calcio europeo

L’impresa sportiva regala emozioni destinate a entrare nella storia, ma porta con sé anche un importante riflesso economico. La vittoria della Spagna nella finale del Mondiale contro l’Argentina non significa soltanto un nuovo trofeo da esporre in bacheca: rappresenta anche un consistente afflusso di risorse, un ritorno d’immagine di portata globale e, almeno secondo la letteratura economica più recente, una temporanea accelerazione dell’attività economica. Se il premio in denaro è facilmente quantificabile, molto più complesso è misurare quanto un titolo mondiale possa incidere realmente sulla ricchezza di un Paese.

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Il premio FIFA e il ritorno immediato

Il primo beneficio è quello più evidente. La FIFA riconosce alla federazione campione un assegno record da 50 milioni di dollari, cifra superiore ai 42 milioni incassati dall’Argentina dopo il Mondiale del 2022. Il premio rientra in un montepremi complessivo di 655 milioni di dollari distribuito nell’edizione allargata a 48 nazionali. Le risorse vengono poi ripartite dalla federazione tra giocatori, staff tecnico e programmi di sviluppo del calcio nazionale, mentre ogni compenso resta soggetto alla normale imposizione fiscale prevista dalla legislazione spagnola.

L’effetto sul Pil passa soprattutto dall’export

Il vero interrogativo riguarda però l’impatto sull’economia nazionale. Secondo uno studio pubblicato nel 2024 da Marco Mello, economista dell’Università di Aberdeen, sull’Oxford Bulletin of Economics and Statistics, la vittoria di un Mondiale può tradursi in una crescita del Pil di almeno lo 0,48% nei due trimestri successivi alla finale. L’effetto sarebbe alimentato soprattutto dall’aumento delle esportazioni, che registrerebbero una crescita aggiuntiva compresa tra cinque e sei punti percentuali, grazie alla maggiore visibilità internazionale del Paese e dei suoi prodotti.

Una spinta importante, ma destinata a esaurirsi

Applicando questa stima all’economia spagnola, che vale circa 1.690 miliardi di euro, il beneficio teorico potrebbe raggiungere i 4 miliardi di euro, come evidenziato da Pedro Santa Cruz, direttore di Freedom24 Iberia. Lo stesso analista invita però alla prudenza: il premio FIFA rappresenta una quota estremamente ridotta rispetto alla dimensione dell’economia nazionale e corrisponde, simbolicamente, a circa un quarto d’ora della produzione complessiva del Paese. L’effetto positivo esiste, ma resta limitato nel tempo.

Consumi in crescita, ma la storia invita alla cautela

Anche l’aumento della spesa durante il torneo va interpretato con attenzione. Secondo i dati della piattaforma di pagamenti Square, le transazioni nei bar e nei ristoranti sono aumentate del 36% durante le gare della fase a gironi della Spagna, con picchi del 66% a Siviglia. Tuttavia, gli economisti ritengono che gran parte di questi consumi rappresenti uno spostamento della spesa da altri settori più che nuova ricchezza. Del resto, il precedente del Mondiale 2010 dimostra come un successo sportivo non sia sufficiente a modificare le dinamiche strutturali dell’economia: allora la Spagna conquistò il titolo mentre affrontava una grave crisi finanziaria, con una disoccupazione vicina al 20%, senza che il trionfo riuscisse a cambiare il quadro macroeconomico.