La formazione continua è sempre più una leva strategica per la competitività delle aziende. Secondo il World Economic Forum, entro il 2030 quasi il 39% delle competenze oggi richieste ai lavoratori sarà destinato a cambiare, mentre il 63% delle aziende individua nel gap di competenze uno dei principali ostacoli alla trasformazione del business. Il LinkedIn Workplace Learning Report 2025 rileva inoltre che il 49% dei professionisti L&D riconosce nella propria organizzazione una vera e propria skills crisis.
È in questo scenario che nasce Mornin’cup, la piattaforma di microlearning sviluppata da Howay, società di formazione di W Group specializzata nello sviluppo del potenziale umano e nella crescita professionale.
Attraverso consulenza, formazione e progettazione di percorsi di apprendimento su misura, Howay accompagna aziende e professionisti con una filosofia che mette al centro persone, bisogni concreti e apprendimento continuo. Da questa esperienza nasce Mornin’cup, con l’obiettivo di rendere la formazione più semplice, accessibile e integrata nella quotidianità.
La piattaforma propone percorsi composti da microcontenuti di 5-10 minuti, pensati per essere fruiti anche durante una normale giornata lavorativa. L’obiettivo è trasformare la crescita professionale in un’abitudine, superando il modello dell’e-learning vissuto come un’attività separata dal lavoro.
Il problema non è la quantità, ma il metodo
Per anni le aziende hanno investito in piattaforme digitali e grandi cataloghi di contenuti, nella convinzione che la disponibilità di formazione fosse sufficiente a garantire l’apprendimento.
“In realtà il problema non è mai stata la quantità di formazione, ma il modo in cui viene proposta – spiegano da Mornin’cup – Quando l’apprendimento richiede di interrompere il proprio lavoro, ritagliarsi ore dedicate e affrontare percorsi lunghi e poco contestualizzati, finisce inevitabilmente per essere percepito come un’attività separata dalla quotidianità. Oggi il lavoro cambia troppo velocemente e per tale motivo la formazione deve diventare una routine, qualcosa che accompagna il lavoro anziché interromperlo”.
È su questo terreno che Mornin’cup intende collocarsi, trasformando la formazione in un’abitudine sostenibile e integrata nel lavoro quotidiano, anziché in un evento straordinario da programmare una o due volte l’anno.
“Non vogliamo aggiungere tempo alla giornata lavorativa, vogliamo restituirlo – affermano – Quando una persona acquisisce una competenza utile al momento giusto lavora meglio, prende decisioni più rapidamente, comunica in modo più efficace e commette meno errori. Dieci minuti di apprendimento possono, attraverso contenuti brevi, concreti e immediatamente applicabili, generare ore di efficienza nel lungo periodo”.
Pensare alle persone, non solo ai contenuti
È proprio dalla filosofia che da sempre guida il lavoro di Howay che nasce uno dei principi alla base di Mornin’cup, vale a dire progettare la formazione a partire dalle persone, dai loro bisogni e dalle esigenze concrete dell’organizzazione, e non semplicemente dai contenuti da erogare.
Progettare la formazione pensando ai contenuti invece che alle persone è una delle trappole più ricorrenti. “Spesso si costruiscono cataloghi molto ricchi ma poco aderenti ai bisogni reali delle persone e dell’organizzazione. Oppure si immagina che un corso possa risolvere da solo un problema culturale”.
È proprio per evitare questa duplice trappola che Howay e Mornin’cup condividono un approccio che mette al centro una formazione continua, contestualizzata e facilmente accessibile, capace di rispondere a problemi reali e di tradursi in comportamenti e competenze applicabili nel lavoro quotidiano, anziché limitarsi al completamento di un percorso. È una critica che tocca il cuore di molte strategie di people development attualmente in uso, spesso costruite su logiche di compliance più che su reali esigenze di crescita.
Onboarding, strategia di un percorso continuo
Se la formazione deve partire dalle persone, è nei primi mesi di vita aziendale che questo principio trova la sua prova più concreta, ed è qui che il tema dell’onboarding merita un capitolo a parte.
Nella visione di Mornin’cup rappresenta uno dei terreni più fertili per un ripensamento profondo. Le aziende investono molto nella selezione delle persone e molto meno nell’accompagnarle davvero nei primi mesi di vita aziendale. “L’onboarding viene spesso visto come un semplice passaggio operativo. In realtà è uno dei momenti più strategici della vita di una persona in azienda”, spiegano.
L’approccio proposto da Mornin’cup punta a superare il classico manuale da leggere il primo giorno o la giornata intensa di formazione iniziale, potenziandoli con un accompagnamento quotidiano fatto di contenuti brevi e distribuiti nel tempo, capaci di intercettare il bisogno della persona nel momento esatto in cui si manifesta.
Per rendere questo processo reale e continuativo, Mornin’cup permette alle aziende di caricare e rendere fruibile le informazioni relative all’onboarding. “In questo modo il sapere può essere reso disponibile nel tempo, senza dipendere dalla presenza di una singola persona – spiegano – L’onboarding smette così di essere un evento e diventa un’esperienza”.
Dal know-how al microlearning
La trasformazione del know-how aziendale in formazione avviene attraverso un processo supportato dall’intelligenza artificiale, che permette di organizzare i materiali messi a disposizione dall’azienda in lezioni, moduli e pillole di microlearning, semplificando e velocizzando la creazione di percorsi personalizzati. Conoscenze, procedure, competenze e processi interni possono così essere trasformati in contenuti chiari e facilmente fruibili da tutto il team, rendendo il sapere aziendale replicabile e sempre disponibile.
“Con la nostra tecnologia anche chi detiene il know-how in azienda può essere abilitato a creare dei contenuti interni per le organizzazioni senza troppa difficoltà o perdita di tempo. Immaginate il vostro percorso costruito da corsi di docenti esperti in un determinato argomento e formazione interna che possa rendere facilmente standard dei processi o delle modalità che andavano rispiegate più volte in maniera sostenibile con il lavoro”.
A questa formazione interna si aggiunge infatti l’intero catalogo Mornin’cup, con contenuti dedicati a soft skill, leadership e competenze trasversali. Le aziende possono così combinare il proprio know-how con corsi realizzati da docenti esperti, costruendo learning path personalizzati e completi. Una combinazione che consente di valorizzare le conoscenze interne, sviluppare nuove competenze e promuovere una cultura dell’apprendimento continuo.
Imparare a imparare
Nel futuro del lavoro, accanto alle competenze tecniche, diventeranno sempre più importanti pensiero critico, capacità di apprendere continuamente, comunicazione, collaborazione, leadership, gestione del cambiamento e utilizzo consapevole della tecnologia.
“Crediamo che la competenza più importante sarà imparare a imparare – concludono da Mornin’cup – Le organizzazioni che riusciranno a costruire una vera cultura dell’apprendimento avranno un vantaggio competitivo difficile da replicare, perché saranno in grado di evolvere insieme alle persone che ne fanno parte”.
È questa la filosofia che unisce Howay e Mornin’cup: trasformare la formazione da momento isolato a processo continuo, capace di accompagnare persone e organizzazioni nel cambiamento e di rendere l’apprendimento parte integrante del lavoro quotidiano.













