Monica Cirinnà

16 agosto 2022 – ore 15:05 – Monica Cirinnà in conferenza stampa attacca il Pd sulla gestione delle candidature, ma la senatrice ci ripensa e annuncia che si ricandiderà lo stesso.

 

16 agosto 2022 – ore 11:51 – In queste ore nel Partito democratico stanno volando stracci. Una fine ingloriosa per il centrosinistra che si avvia verso una cocente sconfitta alle elezioni del 25 settembre 2022. Il grido di battaglia, ora, è “si salvi chi può”, prima del naufragio della nave. Peccato però che nel perverso gioco del “chi salvi dalla torre?” ci sono già prime vittime illustri. Tra i grandi esclusi c’è il costituzionalista Stefano Ceccanti, ma anche l’ex sindaco di Cernusco sul Naviglio Eugenio Comincini, il “papà” della legge sugli sgravi fiscali alle imprese che assumono lavoratori autistici, che ha comunicato la scelta di non ricandidarsi.

Si è chiamata fuori dalla competizione anche Monica Cirinnà e la sua è una defezione abbastanza significativa per la storia del partito. La madre della famosa (si fa per dire) “legge sulle unioni civili” (approvata dopo anni e anni persi a discutere e dibattere manco fosse una riforma costituzionale) è (era) l’emblema del nuovo corso dei democrat. Siamo nell’era del Pd 2.0, quello che ha barattato il retaggio del vecchio PCI (il partito dei lavoratori) con una nuova identità costruita sul modernismo d’accatto. Quello che ha mandato in soffitta le battaglie sociali (lavoro, appunto, scuola, istruzione, sanità) per dedicarsi, si fa per dire, alle “battaglie civili”: meno dispendio, meno energie, meno costi elettorali, più (pochi ma sicuri) “voti di identità (sessuale)”.

Legge Cirinnà

Ma come? Fuori la Cirinnà? Quella della legge Cirinnà. La legge sulle unioni civili, un surrogato dei tristissimi Dico, a loro volta surrogato del nulla: oggi siamo l’unico, dei membri europei civili, a non avere una legge sulle adozioni gay. Poco importa. Meglio affittare un utero o “acquistare” un figlio. L’hanno risolta così. Un bel pasticcio.

Molti però non sanno che la storia politica della Cirinnà è piuttosto coerente con la sua scalata sociale all’interno del partito. Il 9 giugno 2011 il Corriere della Sera dava notizia del suo matrimonio, officiato con la benedizione dell’intramontabile eminenza grigia Massimo D’Alema, il Mastro don Gesualdo di quello che è rimasto della sinistra operaia italiana.

Lei: vegetariana, animalista convinta, gattofila (in realtà sarà un cane a portarle fortuna!) e consigliera comunale del Pd. Lui: Esterino Montino, carnivoro, cacciatore, un tempo senatore e all’epoca capogruppo del Pd alla Regione Lazio.

I “Re Magi” e la casa in affitto di Propaganda Fide

Ecco che l’allieva Cirinnà dimostra subito di voler superare il Maestro. Così, spunta fuori un articolo del precedente anno, siamo nel 2010 e si scopre che i due futuri coniugi vivono in una casa di proprietà della Chiesa, pensate, in un palazzo di Propaganda Fide, la Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli “nata come dono dei Re Magi”, travolta dagli scandali della compravendita di immobili capitolini e soldi di dubbia provenienza. Evidentemente devono aver smarrito la strada questi “generosi” Re Magi a forza di cercare il bambinello da oltre 2mila anni, senza trovarlo.

Comunque, i promessi sposi Cirinnà – Montino vivono in 110 metri quadrati alla “stellare” cifra di 360 euro al mese in pieno centro a Roma. Stavano solo sperimentando una convivenza di fatto. Sono nelle grazie dei porporati Re Magi ma lei, anni dopo si difenderà: “Sono famosa per avere votato sempre contro gli interessi della Chiesa”.

Vale la pena rispolverare alcuni passaggi di quell’inchiesta:

“Non c’è colore politico nei palazzi di Propaganda Fide. Destra e sinistra sono condomini nelle sterminate proprietà immobiliari di questa Curia che dovrebbe pensare solo all’evangelizzazione dei popoli e che invece è diventata celebre per i criteri clientelari con i quali gestisce come forte leva di potere il suo immenso patrimonio. Uno dei casi inediti è quello di un appartamento che si trova in una delle strade più belle di Roma: via dell’Orso, tra Piazza Navona e il Tevere. Esterino Montino, il parlamentare del Pd, numero due della Regione Lazio nell’era Marrazzo e poi per un breve periodo asceso al ruolo di vicario del governatore dimissionario, è inquilino di un terzo piano nel cuore della Capitale assieme alla sua compagna, il consigliere comunale di Roma del Pd Monica Cirinnà. Il canone pagato dalla coppia del Pd è irrisorio: 360 euro al mese per un immobile che ne vale 3 mila. Come vedremo gli inquilini sono pronti a fornire una spiegazione documentata a questo dato sconcertante, ma la storia merita di essere raccontata comunque…”.

Dai sepolcri imbiancati alle spese folli è un attimo, così Montino passerà alla storia per quei 4.500 euro spesi in una enoteca trendy fatti passare per “doni natalizi per i bimbi delle famiglie disagiate”. E anche qui, i Re Magi si erano persi..

Monica Cirinnà: quanto guadagna

È un vero affare la carriera politica. Due anni prima dell’anno domini 2016 (è proprio il caso di dirlo) dichiara un reddito totale di 255.849 euro (fonte Openpolis). Da senatrice ha ricevuto un’indennità mensile lorda di 11.555 euro, più diaria di 3.500 euro e rimborsi per le spese di mandato pari a 4.180 euro e altri 1.650 euro al mese (dai telefoni ai trasporti). Nella dichiarazione dei redditi 2020 (periodo d’imposta 2019), Monica Cirinnà ha dichiarato un reddito complessivo pari a 105.509 euro. Nel 2013 aveva dichiarato appena 31.512 euro (anno 2012).

 

Il soldi nella cuccia del cane

Ingenui noi che siamo cresciuti a pane e diritti, ed eravamo rimasti alla favola di Topolino: quando cade il primo dentino puntualmente trovavamo al massimo 5, 10 mila lire sotto il cuscino. Invece la politica ha la capacità di trasformare la favola in realtà. Lei ha trovato 24mila euro nella cuccia del suo cane! Un ricchissimo e misterioso topolino ce li ha messi dentro a sua insaputa. Solo una settimana fa, in piena campagna elettorale, li ha voluti indietro per “devolverli in beneficenza”, ma il giudice ha negato la richiesta, vuole vederci chiaro.

Ieri ha scatenato un putiferio sui social provando a solleticare il mondo Lgbt per il posto perdente ricevuto alle elezioni 2022. Oggi la notizia della sua esclusione.

Addio (dalla politica) Monica Cirinnà. Ora insegna ai proprietari dei cani come trovare 24mila euro nelle cucce dei loro simpatici pelosetti.