Negli ultimi anni il settore sanitario sta subendo numerosi cambiamenti, in particolar modo, per quel che concerne i processi di digitalizzazione: si pensi alla massiccia introduzione di nuove tecnologie digitali (cartelle cliniche, fascicolo sanitario elettronico, digital therapeutics, etc…), alle recenti soluzioni di telemedicina (nuovi strumenti di comunicazione digitale tra medico e paziente, oppure tra professionisti, per un consulto, etc…), così come all’applicazione di intelligenze artificiali, strumenti cui si è ricorso per garantire la continuità assistenziale sul territorio (setting di cura «riscoperto» e potenziato durante e dopo la pandemia da Covid-19).

L’utilizzo di tali tecnologie ha generato, di conseguenza, una enorme disponibilità di dati e informazioni: il termine Big Data è ormai ben noto a tutti e le aziende stanno cercando di trarre il maggior beneficio dalle applicazioni di Data Science nel settore sanitario, soprattutto per aree critiche, quali possono essere le sale operatorie oppure ancora il Pronto Soccorso.

La gestione di tali flussi di dati, la corretta analisi, la puntuale interpretazione e l’immediata disponibilità di informazioni, rappresentano fattori cruciali anche per le strutture sanitarie, sia da un punto di vista clinico, per garantire la migliore assistenza ai pazienti, sia da un punto di vista gestionale, per ottimizzare le risorse a disposizione e per supportare il processo di decision making, al fine di portare a una maggiore efficienza delle organizzazioni, aumentando le performance dei processi e preservando un accettabile grado di sostenibilità.

A questo proposito l’Healthcare Datascience Lab – HD Lab, Emergencies, Technologies and Beyond dell’Università Cattaneo Liuc, guidato da Emanuele Porazzi, ha recentemente istituito un Osservatorio relativo all’analisi delle performance dei Pronto Soccorso delle strutture ospedaliere italiane.

Difatti, attualmente, il sistema italiano dei Pronto Soccorso e dei servizi medici di emergenza (118) attraversa una fase critica a causa della crescente difficoltà nel reperire risorse umane qualificate, come medici e infermieri. Questo si verifica in un contesto di crescenti necessità dei cittadini e contemporaneamente di una carenza di assistenza medica sul territorio che è ancora in fase di riorganizzazione rispetto a quanto richiesto dal DM 77.

Un problema evidente è il sovraffollamento dei Pronto Soccorso, che non è solo causato dagli accessi impropri, ma anche dalla complessità di trasferimento dei pazienti che necessitano di un ricovero all’interno di adeguati reparti ospedalieri.

Di conseguenza, diventa imprescindibile implementare un monitoraggio più accurato per valutare l’efficacia dei servizi, specialmente in situazioni di emergenza e urgenza. Ad esempio, è essenziale ridurre i tempi di attesa per la valutazione medica al Pronto Soccorso e, soprattutto, minimizzare il periodo di permanenza in barella dopo aver deciso il ricovero.

Obiettivo primario dell’Osservatorio è la proposta di implementazione di un cruscotto di indicatori di performance che possa essere in grado di individuare specifiche aree di miglioramento e condividere buone prassi di intervento ai fini dell’efficientamento dei Pronto Soccorso italiani.

Obiettivo secondario del progetto è la valutazione della possibile implementazione di indicatori di confronto che permettano di comprendere eventuali modifiche delle performance di appropriatezza ed efficienza nella fase pre e post Covid, l’efficienza dei processi di boarding, oltre alle variabili che possono avere un’influenza nel suo andamento e calcolo, nonché il livello di sovraffollamento.

In questo modo sarà possibile ipotizzare dei modelli di erogazione o presa in carico territoriale per una quota parte delle prestazioni, a seguito di completamento delle analisi precedenti.

Ai fini della definizione di uno specifico cruscotto di Key Performance Indicator, valutando indicatori di natura differente, si considereranno i sistemi di misurazione delle performance per i Dipartimenti di Emergenza-Urgenza e Accettazione esistenti a livello nazionale e regionale (considerando i sistemi di valutazione previsti a livello locale nelle differenti Regioni italiane).

Inoltre, per analizzare il sovraffollamento saranno utilizzati due algoritmi quali il National Emergency Department Overcrowding Scale (NEDOCS) e l’Emergency Department Working Index (EDWIN). I dati raccolti considereranno gli anni 2020-2021-2022- primo semestre 2023, nel tentativo di comprendere l’andamento degli accessi ai Pronto Soccorso tra l’orizzonte temporale del periodo pandemico e post-pandemico, al fine di apprezzare eventuali differenze ed elementi di comparazione di rilievo.

Inoltre, verranno studiati i fattori organizzativi e di dimensionamento organico che possono influenzare il fenomeno del boarding nonché le correlate tempistiche (tempo necessario per poter avviare il periodo di ricovero del paziente dal momento in cui all’interno del Pronto Soccorso viene stabilita la necessità di ricovero).

Saranno, inoltre, raccolti dati di natura qualitativa, utili per il dimensionamento e per la descrizione delle caratteristiche organizzative dei Pronto Soccorso, relativi alle risorse presenti per contestualizzare al meglio le performance riscontrate, in relazione ai modelli implementati.

L’Osservatorio, a cui hanno già aderito 18 strutture sanitarie di Regione Lombardia, Piemonte e Liguria, ha preso il via nel mese di novembre 2023: i primi mesi del 2024 saranno dedicati alla raccolta dati mentre si prevedono i primi risultati relativi all’elaborazione e al confronto delle informazioni qualitative nei mesi di aprile – maggio 2024 e i risultati finali per settembre – ottobre 2024, che verranno discussi all’interno del gruppo di lavoro, ma anche disseminati attraverso uno o più convegni e webinar.

Il raggiungimento degli obiettivi di progetto fornirà alle Direzioni Strategiche delle strutture sanitarie coinvolte e, in generale, a tutti quei soggetti che, a vario titolo, contribuiscono all’erogazione di tali prestazioni sanitarie, nel contesto ospedaliero di riferimento, nonché ai decision maker regionali e nazionali, importanti informazioni multidimensionali e multidisciplinari al fine di ottimizzare le risorse attualmente in essere.

L’ottica finale è quella di poter generare delle evidenze utili per attivare delle adeguate politiche di pianificazione e programmazione sanitaria, in modo da ottimizzare e valorizzare le risorse sanitarie, tema prioritario, al fine di garantire le prestazioni da erogare nei setting più idonei all’interno del Servizio Sanitario Nazionale italiano.

di Anna Gervasoni, Prorettrice della Liuc – Università Cattaneo. è anche direttore generale di Aifi (Associazione italiana del private equity, venture capital e private debt)