L’introduzione dell’obbligo di targa e copertura assicurativa per i monopattini elettrici ridisegna il mercato della micromobilità in Italia, ma i primi numeri raccontano una transizione più lenta del previsto. I dati emersi durante la consultazione pubblica organizzata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) evidenziano infatti una forte distanza tra il numero di mezzi potenzialmente in circolazione e quelli già in regola con le nuove disposizioni del Codice della strada. Uno scenario che apre interrogativi sia sul fronte della sostenibilità economica per gli utenti sia sugli effetti che le nuove norme potranno avere sull’intero comparto.
Targhe, adesione ancora limitata
Secondo i dati illustrati nel corso della consultazione pubblica del Mit e diffusi da Consumerismo No Profit, sono circa 160 mila le targhe già rilasciate, mentre altre 20 mila risultano in fase di emissione. Numeri che, confrontati con una platea stimata tra 800 mila e un milione di monopattini privati presenti in Italia, evidenziano come soltanto una parte degli utenti abbia completato l’iter previsto dalla nuova normativa.
Assicurazioni, costi in crescita
Anche sul fronte delle polizze emergono dati contenuti. Secondo le informazioni fornite dai rappresentanti di Ania durante la consultazione ministeriale, le assicurazioni attivate sono circa 60 mila, a fronte dell’obbligo entrato in vigore il 16 luglio. Il costo delle coperture oscilla tra 90 e 250 euro l’anno per veicolo, una forbice che, secondo le associazioni dei consumatori, potrebbe incidere in modo significativo sulle scelte dei proprietari.
L’impatto economico sulle famiglie
Per Consumerismo No Profit, l’introduzione dei nuovi obblighi avrebbe modificato gli equilibri economici della micromobilità. L’associazione sottolinea come l’aumento dei costi fissi legati a targa e assicurazione abbia ridotto la convenienza del monopattino rispetto ad altri mezzi di trasporto, inducendo parte degli utenti a rinunciare al veicolo. Secondo le stime diffuse dall’associazione, i monopattini oggi assicurati rappresentano soltanto tra il 6% e il 7,5% del totale di quelli in circolazione.
Un mercato chiamato a trovare un nuovo equilibrio
I primi dati disponibili fotografano quindi una fase di assestamento per il settore della micromobilità. Da una parte l’obiettivo di rafforzare sicurezza e responsabilità degli utenti attraverso le nuove regole; dall’altra la necessità di evitare che l’incremento dei costi possa frenare uno strumento di mobilità urbana che negli ultimi anni aveva registrato una rapida diffusione. L’evoluzione delle immatricolazioni e delle polizze nei prossimi mesi offrirà un’indicazione più chiara sull’effettiva capacità del mercato di adattarsi al nuovo quadro normativo.
















