Dal 16 luglio scatta in Italia l’obbligo di assicurazione Rc per tutti i monopattini elettrici, una misura destinata a cambiare il quadro della micromobilità urbana e a introdurre nuovi costi per utenti e operatori. Da quella data nessun monopattino potrà circolare senza una copertura assicurativa per la responsabilità civile.
I mezzi più facilmente adeguati alla nuova normativa saranno quelli utilizzati nei servizi di sharing mobility, circa 60mila veicoli già dotati di targa e assicurazione. Si tratta inoltre di monopattini soggetti a limiti tecnici specifici, con velocità e potenza controllate elettronicamente dalle aziende che gestiscono le flotte. Proprio il settore dello sharing, però, rischia di essere quello maggiormente penalizzato dall’aumento dei costi assicurativi legati alla nuova disciplina.
Assosharing: “Più costi, nessuna tutela aggiuntiva”
A evidenziare il problema è Assosharing, l’associazione che rappresenta gli operatori della mobilità condivisa. Secondo il presidente Luigi Licchelli, gli utenti che utilizzano un monopattino in sharing non dovranno compiere alcun adempimento: saranno infatti gli operatori a garantire la presenza della targa e della polizza assicurativa.
Il nodo riguarda però il passaggio dal precedente regime di responsabilità civile verso terzi alle nuove coperture assimilate al comparto Rc Auto. Secondo Assosharing, questo cambiamento avrebbe determinato un aumento dei costi assicurativi per le aziende fino a cinque volte, a parità di massimali.
Un incremento che, secondo l’associazione, non riguarda soltanto i monopattini elettrici, ma l’intero ecosistema della mobilità condivisa, coinvolgendo anche auto, scooter e biciclette in sharing.
“Non un euro di tutela in più per i pedoni: solo un costo in più per le imprese”, ha sottolineato Licchelli, criticando l’impatto economico della nuova normativa sugli operatori del settore.
Polizze monopattini: il divario tra privati e sharing
Il confronto tra utenti privati e operatori professionali evidenzia una differenza significativa nei costi delle assicurazioni. Per un monopattino privato, secondo Assosharing, le polizze base si collocano generalmente tra i 35 e i 55 euro l’anno, mentre per le flotte aziendali vengono proposte condizioni che possono arrivare vicino ai 100 euro per mezzo.
Una disparità che l’associazione considera difficilmente giustificabile dal punto di vista tecnico. I monopattini utilizzati nello sharing, infatti, sono sottoposti a manutenzione quotidiana, controlli periodici e sistemi di limitazione elettronica della velocità. Inoltre, operano all’interno di servizi regolati dalle amministrazioni locali.
Per Assosharing, quindi, il livello di sicurezza dei mezzi condivisi era già elevato prima dell’introduzione del nuovo obbligo assicurativo.
L’indagine su Rc Auto di Antitrust e Ivass
Gli operatori guardano ora all’indagine conoscitiva sull’Rc Auto avviata da Antitrust e Ivass come possibile occasione per approfondire il tema della determinazione dei premi assicurativi.
“È la sede giusta per fare chiarezza sulla formazione dei premi”, ha spiegato Licchelli, annunciando il contributo dell’associazione al procedimento. Secondo Assosharing, i circa 110mila mezzi in sharing presenti sul mercato italiano meritano una valutazione specifica per evitare che la nuova regolamentazione produca effetti economici sproporzionati.
Il settore della mobilità condivisa si trova quindi davanti a una nuova fase: da un lato l’obiettivo di aumentare la tutela degli utenti della strada attraverso l’obbligo assicurativo, dall’altro la necessità di evitare che l’incremento dei costi possa rallentare lo sviluppo di servizi considerati strategici per la mobilità urbana sostenibile.















