Il Senato ha dato il via libera definitivo al decreto Milleproroghe con 98 voti favorevoli e 54 contrari, approvando la questione di fiducia posta dal governo. Il provvedimento arriva così al traguardo in extremis, ma con un ultimo strascico di tensioni politiche e procedurali: il testo, infatti, è approdato direttamente in Aula senza il passaggio in Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama.

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Fiducia e tempi stretti

La scelta è maturata davanti a una mole di lavoro incompatibile con i tempi di conversione. Sul tavolo c’erano 378 emendamenti e 31 ordini del giorno, mentre il decreto — già approvato dalla Camera — doveva essere convertito entro il 27 febbraio, pena la decadenza. La Commissione ha quindi preso atto dell’impossibilità di esaminare, votare e conferire il mandato al relatore. Da lì il passaggio diretto in Aula e, subito dopo, la fiducia del governo: la seconda della giornata, dopo quella sul decreto Ucraina.

Il nodo dei tagli a Radio Radicale e alla carta per i giornali

Tra i nodi politici rimasti aperti fino all’ultimo c’è stato il tentativo dell’opposizione di riaprire in Commissione la questione dei tagli al finanziamento di Radio Radicale, senza però riuscirci. Stessa sorte per il taglio alle agevolazioni fiscali sull’acquisto della carta destinata agli editori dei giornali. In entrambi i casi, il governo ha lasciato intendere la possibilità di futuri correttivi, ma per ora la riduzione resta confermata.

Sanità, proroghe per medici e infermieri

Sul fronte dei contenuti, il Milleproroghe — appuntamento ormai fisso di fine anno — interviene su una serie di misure in scadenza. In sanità, i medici ospedalieri potranno continuare a lavorare su base volontaria, o essere richiamati se già in pensione, fino a 72 anni anche nel 2026, alla luce della persistente carenza di personale. Viene inoltre prorogata per due anni l’esclusione dal regime di incompatibilità, fuori dall’orario di servizio, per gli infermieri dipendenti delle Asl. Prosegue per il 2026 anche l’efficacia del cosiddetto «scudo penale» per i medici, mentre diventa definitivo il formato elettronico delle ricette mediche.

Lavoro, bonus assunzioni e sostegni confermati

Capitolo lavoro: confermato il bonus assunzioni per giovani e donne nelle aree Zes. La decontribuzione viene prorogata fino al 30 aprile e resta al 70% anche per assunzioni che non determinano un incremento occupazionale netto. Va avanti inoltre, fino a tutto il 2026, il bonus donna. Sempre in materia di occupazione, proseguiranno le misure di sostegno in deroga per i lavoratori delle aree di crisi industriale complessa e quelle previste per i lavoratori portuali.

Multe, edilizia e Fondo di Garanzia PMI

Il decreto conferma anche la validità dei termini dei permessi edilizi in scadenza nel 2026 e congela gli adeguamenti all’inflazione delle multe stradali. Prorogato per il 2026 pure il Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese, con un impegno previsto pari a 2,9 miliardi di euro.

Le misure che restano fuori

Non passano invece le proposte che puntavano a riaprire i termini per la rottamazione delle cartelle e a sospendere la tassa sui piccoli pacchi. Anche su questo fronte, però, l’esecutivo non chiude del tutto la porta: l’ipotesi è quella di riconsiderare i due dossier in futuri provvedimenti.