Mifid 2, ecco i rendiconti Euclidea e Moneyfarm

Plus24 del Sole 24 Ore ci ha provato ma nella sua ricognizione sui tempi di comunicazione ex post consulenza di costi e della rendicontazione di banche e reti di distribuzione, sembra essersi trovata davanti a un muro di gomma. Queste comunicazioni sarebbero dovute partire ad inizio 2019 ma ancora non se ne vede l’ombra nella maggior parte dei casi.
 
L’inserto finanziario sottolinea che, probabilmente, il rinvio è dovuto al timore da parte di molti consulenti di inviare comunicazioni basate solo sui risultati di un anno disastroso per tutti gli asset quale è estato il 2018. Quindi potrebbero puntare a temporeggiare in attesa dei dati più positivi che si stanno registrando in questi tre mesi del nuovo anno.

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Eppure la direttiva europea 2014/65, conosciuta come Mifid 2, parla chiaro. La comunicazione ai clienti di costi e oneri connessi deve comprendere: le informazioni sui servizi d’investimento e sui servizi accessori; il costo dell’eventuale consulenza e
dello strumento finanziario raccomandato o offerto in vendita al cliente; le modalità di pagamento da parte del cliente, compresi i pagamenti a terzi.
 
Queste informazioni devono essere proposte ai clienti devono essere in forma aggregata per permetteredi risalire alcosto totale e l’effetto che ha sul rendimento. La frequenza delle comunicazioni deve essere come minimo annuale e deve essere costante lungo tutto il periodo di investimento.
 
Sulla periodicità, Consob ha integrato queste indicazioni con quanto previsto dal regolamento europeo integrativo di Mifid 2, il 2017/565 (“Informazioni sui costi e gli oneri connessi”) che richiede una comunicazione ai clienti delle informazioni sui costi e gli oneri sia ex ante sia ex post l’operazione.
 
Gli unici due soggetti che sembra si distinguano nel settore sembrano essere Moneyfarm e Euclidea Sim. Infatti i due gestori hanno provveduto alla comunicazione di costi e rendiconti ai ai propri clienti in 4 aprile scorso (in linea con le scadenze previste dalla direttiva), attraverso un servizio di gestione patrimoniale online.

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“Moneyfarm offre una ripartizione più dettagliata di costi e imposte, e quando rappresenta l’impatto cumulato dei costi sui rendimenti non considera il peso delle imposte (0,56% sul patrimonio)”, scrive il Sole online. “Euclidea invece non specifica nel dettaglio le imposte (iva + bollo), ma nel rappresentare il peso dei costi e oneri (1,34%) considera anche le imposte”, aggiunge.

“Siamo nati in funzione di Mifid 2″, commenta in una nota Stefano Rossi, ad di Euclidea, “in un’ottica di assoluta trasparenza e semplificazione dei processi di investimento e di consulenza. Siamo fermamente convinti che la tecnologia e la semplicità alla fine paghino”.

“Mifid 2 per noi rappresenta una grande opportunità per crescere e consolidare il nostro posizionamento all’interno di un mercato in cui è in atto una vera e propria rivoluzione culturale”, aggiunge il ceo. “Rivoluzione che comporterà, a nostro avviso, necessariamente cambiamenti rilevanti in tutta l’industria del risparmio gestito”.