Monte dei Paschi alza la posta nella grande partita che sta ridisegnando gli equilibri della finanza italiana. Nel piano con cui Siena punta a costruire un’alternativa industriale all’offerta di Intesa Sanpaolo entra una cedola straordinaria dal valore potenziale di 4 miliardi di euro, destinata agli azionisti e strutturata attraverso una combinazione di liquidità e valorizzazione della partecipazione in Generali. Una mossa che porta la remunerazione del capitale direttamente al centro della strategia difensiva della banca. Secondo ANSA, la proposta dovrà passare dal voto dei soci nell’assemblea che dovrebbe essere convocata il 29 ottobre.
Una maxi cedola nel cuore della strategia
Il dividendo straordinario avrebbe un controvalore complessivo di 4 miliardi, con una componente in contanti e una parte collegata alla quota Generali detenuta dal Monte. I dettagli tecnici dell’operazione dovranno ancora emergere nella loro configurazione definitiva, ma la dimensione della distribuzione segnala la volontà di offrire agli azionisti un ritorno immediato mentre si apre una fase cruciale per gli assetti del gruppo. La cedola si inserisce infatti nello stesso disegno che comprende le offerte di scambio su Banco Bpm e Banca Generali e dovrà essere sottoposta all’autorizzazione dell’assemblea.
Il piano Lovaglio e la risposta all’offerta di Intesa
Dietro l’operazione c’è il progetto dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, che punta a contrapporre all’Opas di Intesa Sanpaolo una diversa architettura industriale. Il consiglio di amministrazione di Mps ha approvato le due offerte di scambio separate su Banco Bpm e Banca Generali: un progetto che, secondo le informazioni raccolte da ANSA, mira alla costruzione di un gruppo con una capitalizzazione aggregata, agli attuali valori di Borsa, nell’ordine dei 70 miliardi di euro e una rete superiore a 2.600 sportelli.
Generali diventa una leva finanziaria
La partecipazione nel Leone di Trieste assume così un ruolo ancora più delicato. Mps è primo azionista di Generali con una quota nell’ordine del 13% e nei mesi scorsi aveva escluso che fosse allo studio una vendita della partecipazione. Ora una parte di quel valore potrebbe entrare nel meccanismo della distribuzione straordinaria agli azionisti. È un passaggio rilevante perché trasforma la partecipazione Generali da asset strategico nel portafoglio del Monte anche in possibile leva per sostenere la remunerazione dei soci e accompagnare la nuova offensiva nel consolidamento bancario italiano.
Il 29 ottobre può diventare lo spartiacque
La parola decisiva passerà agli azionisti. L’assemblea dovrebbe essere convocata il 29 ottobre e sarà chiamata ad autorizzare tanto la distribuzione straordinaria quanto le operazioni previste dal nuovo piano. L’appuntamento assume quindi un peso che va ben oltre la sola maxi cedola: al voto dei soci arriverà una parte sostanziale della strategia con cui Siena intende ridisegnare il proprio futuro e reagire all’offerta da 30,6 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps.
















