Morte Vittorio Emanuele
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Anche se la maggior parte dei beni su suolo italiano, che appartenevano a Casa Savoia non sono più nelle disponibilità della ex famiglia reale, con la morte di Vittorio Emanuele una cospicua eredità passa all’erede Emanuele Filiberto di Savoia. Le proprietà che Emanuele Filiberto eredita sono in prevalenza immobili, che si trovano a Ginevra e Parigi, oltre alla villa di Cavallo in Corsica e allo chalet di Gastaad, che il padre aveva acquistato o fatto costruire con i profitti delle mediazioni commerciali, in modo particolare quando lavorò per la Agusta per piazzare commesse di elicotteri.

Nell’eredità rientrano anche la collezione i conchiglie rare, una passione che Vittorio Emanuele aveva, maturato nel periodo in cui si appassionò alle immersioni. In quegli anni recuperò anche un oggetto d’oro che da allora portò sempre al collo come amuleto. Si tratta di oggetti che sono stati custoditi nella villa di Venaz che è stata messa in vendita di recente. All’interno c’è erano gioielli e mobili anni ’70, battuti all’asta con alcune gioie come un anello con acquamarina, un bracciale con piccoli smeraldi e anelli con smeraldi rubini o perle. Nel 2007 diversi gioielli Savoia sono stati venduti a Londra da Maria Gabriella, sorella di Vittorio Emanuele. Emanuele Filiberto eredita invece il collare d’oro dell’Annunziata destinato a chi guida l’ordine e il diadema di Marina di Savoia che è arrivato alla famiglia con Vittorio Emanuele

I gioielli custoditi da Bankitalia 

E poi c’è il segreto dello scrigno che custodisce i gioiella alla Banca d’Italia, tra i quali diamanti e perle a goccia. L’intero patrimonio della famiglia Savoia non deriva dalle proprietà che erano state maturate nel periodo in cui erano re d’Italia, ma sono frutto del lavoro e degli affari che il defunto Vittorio Emanuele aveva maturato, anche grazie alle relazioni che aveva sviluppato nel tempo, anche grazie alla sua discendenza reale.