Si attende l’emendamento al decreto Milleproroghe con i correttivi sui bonus fiscali per i lavori edilizi, annunciati la scorsa settimana dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro dell’Economia Daniele Franco. L’obiettivo è quello di riallargare in tempi rapidi le maglie del sistema della cessione dei crediti fiscali, introducendo però dei sistemi di sicurezza che mettano lo Stato al riparo dalle frodi. Queste ultime infatti, secondo quanto riferito in parlamento dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Ruffini, hanno raggiunto la quota di 4,4 miliardi, di cui 2,3 sono stati sequestrati dalle Procure.

Per correre ai ripari contro gli illeciti, il governo già a novembre si era mosso con il decreto antifrodi, confluito poi nella legge di Bilancio, attraverso il quale era stata introdotta la possibilità per l’Agenzia delle Entrate di intervenire ex ante, bloccando le operazioni sospette. Ma l’intervento più drastico è quello contenuto nell’articolo 28 del decreto Sostegni ter che prevede il divieto di cessione multipla del credito fiscale limitandola ad una sola volta. Una stretta che per gli operatori del mondo dell’edilizia ha di fatto bloccato il mercato e che, secondo il presidente dell’Ance Gabriele Buia, rischia di affossare l’intero settore, considerando che dopo l’entrata in vigore della norma Cassa Depositi e Prestiti, Poste Italiane e banco Bpm hanno fermato il servizio di cessione dei crediti edilizi paralizzando l’attività di molte imprese.

Ma quali sono i correttivi su cui sta lavorando il governo?

In primis la possibilità di poter cedere di nuovo il credito più volte, ma non più di due o tre e solo a banche o intermediari finanziari vigilati dalla Banca d’Italia. Inoltre, dovrebbe essere introdotto un codice identificativo per il credito, una sorta di matricola, per risalire al primo titolare e quindi alla documentazione sui lavori. Dovrebbe essere prevista anche la riapertura dei termini di utilizzazione dei crediti sequestrati dalla magistratura per consentire alle banche di non perderli una volta dissequestrati. Tutto questo per evitare il rischio che i bonus edilizi si trasformino nella più grande truffa della storia, come sottolineato da Draghi e Franco. Contro le frodi legate ai bonus edilizi si muovono anche i partiti. Il M5s ha presentato un emendamento al decreto Sostegni ter al Senato in cui chiedono non solo di incrementare i controlli sulla professionalità delle imprese ammesse ai finanziamenti pubblici ma anche sul rispetto dei contratti di lavoro.