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Addio alle emissioni di anidrite carbonica entro il 2050. Questo è l’obiettivo che si pone la banca d’affari statunitense Morgan Stanley. Una intenzione che va incontro alla domanda crescente da parte della propria clientela di finanziamenti che sostengano la transizione verso un mondo a basse emissioni di carbonio. Una riconversione, spiega il colosso, che verrà accompagnata da nuovi servizi e partnership che vadano in questo senso.  

“Il cambiamento climatico è una delle questioni più complesse e interconnesse del nostro tempo”, spiega nella nota il chief sustainability officer, Audrey Choi (in foto). “Riteniamo di avere un importante ruolo da svolgere per facilitare la transizione verso un futuro a basse emissioni di carbonio e siamo orgogliosi di intraprendere questo percorso”.

Il primo passo sarà lo sviluppo di “strumenti e delle metodologie standardizzate necessarie per misurare e gestire in modo appropriato le attività legate al carbonio”, spiega la banca. In questo senso va l’ingresso dell’istituto nel Steering Committee della Partnership for Carbon Accounting Financials (PCAF).

Il secondo passo verso l’addio alle emissioni sarà la definizione degli “obiettivi iniziali di riduzione delle emissioni finanziate, continuando al contempo a contribuire alla ricerca di soluzioni per i propri clienti”. Insomma, il percorso è lungo quanto è complessa e di lunga durata l’attività finanziaria di Morgan Stanley. 

“Siamo leader nella finanza sostenibile da più di dieci anni, cioè da quando abbiamo fondato il Global sustainable finance group”, conclude Matthew Slovik, head of global sustainable finance dell’istituto. “Questa è la prossima principale evoluzione degli sforzi che stiamo compiendo: continuiamo infatti a integrare i potenziali rischi e le opportunità del cambiamento climatico nel nostro core business”.