Gli acquisti a basso costo effettuati sulle piattaforme extraeuropee entrano in una nuova fase. Dal 1° luglio 2026 l’Unione europea applica un dazio temporaneo di 3 euro alle spedizioni di valore non superiore a 150 euro. Dal 1° ottobre, secondo quanto riferito dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti alla Camera, dovrebbe aggiungersi anche il contributo italiano di 2 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi esterni all’Unione.
Il cumulo tra il prelievo europeo e quello italiano
Il punto centrale riguarda la possibilità di applicare contemporaneamente le due misure. Nel question time del 22 luglio, Giorgetti ha spiegato che il dazio europeo e il contributo nazionale hanno natura e finalità differenti e possono quindi essere cumulati. La tassa italiana, inizialmente prevista in una data precedente e poi rinviata, dovrebbe diventare operativa dal 1° ottobre 2026, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore.
I 3 euro non sono sempre calcolati una sola volta
Il dazio europeo non deve essere descritto come un importo fisso di 3 euro per ogni singolo pacco. Le regole Ue prevedono infatti l’applicazione di 3 euro per ciascuna categoria merceologica contenuta nella spedizione. Se un pacco comprende prodotti appartenenti a tre categorie diverse, il dazio può quindi raggiungere 9 euro, ai quali potrebbe aggiungersi il contributo italiano di 2 euro.
La risposta all’aumento delle spedizioni dall’Asia
Secondo Giorgetti, la tassa nazionale è stata concepita per affrontare quella che il ministro ha definito una vera “invasione” di piccole spedizioni di modesto valore provenienti soprattutto dai Paesi asiatici. Il Governo considera il fenomeno una pressione crescente sul sistema commerciale e logistico nazionale, mentre Bruxelles collega il proprio intervento alla necessità di rafforzare i controlli, la sicurezza dei prodotti e la parità concorrenziale nel mercato europeo.
Quanto potrà costare davvero una spedizione
Non è dunque corretto affermare che ogni mini pacco subirà automaticamente un aggravio complessivo di 5 euro. Il costo dipenderà dalla composizione della spedizione e dal numero di categorie di prodotti presenti. Un pacco con una sola categoria potrebbe essere gravato da 3 euro di dazio Ue più 2 euro di tassa italiana; con più categorie, invece, l’importo europeo potrebbe aumentare in multipli di tre, rendendo il prelievo finale sensibilmente più elevato.
Una misura temporanea in attesa della riforma doganale
Il dazio europeo è una soluzione transitoria: resterà in vigore fino al 1° luglio 2028, salvo eventuali proroghe, quando dovrebbe essere sostituito dal nuovo sistema doganale ordinario collegato alla riforma dell’unione doganale. La misura riguarda le spedizioni di valore fino a 150 euro e supera l’esenzione doganale che aveva favorito la crescita degli acquisti online di piccolo importo provenienti da Paesi extra Ue.
















