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Il traino della ripresa

Quando un territorio cresce con la sua banca

Banca Valsabbina da più di centoventi anni sostiene lo sviluppo delle Pmi, delle famiglie, degli artigiani e delle piccole attività economiche. E ora si appresta a raccogliere la sfida della ripresa

Maddalena Bonaccorso
Quando un territorio cresce con la sua banca

Da Brescia, Banca Valsabbina - società cooperativa per azioni fondata nel 1898 - è da sempre vicina ai cittadini e alle imprese, soprattutto nel momento del bisogno: aumenta ed efficienta il numero di filiali anziché ridurlo e sa essere allo stesso tempo innovativa e tradizionale, mantenendo un fortissimo legame con il territorio e i propri clienti.

Con le sue 70 filiali distribuite in buona parte del Nord Italia e oltre 700 dipendenti, gestisce masse per circa 10 miliardi di euro e ha un Cet 1 Ratio pari a circa il 16%: è, di fatto, l’istituto di credito perfetto per sostenere la ripartenza della Lombardia, locomotiva d’Italia, e delle sue piccole e medie imprese: «Il supporto verso le Pmi è da sempre uno dei nostri punti di forza» spiega Hermes Bianchetti, Responsabile Divisione Business di Banca Valsabbina «e nell’ultimo periodo abbiamo ovviamente incrementato il nostro apporto, proprio per la crescente necessità delle aziende nell’affrontare l’emergenza Covid. Abbiamo garantito i sostegni sia con mezzi tradizionali che tramite  strumenti innovativi, con l’utilizzo di piattaforme fintech e naturalmente con l’ausilio della garanzia del Mediocredito Centrale, che sicuramente costituisce un ottimo mezzo di supporto all’economia e alla produttività».

Nell'anno della pandemia il numero dei conti correnti è aumentato del 3% e l'utile ante imposte è cresciuto del 31%

I dati e i risultati economici della banca testimoniano la bontà delle strategie di sostegno e sviluppo portate avanti nei lunghi mesi segnati dalla pandemia da Covid-19: il numero dei conti correnti aperti presso le filiali Valsabbina, infatti, è risultato in crescita del 3% dal 2019 al 2020, e nel bilancio 2020, approvato a marzo, emerge un utile ante imposte di 33,7 milioni di euro (+31% rispetto al 2019) e un utile netto di 24,3 milioni, in aumento del 20% rispetto allo scorso esercizio: «Sono i risultati migliori nella storia dell’istituto» continua Bianchetti «e nonostante la situazione di estrema difficoltà che ha caratterizzato il 2020, questi numeri che emergono dal Bilancio confermano la solidità e l’affidabilità del nostro istituto e consentono di guardare al futuro con maggiore serenità».

Un futuro nel quale Banca Valsabbina desidera fortemente continuare a garantire sostegno alle imprese del territorio, per aiutarle a superare insieme il difficile momento che il Paese sta attraversando. E i segnali di ripresa non mancano: «Sicuramente dobbiamo fare un discorso settoriale» prosegue Bianchetti «perché i comparti produttivi stanno reagendo in modo molto diverso l’uno dall’altro. Quello che però possiamo tranquillamente affermare, indipendentemente dalla premessa, è che riscontriamo segnali di ripresa incoraggianti: le imprese hanno ripreso a investire e cercano supporto per portare avanti e incentivare il loro business, con ricadute positive sul territorio e sull’occupazione. Si percepisce un forte desiderio da parte degli imprenditori di tornare a sostenere la crescita delle proprie aziende e quindi di investire nelle diverse attività. Noi, da parte nostra, continuiamo a svolgere il nostro compito, che non è solo quello di creare valore, ma di supportare lo sviluppo dei territori dove operiamo con iniziative e azioni concrete, perché è ciò che una banca del territorio deve fare, soprattutto in momenti come questi. In attesa che l’economia riparta a pieno ritmo e possa esserci per tutti il ritorno alla normalità». In questa politica di supporto si inserisce perfettamente l’idea di efficientamento delle filiali, che ha permesso alla banca bresciana di espandere capillarmente i propri sportelli: proprio in questo settore vale la pena ricordare l’apertura, nell’ottobre 2020, della seconda filiale a Milano in Piazzale Cadorna (che si aggiunge a quella già operativa dal 2017 nel quartiere di Porta Venezia), la previsione di una nuova filiale a Parma entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di consolidare la presenza in Emilia-Romagna, dove è già presente a Bologna, Cesena, Modena e Reggio Emilia: «Ovviamente Brescia e la Lombardia rimangono il nostro “core”» continua Bianchetti «ma vogliamo crescere ancora e supportare quanti più territori possibili: per questo guardiamo con interesse alle opportunità di crescita che offrono città e province molto dinamiche, soprattutto nelle regioni del Nord Italia. Crediamo nella forza di questi territori, che torneranno presto, anzi hanno già ricominciato a trainare la ripartenza del nostro Paese». 

Oggi Banca Valsabbina, infatti, opera attraverso una rete territoriale che conta 70 filiali: 46 in provincia di Brescia, 8 in provincia di Verona e 16 tra quelle di Bergamo, Bologna, Mantova, Milano, Modena, Monza-Brianza, Padova, Reggio Emilia, Torino, Trento, Treviso, Vicenza e Cesena.

Da questo osservatorio privilegiato si percepisce chiaramente il polso della situazione “ripartenza”: «Ci sono alcune province» spiega ancora il Responsabile Divisione Business di Banca Valsabbina «che sono più reattive e hanno maggiori potenzialità, ma nel complesso possiamo tranquillamente affermare che tutte le province lombarde sono reattive e mostrano questi segnali di ripresa dei quali parlavamo in precedenza. Voglia di investire, voglia di riprendere il business, voglia di crescere accomunano tutto il territorio lombardo».

BANCA VALSABBINA VUOLE CONTINUARE A CRESCERE SUPPORTANDO UN NUMERO SEMPRE MAGGIORE DI TERRITORI

E Banca Valsabbina non si tira indietro nell’impresa, sempre avendo ben chiara in mente la vocazione mista: banca tradizionale, che affonda le sue radici nella storia, e banca orientata al futuro, che cerca in continuazione nuove soluzioni e possibilità per offrire ai clienti servizi sempre più efficienti e su misura: «Noi siamo sicuramente una banca tradizionale, e vogliamo mantenere la nostra caratterizzazione soprattutto nel servizio alla clientela» conclude Bianchetti «Abbiamo un servizio che punta sulla persona, sull’offrire un rapporto e una relazione di qualità. Oltre a questo, però, sicuramente la tecnologia va avanti ed è un modo per rinnovare e per offrire servizi che siano qualitativamente sempre più elevati: anche per ottimizzare le tempistiche, gli adempimenti burocratici e quelli di elaborazione. Con questo spirito stiamo molto attenti al mercato fintech e ai servizi tecnologici che si possono offrire al territorio. In quest’ottica anni fa siamo stati tra i primi a investire in Satispay, quando era una piccola ma promettente startup, e da allora la collaborazione non si è mai interrotta e abbiamo portato avanti tutta una serie di sinergie, per esempio con Banca del Credito,  poi nel 2019 abbiamo avviato una collaborazione con AcomeA Sgr per associare l’innovativo salvadanaio digitale Gimme5 al conto corrente dei nostri clienti, che hanno potuto disporre così di un servizio innovativo e gratuito per la gestione dei propri risparmi, e in sinergia con la partecipata Integrae Sim stiamo proseguendo l’attività di supporto alle imprese che intendono quotarsi sul mercato Aim di Borsa Italiana per sostenere la propria crescita».

E poi si lavora anche ad altre operazioni di cartolarizzazione a sostegno delle Pmi italiane, in partnership con operatori Fintech, valutando ulteriori partnership con aziende che operano in questo settore sempre più strategico e di fondamentale importanza in un periodo storico come quello attuale. 

Banca Valsabbina è a fianco delle aziende, quindi, ma anche delle famiglie, degli artigiani, dei commecianti e in definitiva di tutti i propri clienti, che oggi affrontano la sfida del post-Covid. Da Brescia “leonessa d’Italia”, come la definì Giosuè Carducci, la locomotiva è pronta a ripartire.

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