MONTE DEI PASCHI DI SIENA MPS

La Bce accende il semaforo verde sul nuovo assetto di Monte dei Paschi. Francoforte ha autorizzato la fusione di Mediobanca in Mps e le operazioni di riorganizzazione societaria collegate, rimuovendo uno dei principali ostacoli regolamentari al piano costruito dalla banca senese. Parallelamente è arrivato anche il via libera all’ingresso nel consiglio di amministrazione di Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro. Due decisioni che permettono a Siena di accelerare sia sul fronte delle operazioni straordinarie sia su quello della governance.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

La fusione Mediobanca arriva in assemblea

Il passaggio decisivo sarà ora l’assemblea del 29 ottobre, alla quale Mps potrà sottoporre formalmente il progetto di fusione con Mediobanca. Nella stessa sede gli azionisti saranno chiamati a esprimersi anche sulle offerte pubbliche di acquisto e scambio relative a Banco Bpm e Banca Generali. Il calendario concentra così in poche settimane una serie di operazioni destinate a ridisegnare dimensioni, perimetro e peso competitivo del gruppo bancario senese.

Le offerte e il nodo delle autorizzazioni

Una volta ottenuto il voto dei soci, Mps punta ad avviare verso metà dicembre le due offerte, mentre prima dell’assemblea dovrebbe trasmettere alla Consob la documentazione necessaria. Il percorso resta però articolato: sulle operazioni sono coinvolte Bce, Bankitalia, Ivass, Antitrust e governo per i profili legati al Golden Power.

Caltagirone e Brancadoro completano il board

Il secondo via libera di Francoforte riguarda direttamente la governance di Mps. La Vigilanza ha concluso positivamente il fit & proper di Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro, primi tra i non eletti della lista di minoranza e destinati a occupare i posti lasciati vacanti da Fabrizio Palermo e Carlo Vivaldi. La banca dovrebbe convocare a breve un consiglio per procedere alla loro cooptazione, riportando così a quindici il numero dei componenti del board.

Siena difende il ruolo del Monte

Accanto alla partita finanziaria resta aperto il dossier dell’identità di Mps e del suo legame con il territorio. Carlo Cimbri ha ribadito che la banca senese sarà la capofila del secondo gruppo bancario italiano e che la sede resterà a Siena, mentre nel progetto collegato all’Opas di Intesa è prevista la cessione di 635 filiali a Unipol, da trasferire successivamente a Bper. Enti locali e parlamentari toscani hanno intanto costituito un tavolo permanente per difendere l’integrità del Monte.