Innocenzo Cipolletta, presidente dell'Aifi
Innocenzo Cipolletta, presidente dell'Aifi

Con il rapporto “II mercato m&a 2021, trend 2022 e deal pipeline”, Aifi e Kpmg hanno scattato una fotografia del mercato attuale delle fusioni e acquisizioni. Nel 2021 l’Italia ha registrato 1,165 operazioni (+32% vs 2020) per un controvalore pari a circa 98 miliardi di euro. Si tratta dell’anno migliore dopo la crisi finanziaria del 2008 per un incremento del 47% in termini di controvalore e +31% in volumi rispetto all’anno precedente.

L’effetto-rimbalzo della pandemia

A trainare il mercato è stato anzitutto un fattore meccanico, come ha spiegato Innocenzo Cipolletta, presidente di Aifi, perché molte operazioni previste nel 2020 sono state rimandate all’anno successivo causa pandemia. Il rapporto evidenzia che oltre la metà dei deal, il 57%, ha avuto come protagoniste aziende italiane che si sono dirette verso l’estero. Il controvalore di queste operazioni è pari a 56 miliardi (+155% annuo). Per il 2022 un professionista del m&a su tre (35%) vede l’acquisizione di nuove tecnologie come driver principale delle operazioni, più di quelli (17%) che considerano l’ingresso in nuovi mercati come necessità prioritaria dei deal.

Più capitale di rischio in gioco

Per quanto riguarda i capitali necessari al m&a, non arrivano più dalle banche ma dai capitali di rischio. I megadeal del 2021, ovvero le operazioni superiori al miliardo, sono stati 20, di cui cinque hanno coinvolto i private equity e i fondi infrastrutturali. Riguardo alle opa, lo scorso anno sono state 21, per un controvalore di circa nove miliardi. I settori target del mercato m&a 2021 sono stati l’industrial e consumer markets (con 647 deal, 55% del mercato, e un controvalore di oltre 47 miliardi di euro). I mega deal Fca/Psa, che ha visto la nascita di Stellantis, e l’opa di Luxottica su Grand Vision hanno generato un controvalore di circa 27 miliardi di euro. Per il 2022 le previsioni sono positive e stimano un incremento nel numero di operazioni di m&a in Italia con controvalori stabili o in lieve diminuzione.