Quantcast

pronti? ripartenza, via!

Con il bambù gigante si investe sul futuro verde

Nata nel 2014 come Srl, oggi Forever Bambù è una holding che controlla 27 società agricole. E ora si sta trasformando in SpA per quotarsi in Borsa. Per lasciare un’impronta ecologica ad alto rendimento

Paola Belli
Con il bambù gigante si investe sul futuro verde

Coniugare Business e Green in un progetto concreto di miglioramento delle condizioni ambientali del pianeta non è un’utopia. Anzi. Così, Emanuele Rissone e Pier Giorgio Bollati, tra i fondatori di Forever Bambù, la prima iniziativa italiana che coniuga una filiera strutturata con l’attenzione per il pianeta e per i territori attraverso la coltivazione del bambù gigante, nonché la prima società di creazione di foreste a scopo industriale, lanciano la loro call to action: «Siamo in un’epoca di grande cambiamento. Sociale, umano ed anche climatico», dicono a Economy. «È il momento di agire per lasciare un’impronta positiva sul pianeta». Puntando, appunto, sul bambù gigante: un materiale versatile, resistente e sostenibile usato in ambito alimentare e industriale che può sostituire la plastica e moltissime altre risorse inquinanti, assorbendo CO2 dall’aria 36 volte più di una foresta o bosco tradizionale. «L’apporto benefico all’ambiente è il nostro orgoglio», sottolinea il presidente di Forever Bambù Emanuele Rissone: «adottiamo un approccio “gentile”, scegliendo la filosofia naturale e sostenibile del biologico e della biodinamica fin dalla nascita di Forever Bambù nel 2014».

Forever Bambù è la prima iniziativa italiana che coniuga una filiera strutturata con l’attenzione per il pianeta e i suoi territori

A sei anni dalla fondazione, oggi Forever Bambù riunisce 27 società agricole (con un capitale sociale complessivo che supera i 10 milioni di euro) che hanno piantumato 76.400 piante in 85 ettari con la partecipazione di oltre 600 soci provenienti da tutta Europa. «Ad oggi abbiamo cinque cosiddetti “comparti”, ovvero foreste, sparsi sul territorio italiano: due in Piemonte e tre in Toscana», continua Rissone: «Abbiamo creato una holding con i soci fondatori, che partecipa tutte le Srl del gruppo per circa il 25% del capitale sociale e ne armonizza i lavori e i contratti. Il resto è in mano a soci, oggi quasi 600, provenienti da sette nazioni differenti». E prima dell’estate, Forever Bambù ha avviato, seguita da Deloitte, una “maxi fusione” di tutte le Srl del gruppo, che daranno vita alla più grande SpA presente sul mercato per la creazione di foreste di bambù gigante. «La fusione si concluderà nella primavera 2021 con la nascita di Forever Bambù Spa», spiega Pier Giorgio Bollati, business e financial coach di Forever Bambù. «Poi saremo pronti per il mercato dei capitali e la quotazione in una Borsa internazionale, che probabilmente andremo ad affrontare nel secondo semestre 2021. Saremo la prima società per azioni dedicata alla coltivazione del bambù gigante, il riferimento per il mercato intero.».

Nel frattempo Forever Bambù a luglio ha costituito la Forever Bambù 27, con ben 42 ettari a Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto, concludendo entro fine anno un aumento di capitale da 3,5 milioni di euro (e in primavera ne avvierà un altro per 1,5 milioni). «La quota base per l’aumento di capitale è di 2.850 euro», spiega a Economy il presidente Emanuele Rissone. «Forever Bambù 27 è una startup innovativa che grazie al DL Rilancio di maggio 2020 permette a tutti i nuovi soci di recuperare ben il 50% dell’intero importo versato. È per noi un momento unico perché il 50% di recupero fiscale è una cifra mai vista prima d’ora che dà un ulteriore impulso al nostro progetto». Per capirci: investendo 28.500 euro (equivalenti a dieci quote), si potranno detrarre 14.250 euro dal 2021. «Il valore di queste dieci quote, quando saremo quotati in Borsa, sarà equivalente a circa 40.000 euro, per cui il valore delle quote sarà più che raddoppiato». 

Innovazione, sostenibilità e importante marginalità, oltre che un nuovo mercato nel quale i primi detteranno le regole: Forever Bambù è il first mover del settore, con un modello di sviluppo e di investimento che dalla visione di Emanuele Rissone, nel 2014, ha dato il via a 27 società agricole partecipate da una holding che sta per diventare società per azioni e infine si quoterà in Borsa. Un excursus da record, con un orizzonte temporale a lungo termine: «Forever Bambù propone un investimento a medio/lungo periodo, fondato su asset patrimoniali importanti che le garantiscono solidità e ridimensionamento del rischio», conferma Emanuele Rissone. «Forever Bambù infatti acquista tutti i suoi terreni e le piante che mette a dimora, perché la terra è un elemento fondamentale per il cambiamento. Tra gli obiettivi c’è quello di riattivare terreni fermi da qualche anno o lustro per renderli nuovamente operativi. E siamo attenti al cambiamento nelle tecniche di coltivazione e nel rispettare i tempi della natura: tutte le società sono certificate Biologico e Biodinamico, che amo definire come la Ferrari del biologico. Insomma una netta inversione di rotta, grazie all’adozione di nuovi modelli produttivi e comportamentali sostenibili, che tutelino l’ambiente e le preziose risorse del nostro pianeta». 

«Se a tutto questo aggiungiamo l’unico elemento positivo che il periodo Covid ci ha lasciato», conclude Bollati, «ovvero il Decreto Rilancio, che prevede la possibilità di detrarre dall’Irpef il 50% di quanto investito in una startup innovativa e che Forever Bambù è StartUp innovativa fin dalla sua costituzione, che diventeremo SpA e saremo un riferimento per il mercato italiano ed europeo (dal momento che affronteremo la nostra quotazione su una Borsa internazionale) questo aumento di capitale è la miglior occasione di chiudere il 2020 e di iniziare il 2020 con il passo giusto per diversificare, investire e fare del bene al pianeta». 

Aumento di capitale: Bit.ly/opportunita-fb
Centralino: 02 400 31 483
Mail: segreteria@foreverbambu.com 
Sito: www.foreverbambu.com 
WhatsApp: +393485860329

La sostenibilità che dura nel tempo

Il bambù gigante (il Phyllostachys Pubescens, comunemente chiamato Moso) coltivato da Forever Bambù non è un albero e quindi non si comporta come tale: «È una pianta che vive grazie ad un complesso sistema di rizomi sotterranei che nell’arco di una decina d’anni vanno a colonizzare l’intero terreno a disposizione», spiega il ceo Emanuele Rissone. «Perciò quando tagliamo una pianta in realtà non la stiamo uccidendo, come accade per gli alberi: la stiamo solo potando. In pratica, lo sforzo va fatto nei primi anni, in cui dobbiamo piantumare le piante madri piccole e curarle fino a farle diventare una vera e propria foresta. A quel punto non necessitano più di cure, perché la foresta si auto-gestisce, non richiede concimi, acqua e fertilizzanti e produrrà legna e germogli per decenni. Le foglie sono presenti 12 mesi all’anno, quindi la quantità di ossigeno che producono è fenomenale: il 35% in più di qualsiasi altro impianto arboreo». Proprio questo è uno degli aspetti più interessanti del bambù gigante: la sua capacità di assorbire CO2 in quantità 36 volte maggiori rispetto a quanto farebbe una foresta o bosco tradizionale, purificando l’aria e generando benefici duraturi nel tempo. Non solo: il bambù è un materiale sostenibile al 100% che trova innumerevoli applicazioni, dall’edilizia al mercato agroalimentare, dal settore tessile al design. «a sua resistenza, versatilità e leggerezza ne fanno il perfetto sostituto dell’inquinante plastica», aggiuge il ceo di Forever Bambù, che da ottobre supporta insieme ad AWorld la campagna ActNow delle Nazioni Unite che si pone l’obiettivo di sensibilizzare le persone sull’impatto delle azioni individuali nel contrasto della crisi climatica. «In particolare Forever Bambù lancerà una serie di sfide alla community dell’app AWorld invitando gli utenti a limitare con gesti concreti le proprie emissioni di CO2 e impegnandosi a raddoppiare i risparmi ottenuti attraverso la piantumazione di piante di bambù».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400