Assolombarda accoglie con favore l’iniziativa lanciata dalla American Chamber of Commerce in Italy, che ha l’obiettivo di accreditare Milano e il suo territorio nell’ambito dei processi delle Nazioni Unite dedicati alla governance internazionale dell’Intelligenza Artificiale.

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È quanto ha dichiarato il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, in una nota ufficiale sull’adesione dell’associazione imprenditoriale alla proposta della non profit AmCham Italy di candidare Milano come hub globale delle Nazioni Unite per la governance e l’etica dell’intelligenza artificiale.

L’opera del Comitato AI di AmCham

Tutto è partito da un Policy Paper redatto dal Comitato AI della Camera di Commercio Americana presieduto da Claudio Bassoli, Presidente e CEO di HPE Italia, che ha dimostrato come il capoluogo lombardo possa rappresentare perfettamente il luogo in cui “ospitare in Italia la governance di una tecnologia sviluppata in larghissima parte negli Stati Uniti” come ha dichiarato Stefano Lucchini, chairman di AmCham Italy.

“È esattamente questo uno dei terreni sui quali l’Italia deve attivarsi per cogliere, agendo a livello di sistema, le grandi opportunità legate alla rivoluzione industriale in corso – ha proseguito Biffi nella nota -. Si tratta di un progetto ambizioso che prende forma in una fase avanzata del cambiamento in atto, mentre il mondo sta già convergendo verso la Physical AI: l’integrazione tra modelli intelligenti, robotica ed automazione avanzata che ridefinirà ulteriormente il modo stesso di produrre”.

Consolidare i rapporti con i colossi USA

L’iniziativa è, di fatto, un tentativo di consolidare i rapporti economici e politici tra Italia e Stati Uniti e l’adesione da parte di Assolombarda è perfettamente in linea con la recente missione istituzionale condotta dall’Associazione negli Stati Uniti e delle progettualità avviate nella Silicon Valley. Mentre, se si può, potrebbe risultare leggermente dissonante rispetto all’idea portata avanti dalla Unione Europea di un Vecchio Continente tecnologicamente sovrano e meno dipendente dalle Big Tech dell’AI.

L’idea è di costruire un legame solido tra i padroni Usa dell’innovazione e la manifattura italiana. “Gli Usa rappresentano il primo mercato di sbocco per il nostro territorio, con oltre 8 miliardi di euro di export – ha ricordato Biffi -. La nostra presenza oltreoceano, al pari di quella rappresentata da AmCham per l’Italia, ha dimostrato che Milano e l’ecosistema di Assolombarda sono un partner di sistema imprescindibile per le grandi aziende americane impegnate a costruire modelli di frontiera, infrastrutture globali e una governance condivisa dell’AI”.

“Questa iniziativa – ha proseguito Biffi – può diventare una delle leve fondamentali per dischiudere le enormi potenzialità delle nostre imprese e guidare il nostro tessuto economico verso un deciso recupero della produttività”.

Il coinvolgimento delle istituzioni

Per il manager di Assolombarda, anche con l’iniziativa AmCham si può “spezzare un circolo vizioso di stagnazione di lungo periodo nel nostro Paese, caratterizzato da una crescita media annua pari a zero nell’ultimo decennio, contro lo 0,7% della media UE e l’1,3% degli USA”.

L’obiettivo formale è, dunque, di candidare Milano a sede di un organismo Onu che si occupi di governance dell’intelligenza artificiale. Oltre ad Assolombarda, e a tutte le aziende consociate in linea con il tema, l’intenzione è di coinvolgere tutti i livelli istituzionali, dal Governo ai Ministeri competenti, alla Regione Lombardia fino al Comune di Milano. il primo passo è la realizzazione di una cabina di regia nazionale e la predisposizione di un “host city proposal”, ovvero produrre un dossier che avalli la candidatura di Milano presso i canali Onu già attivi sulla governance dell’AI, coinvolgendo anche l’Unione europea, il G7, l’Ocse e l’Unesco.

Nella attesa dei prossimi sviluppi, prendiamo atto che il presidente della commissione Finanze del Senato, Massimo Garavaglia, ha promesso di portare la proposta sul tavolo governativo.