Data center

La capacità di trasmissione della rete e i volumi di traffico sono aumentati negli ultimi anni. Secondo quanto emerge dai dati diffusi dall‘AGCOM nell’ultimo Osservatorio sulle Comunicazioni, nel 2021 le linee a banda larga complessive hanno sfiorato i 18,7 milioni (in crescita di 500 mila unità rispetto all’anno precedente) e di queste poco meno dell’85% era attribuibile alla clientela residenziale. Il traffico dati medio giornaliero nel 2021 è aumentato del 19,3% rispetto al corrispondente valore del 2020 e del 78,7% in confronto al 2019 (periodo pre-Covid). Gli italiani sono sempre più connessi ed è necessario gestire il traffico attraverso gli IXP che lavorano in silenzio senza che ce ne accorgiamo, ma sono fondamentali per il funzionamento di Internet.

IXP le autostrade informatiche che connettono le informazioni

Gli IXP sono dei luoghi fisici che ospitano centinaia di dispositivi di rete necessari per smistare e velocizzare il traffico dati generato dalle nostre navigazioni e dai servizi Internet. E, in fondo, rappresentano un piccolo paradosso. Sono la parte concreta, fisica, tangibile di Internet, del digitale che, invece, è generalmente percepito come uno spazio virtuale, effimero, in cui viaggiano dati sottoforma di byte che condividiamo e sfruttiamo ma non possediamo mai veramente.

Questo è il compito di MIXil principale Internet Exchange Point pubblico italiano e tra i primi in Europa per traffico veicolato — che ha sede nel campus Caldera a Milano e che rappresenta ormai una infrastruttura strategica per la gestione delle connessioni Internet.

È uno dei pochi IX Europei dotati di propri datacenter dove offre servizi di interconnessione a oltre 370 aziende italiane e straniere dotate di una propria rete indipendente (AS), garantendo un servizio di alta qualità, scalabilità e robustezza.

Il traffico Internet scambiato ogni giorno presso le sale dati di MIX raggiunge picchi superiori ai 2 Tbs.

“Il MIX garantisce una migliore connettività ai cittadini e alle imprese, ciò ha ricadute economiche positive per la produttività e rappresenta un traino per gli investimenti”, ha affermato Alessandro Talotta, Presidente di MIX. “Come lo scambio di merci e persone, lo scambio di dati diventa un potente fattore di accelerazione di sviluppo e produce una spirale positiva che favorisce, a livello locale, la nascita di nuove infrastrutture tecnologiche, un più rapido accesso a contenuti e applicazioni, come anche la fruizione dei servizi digitali”.

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La digitalizzazione passa per il Pnrr

L’obiettivo del PNRR è favorire la digitalizzazione del nostro Paese attraverso il sistema cloud first. Per MIX sarà fondamentale accompagnare questo cammino di digitalizzazione con lo sviluppo di tutti quei servizi di rete utili a supportarlo, favorendo la collaborazione tra gli operatori e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche nelle piattaforme di peering a livello italiano; di conseguenza, gli operatori internazionali potranno interagire in maniera univoca e omogenea per una efficace distribuzione dei loro servizi su tutto il mercato nazionale.

La repentina crescita registrata negli ultimi anni ha permesso di testare le infrastrutture di MIX e di dimostrare che gli interventi avviati per colmare il gap con gli obiettivi di Europe 2020 – in corso d’opera da diversi anni – sono stati strategici per tenuta della rete Internet nell’intero territorio nazionale.

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La capacità di reagire a situazioni critiche e imprevedibili, come quelle determinate dalla recente pandemia, è da sempre una caratteristica degli exchange come MIX che si è trovata a gestire cambi improvvisi dei flussi di traffico, cresciuti anche del 100%. Questo è stato reso possibile grazie agli sforzi congiunti degli operatori di telecomunicazione, che hanno da subito lavorato intensamente per potenziare le direttrici di traffico messe alla prova dai nuovi flussi e dagli interventi operati da MIX, che ha raddoppiato la capacità dei link in fibra ottica e aggiunto porte di interconnessione presso il proprio data center e quelli dei suoi partner. Il fattore chiave in questa situazione è rappresentato dalla percentuale di adozione di tecnologie basate su cloud pubblici, più che da quella delle reti basate su protocollo Internet: MIX ha osservato che il cambio di paradigma per passare dalle soluzioni residenti su infrastrutture on premise alle soluzioni distribuite su server virtuali, che pur era cominciato negli anni precedenti, con il lockdown è decisamente esploso.

Guardando all’immediato futuro, MIX sarà dunque sempre più un’infrastruttura strategica per raggiugere gli obiettivi previsti dal PNRR.