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Il traino della ripresa

Quello stile che ci fa competere nel mondo

Dalla Cina a Dubai, passando per il Salone del Mobile: per Icona Design Group il design non è un accessorio estetico, ma un integratore di competenze e di tecnologie che unisce intuizione, tecnica, concretezza

Giulio Frantoli
Quello stile che ci fa competere nel mondo

Il design ha un impatto importante sul business. Lo rilevano recenti ricerche e articoli di McKinsey & Company, da cui emerge che le società che eccellono nel design aumentano i ricavi e i rendimenti per gli azionisti a un tasso quasi doppio rispetto alla media del settore.

Ne è testimonianza Icona Design Group, azienda italiana di stile che si è fatta conoscere e apprezzare prima in Cina, con una sede operativa a Shanghai aperta nel 2010 e diventata oggi un punto di riferimento non solo per l’industria automotive, ma anche per le istituzioni locali. Proprio in queste ultime settimane, infatti, l’azienda italiana è stata invitata dal Ministero dei Trasporti della Cina a partecipare allo Smart Travel and New Energy Professional Committee, la nuova piattaforma di cooperazione tra le imprese promossa dal Governo cinese con lo scopo di incentivare gli scambi politici e commerciali e implementare l’organizzazione del Ciie - China International Import Expo, il più importante evento fieristico della Cina, che si svolgerà quest’anno dal 5 al 10 novembre a Shanghai, per raggiungere uno sviluppo comune. All’interno del comitato, Icona lavorerà con i più importanti attori del panorama tecnologico e automobilistico mondiale: Michelin, Volkswagen, Bosch, Qualcomm, Hyundai Mobis, Bmw, Ford, Hyundai, Toyota, Volvo, TuSimple, Hong Kong Fuel Cell, Hrc. Il Comitato si avvarrà del supporto organizzativo della sede di Pechino dell’Unido (United Nations Industrial Development Organization), l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa dello sviluppo industriale mondiale per la riduzione della povertà, lo sviluppo di una globalizzazione più inclusiva e la sostenibilità ambientale.

Il design acquisisce così un impatto decisamente più ampio, che abbraccia l’intera società. E questo è un altro assioma per la società di stile, il cui embrione è nato a Torino, da imprenditori con decenni di competenza acquisita nell’automotive, e che negli ultimi due anni ha intrapreso un importante percorso di diversificazione, che l’ha già portata a sviluppare nuovi concept nell’industrial e product design, due frontiere che rappresentano per il futuro le direttrici di ulteriore sviluppo dell’azienda, che – oltre a Shanghai – ha sedi a Torino (culla dell’automotive design), a Los Angeles (culla dell’innovazione) e, da quest’anno, ha un ufficio di rappresentanza a Dubai e sta per aprire una nuova sede anche a Tokyo, Paesi – questi ultimi – che rappresentano le frontiere geografiche di espansione, perché «negli Emirati - spiegano in azienda - sono già diversi i progetti per la realizzazione di città avveniristiche e indiscutibilmente apprezzano lo stile e l’ingegno italiani; mentre il Giappone è una potenza per la produzione di auto, moto e mezzi di trasporto in generale, in cui l’Italia può ancora dare un forte contributo in termini di stile».

Icona Design Group da Torino ha man mano aperto altre sedi a Shanghai, Los Angeles e Dubai. E sta per sbarcare anche a Tokyo

Icona Design Group, con le sue sedi nei vari continenti, ma soprattutto un team multiculturale di oltre 100 giovani designers (età media: 30 anni) provenienti da 22 diverse nazionalità, è il classico esempio di eccellenza italiana poco nota in patria e riconosciuta all’estero, dove è coinvolta in processi importanti di grandi trasformazioni. Tra queste, rientra ad esempio la collaborazione in Cina sul fronte delle smart cities, ovvero gli ecosistemi del futuro, gli spazi urbani in cui attraverso l’intelligenza artificiale le cose (inclusi i veicoli) saranno in grado di interagire tra loro, con le persone e con gli spazi, in modo sempre più automatizzato.

«La guida autonoma – spiegano da Icona - non può che realizzarsi all’interno di una città intelligente, per cui non è possible pensare alla prima senza realizzare la seconda». Icona, che considera il design non come accessorio estetico, ma come integratore di competenze e tecnologie, è impegnata anche in altre aree del mondo in progetti per realizzare la città del futuro. Tra questi, la collaborazione con l’americana Duckietown Foundation, spin-off del Mit - Massachusetts Institute of Technology, fondato nel 2016 da un gruppo di studenti e docenti che ha creato una piattaforma che permette di realizzare in scala la città intelligente tenendo conto dei parametri specifici e del contesto in cui essa si inserisce. Ovvero: si può testare in scala il funzionamento della città intelligente con la mobilità che si verifica al suo interno secondo specifiche necessità e caratteristiche (del territorio, delle attività produttive che vi si svolgono e così via).

«Questo scenario – spiegano ancora dall’azienda - fa del design sempre più uno strumento funzionale al processo di innovazione e trasformazione tecnologica. Il design integrato nei processi fin dall’inizio della progettazione è un plus indiscutibile, perché il suo ruolo è riuscire oggi a intuire la forma che dovranno avere le cose nel futuro e realizzarle, dare concretezza alle visioni. I traguardi che siamo chiamati a raggiungere oggi – smart cities e smart mobility o addirittura guida autonoma – sono così complessi e articolati che potranno essere raggiunti solo aggregando tante e diverse competenze. Ecco perché per noi la collaborazione con altre aziende, enti pubblici e privati, università è fondamentale allo sviluppo. E riteniamo che in particolare per l’Italia questo tipo di approccio sia l’unica possibilità per continuare a competere a livello globale. Ricordiamoci che abbiamo scritto gran parte della storia del settore automotive. Per continuare a farlo dobbiamo cavalcare tutti questi cambiamenti e superare gli interessi particolari per trovare tutti insieme un nuovo ruolo».

Nel processo di diversificazione, Icona ha già trovato ad esempio proficue collaborazioni con Ims Technologies, punto di riferimento a livello mondiale nel settore della progettazione, costruzione e commercializzazione di macchine ad elevata tecnologia nel Converting, Packaging e Automotive, per la quale ha ridisegnato in ottica user-friendly macchinari altamente specializzati per l’industria del packaging alimentare. A fine 2020 risale invece la joint venture con la startup tecnologica della sanificazione Sanixair, tra le prime ad aver messo a punto un sistema di sanificazione ambientale che utilizza tecnologie come la ionizzazione fotocatalitica, la cui efficacia è stata poi avallata anche dalle autorità sanitarie. L’obiettivo commune è di rendere la sanificazione una pratica quotidiana, svincolare il concetto dall’intervento di emergenza o specialistico per permettere al singolo cittadino di respirare un’aria microbiologicamente sicura, attraverso oggetti piacevoli e quotidiani, funzionali alla salute.

In questa poliedrica veste, Icona Design Group debutta quest’anno al Fuorisalone di Milano, con una location in via Tortona 30 in cui espone i pluripremiati concept nell’automotive e le prime realizzazioni nell’industrial e product design, anticipando i progetti prossimi al debutto, come: Microlino, la city car che si ispira alle iconiche auto a bolla degli anni ’50; Hubby, il centro multimodale urbano progettato in collaborazione con il Wwf; Baobab, progettato con Smart Fluids, prodotto innovativo e sostenibile per la produzione di acqua potabile ovunque, soprattutto dove scarseggia.

L’approccio di Icona è figlio della visione leonardesca. È un design che parte sempre dall’uomo con le sue esigenze e che si integra già nella progettualità degli oggetti per contribuire a ideare soluzioni all’avanguardia che facilitino e rendano sempre più ottimale il suo rapporto con la tecnologia e il mondo circostante in continua evoluzione.

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