Il decreto Milleproroghe 2026 è al rush finale: il provvedimento dovrà essere convertito in legge entro il 1° marzo. Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera stanno completando l’esame degli emendamenti, con l’approdo in Aula a Montecitorio previsto per venerdì mattina e il voto di fiducia lunedì. Successivamente il decreto passerà al Senato per il via libera definitivo.
Milleproroghe 2026, ecco cosa cambia
Tra le novità più rilevanti per il settore edilizio, un emendamento approvato in commissione prolunga di un anno i permessi a costruire, le SCIA, le autorizzazioni paesaggistiche e ambientali e le convenzioni di lottizzazione. Il provvedimento include anche i titoli emessi al 31 dicembre 2025.
Il regime speciale consolida gli slittamenti avviati con il dl Ucraina 2022, portando a 48 mesi la durata complessiva dell’extra proroga. Una misura pensata per dare maggiore certezza ai cantieri e agli investimenti nel settore delle costruzioni.
Fisco, proroga per decaduti e adeguamenti capitale
Sul fronte fiscale, un emendamento consente a chi ha saltato la seconda rata della rottamazione quater del 30 novembre 2025 di saldare il debito entro il 28 febbraio 2026 (prorogato al 9 marzo per sabati e domeniche). Restano esclusi i contribuenti che hanno saltato altre rate.
Altre novità riguardano gli enti locali: il termine di adeguamento del capitale sociale per attività di liquidazione, accertamento e riscossione tributi viene rinviato al 31 dicembre 2026. Le delibere Tari 2025 saranno considerate valide se inserite nel portale del federalismo fiscale entro il 6 marzo 2026.
Lavoro, le novità su incentivi e decontribuzioni
In materia di lavoro, il Milleproroghe estende gli incentivi per l’assunzione di donne svantaggiate, giovani e over 35 nelle zone ZES. Le decontribuzioni totali per le neo lavoratrici sono prorogate fino al 31 dicembre 2026. Il bonus per gli under 35 e le nuove assunzioni al Sud scende al 70%, ma sale al 100% se l’assunzione comporta un incremento occupazionale netto. Le agevolazioni valgono per le assunzioni fino al 30 aprile 2026.
Per i lavoratori delle crisi industriali complesse, anche nel 2026 sarà possibile accedere al trattamento di mobilità in deroga fino a 12 mesi, a condizione che siano previste misure di politica attiva.
Pubblica amministrazione: slitta obbligo assicurativo
Tra le novità per la PA, il Milleproroghe prevede il rinvio al 31 dicembre 2026 dell’obbligo di copertura assicurativa per i titolari di incarichi di gestione delle risorse pubbliche.
Stanziamento per il pluralismo nell’editoria
Infine, nel settore editoria è previsto uno stanziamento di 30 milioni di euro all’anno sotto forma di credito d’imposta dal Fondo per il pluralismo, a sostegno delle iniziative editoriali e della diversità dell’informazione.
















