Territorio, investimenti, conferme e rilancio. Il 18 maggio a Palazzo Lombardia a Milano, sotto una nuova veste dopo due anni di pandemia, è tornato in presenza il forum organizzato dal progetto regionale Invest in Lombardy, una riflessione complessiva sul posizionamento della Lombardia per l’attrattività degli investimenti stranieri in un contesto nazionale e internazionale che negli ultimi 24 mesi ha conosciuto vere e proprie sfide, come la pandemia e le problematiche sollevate dal conflitto in Ucraina. La tavola rotonda, proposta per presentare le attività del cosiddetto “modello lombardo” raccogliendo esperienze e competenze di diversi soggetti, ha fornito un contributo nell’obiettivo comune di raccontare prassi e strumenti e al contempo rafforzare strategie e iniziative a supporto dei territori per essere sempre più competitivi nell’attrarre risorse, progetti, imprese, talenti. Di questo sforzo comune sono stati protagonisti negli ultimi anni la Direzione generale Sviluppo Economico di Regione Lombardia, ispiratore di Invest in Lombardy da oltre un decennio, Promos Italia e Unioncamere Lombardia, che hanno supportato operativamente la realizzazione delle attività del progetto grazie a una propria assistenza tecnica dedicata. Il dibattito ha così coinvolto attori pubblici, imprese e soggetti privati, che contribuiscono alla crescita del territorio, per ripercorrere le tappe di quello che è stato fatto in un periodo tanto mutevole, confermando, attraverso i dati, quanto uno sforzo istituzionale possa essere ricompensato nel tempo da risultati concreti.

Tra i numeri più significativi, gli oltre 5 miliardi di investimenti negli ultimi 5 anni (dall’inizio del 2018 a febbraio 2022) che rendono, o meglio confermano, la Lombardia come la regione più attrattiva d’Italia. I progetti di investimento nella regione sono un trend crescente e si attestano oggi a 296, per un dato nazionale complessivo pari a 705. Nel 2018 queste iniziative erano 59, nel 2021 se ne contavano invece 86, con un’unica diminuzione, nel numero dei progetti ma non del valore degli stessi, registrata in piena emergenza sanitaria. Basti pensare che, sulla base di dati elaborati anche dal Financial Times, il giro d’affari in questo ambito è stato lo scorso anno di 1,78 miliardi di euro rispetto a 1,28 miliardi di euro del 2019. Numeri che si riflettono anche sui posti di lavoro creati, con un indotto che ha generato 13.673 nuove posizioni.

Questa congiunzione positiva è però tutt’altro che fortuita, dal momento che quanto viene raccolto oggi è stato seminato in oltre un decennio di vita di un’iniziativa come Invest in Lombardy, costante spunto per un dialogo proficuo tra il settore pubblico e quello privato per la visibilità internazionale del territorio, finalizzato al creare le migliori condizioni a supporto dell’attrattività del territorio lombardo e degli investimenti. L’opportunità, in sintesi, di godere di un percorso chiaro e definito per valorizzare le risorse in un contesto che sappia venire incontro alle esigenze di un investitore straniero. Tra le misure regionali concrete che da qualche anno guardano a questo fine, AttrAct, uno strumento che individua costantemente le opportunità insediative e di investimento sul territorio lombardo attraverso un coinvolgimento continuo dei Comuni, così da presentare agli investitori in tempi brevi offerte ampie e strutturate, anche come leva per la ripresa socio-economica post pandemica, e Arest, che con una dotazione economica di 75 milioni di euro ha l’obiettivo di incentivare la realizzazione di nuove opere, interventi e servizi di carattere pubblico che accompagnino e facilitino l’ingresso di nuove attività nel territorio. A queste si aggiunge il gruppo di lavoro interdirezionale delle Camere di Commercio estere, un servizio di facilitazione cruciale in un Paese istituzionalmente e burocraticamente stratificato, e a volte complesso come l’Italia.      

La riconferma della Lombardia come regione più attrattiva d’Italia, è pretesto per una precisazione da parte dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi sui dati positivi registrati, anche in un periodo che è stato condizionato negativamente tanto dall’emergenza sanitaria, quanto dal conflitto. «Di fronte a statistiche che provano gli sforzi e il lavoro svolto con un riscontro estremamente positivo, potremmo anche fermarci e goderci questi risultati. Invece no: vorrei ci ricordassimo sempre che siamo la Lombardia e che punteremo già da oggi a nuovi traguardi, un impegno di prospettiva che non potrà che rinnovare i principi valoriali sui quali ci siamo sempre basati. Ringrazio perciò tutti coloro che hanno creduto in questo territorio e continuano a investirvi, anche in un periodo di crisi».

Con questo spirito, nell’ultimo periodo sono state circa 400 le imprese interessate a sviluppare progetti imprenditoriali nella regione italiana. Nel triennio 2019-2021 si stima inoltre un valore degli investimenti atteso pari a 128 milioni di euro e un impatto occupazionale di altre 860 unità. Gli investitori provengono da diverse aree del mondo, come i già consolidati partner di Usa, Francia, Germania, Regno Unito, ma anche Cina, Emirati arabi, Giappone, Corea e India. Grazie a Invest in Lombardy, che offre un orizzonte temporale di execution variabile tra 24 e un massimo di 36 mesi, hanno trovato spazio molte realtà. Già ufficializzate la svizzera Vetropack, leader nel settore degli imballaggi che a Boffalora, in provincia di Milano, pronta a investire quasi 200 milioni di euro per consolidare la propria presenza in Lombardia e l’azienda emiratina LuLu, che con il suo 218esimo punto vendita, che aprirà a Malpensa, orienterà l’export italiano verso i Paesi arabi del Golfo. Allo stesso modo, tra i casi di successo si contano l’arrivo a Milano della cinese Pharmadule, che arricchirà il settore delle apparecchiature mediche con 10 milioni di euro, e Meotec, realtà francese che nell’ambito della consulenza aprirà in Lombardia la sua prima sede fuori dalla Francia.

L’assessore Guidesi, nel corso dell’Invest in Lombardy Forum 2022, ha poi ribadito l’importanza, grazie al contributo di tutte queste iniziative, di creare una business community che possa essere stimolo anche per collaborazioni nazionali come quella con i Ministeri degli Affari esteri e dello Sviluppo economico, anche attraverso un organo di coordinamento come il Comitato di Attrazione degli Investimenti Esteri (Caie). Tra le conclusioni del Forum, lo stesso assessore Guidesi al termine del dibattito ha sintetizzato la ricetta per i prossimi mesi. «Spesso non occorre neanche sforzarsi troppo nel cercare soluzioni innovative come pubblica amministrazione, perché le aziende spesso hanno già trovato una soluzione – ha ricordato l’assessore – Quel che possiamo fare è risultare un unico interlocutore per i soggetti stranieri, così che la regione possa mettere in contatto efficacemente le realtà territoriali con quelle esterne. Aggiungo solo che, dal punto di vista logistico, il centralismo italiano, rispetto ai contesti di competitor più autonomi come Catalogna o länders tedeschi, non è certamente un elemento di aiuto. Per contro, il quotidiano dialogo con il Governo può essere solo un valore aggiunto per il perseguimento di obiettivi che, alla fine, sono comuni a tutti, alla Lombardia come all’Italia».