggiori dettagli sul processo di integrazione, sulle sinergie e sui livelli di remunerazione nei prossimi anni. Con Mediobanca integrata al 100%, Mps dovrebbe avvicinarsi a un utile netto adjusted di circa 3 miliardi di euro al 2028.















