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i talenti dello sviluppo

Una poltrona per due... coach

Con la loro MYPlace Communications Mario Alberto Catarozzo e Luciana Lauber forniscono a professionisti, imprenditori e manager strumenti per la propria crescita personale e di business

 Paola Belli
Una poltrona per due... coach

«MYPlace si fonda sull’idea che per creare un futuro eccellente siano necessarie tre condizioni: mentalità, motivazione, metodo. Queste sono le tre aree di intervento di MYPlace: il coaching, che agisce sulla mentalità e sulla motivazione; la consulenza, che agisce sul metodo e sulla motivazione; la formazione che agisce sulla mentalità e sulla motivazione». Mario Alberto Catarozzo, che nel 2016 ha fondato MYPlace Communications (www.myp.srl) come sintesi di 20 anni di attività maturata nel mondo delle professioni e del business. Accanto a lui, a condividerne oneri e onori, c’è Luciana Lauber.

Come si sono incrociate le vostre strade?

(Luciana Lauber) Mi sono approcciata al coaching e alla Pnl più di 10 anni fa, in un percorso iniziato grazie alla spinta della sede americana dello studio legale in cui ero manager. Mi sono appassionata e pian piano ho seguito molti corsi, sino a diventare coach professionista. Avevo sentito parlare molto bene di Mario, ma non lo avevo mai conosciuto di persona, tanto più “visto in azione”: nel 2014 Mario aveva tenuto un corso di formazione nella sede italiana di Paul Hastings dove all’epoca lavoravo, ed in studio erano rimasti tutti entusiasti di lui. Io purtroppo non ero riuscita a partecipare in quanto mi trovavo in quel periodo nella sede tedesca dello studio che seguivo ad interim. Quando ho deciso di “darmi la possibilità di una second life” mi sono ricordata di Mario. Mi sono fatta organizzare un caffè con lui da una conoscenza comune e lì è nata “la scintilla”: mi sembrava di conoscerlo da sempre, eravamo sulla stessa lunghezza d’onda, parlavamo lo stesso linguaggio. Pochi giorni dopo Mario mi ha chiamata per sapere se fossi interessata ad una collaborazione. Ho risposto subito di si, di pancia. È stato tutto molto spontaneo. 

Mario, chi è Luciana per lei?

(Mario Alberto Catarozzo) Luciana è una scoperta. Siamo diversi in molte cose, e siamo simili in molte altre, quelle che contano davvero. I valori e i progetti ci hanno accomunato subito ed è stato molto naturale cominciare a lavorare insieme. Quando bisogna mettere troppi puntini sulle “i” per trovare accordi, vuol dire che qualcosa non va. Per noi, i puntini non ci sono proprio stati inizialmente; l’idea era di cominciare a collaborare, conoscerci e sentire cammin facendo se eravamo fatti l’uno per l’altro professionalmente parlando e così è stato. La nostra idea comune è di creare abbondanza intorno a noi, per i clienti, per il mercato e per coloro che lavorano con noi, dai dipendenti ai freelance. Non ci focalizziamo mai sulle minuzie, siamo capaci di andare velocemente al sodo, concentrando le energie solo su ciò che conta davvero e questo ci rende facile lavorare insieme. Inoltre, Luciana è una persona molto generosa e questa è una delle caratteristiche che apprezzo di più nelle persone, perché mi permette di concentrarmi solo sui progetti, di inventare, di rilassarmi e divertirmi, condizione fondamentale quando lavoro. 

Luciana, cos’è Mario per lei?

(Luciana Lauber) Mario è una bella persona oltre ad un formidabile coach e formatore. Quando abbiamo iniziato a lavorare insieme mi ha detto “considera MYPlace un laboratorio a cielo aperto” ed è stato così: da subito sono riuscita a progettare e scambiare opinioni senza nessuna barriera, né fisica né mentale, è stato come sentirsi a casa; era come stare al tempo stesso fuori e dentro la mia “confort zone”. Quando ho conosciuto Mario, ho percepito da subito una “chimica professionale”, la pancia mi diceva che ero sulla strada giusta. Il tempo mi ha dato ragione: il nostro successo di partnership sta nella fiducia e nel rispetto reciproco...Mi fido del processo decisionale, del temperamento, della visione e della competenza di Mario e posso dire con certezza che è lo stesso per lui. A maggio Mario mi ha aperto le porte della società cedendomi un pezzo di MYPlace, un pezzo del suo mondo, di quanto costruito negli anni. Mi ha commosso, non era solo fare business insieme era essere parte di un progetto più grande. Confucio disse “fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita” e per noi due è proprio così. 

Avete un progetto ambizioso. Quale?

(Mario Alberto Catarozzo) Siamo in un periodo di cambiamento epocale del mondo delle professioni, su cui siamo specializzati, del lavoro e del business; questo periodo ha avuto inizio almeno nel 2008 e nel 2020 con la pandemia è giunto a maturazione; ecco, noi siamo sicuri di essere le persone giuste - per la lunghissima esperienza sul campo e per la mentalità da coach che abbiamo - per guidare professionisti, manager e imprenditori nel nuovo mondo, dove sono richieste hard skills tecniche, soft skills manageriali e una mentalità coaching oriented. Insomma, siamo quelli giusti nel posto giusto al momento giusto e sappiamo di poter fare la differenza per i nostri clienti.

A che punto siete?

(Luciana Lauber) Ottimo direi! Abbiamo consolidato esperienze venticinquennali in corsi di formazione, percorsi di consulenza organizzativa e gestionale, coaching per il change management e per il benessere organizzativo di studi professionali e aziende. Abbiamo in cantiere molti progetti entusiasmanti che ci riempiono di energia e di positività. Stiamo lavorando tantissimo, perché sono davvero tante le strutture e gli individui che si rivolgono a noi quotidianamente per avere un partner di qualità che li aiuti a realizzare i propri progetti personali e professionali. Per noi la pandemia ha solo amplificato quanto già facevamo da anni.

Quali passi vi mancano ancora?

(Mario Alberto Catarozzo) La più grande sfida per noi è trovare collaboratori di alto livello professionale che abbiano il nostro stile e possano così entrare a far parte della nostra organizzazione in continua espansione. Vorremmo portare al grande pubblico i temi del coaching per migliorare il mondo delle persone in un momento storico così delicato, dove tanti vogliono o devono cambiare lavoro, riqualificarsi, riorganizzarsi, progettare un nuovo futuro.

Come vedete Myp fra dieci anni?

(Luciana Lauber) Benissimo! E questa è la prima risposta, “di pancia”. Sappiamo che la nuova epoca che ha avuto inizio con la pandemia cambierà tutto: mondo del lavoro, relazioni interpersonali, stili di vita. C’è bisogno di reinventarsi per costruire un futuro migliore, per gli individui e per la collettività nel suo insieme. Cosa ci può essere di meglio del coaching per fare ciò? Per non parlare delle soft skills, delle competenze comunicative, digitali, negoziali, manageriali: insomma esattamente ciò di cui ci occupiamo noi da sempre. Il cuore di MYPlace è un mix di competenze che uniscono metodologie manageriali con filosofie orientali, ecco perché dentro MYPlace si coniugano le soft skills con la Pnl (Programmazione Neuro Linguistica), con la meditazione buddista, le neuroscienze, la mindfulness, il coaching. È la visione olistica delle cose a dare le soluzioni più efficaci.

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