Per molti anni ho pubblicato una gran parte dei miei libri con un editore che non si è mai chiesto quanti libri avrebbe venduto, ma che ha creduto nelle idee che ispiravano le mie proposte, anche se queste non incontravano affatto né i favori e neppure l’approvazione dell’Accademia. Queste pubblicazioni mi hanno permesso di avviare dei percorsi di formazione universitaria che sono stati accreditati in ambito internazionale. E questo senza sborsare un Euro per realizzare la pubblicazione. Mi è sembrata una benedizione del cielo. Una decina di anni fa, quando ho creato un’associazione non profit, questa benedizione si è rivelata un’impresa straordinaria del tutto innovativa da ogni punto di vista. Innanzitutto chi è questo capitano coraggioso dell’editoria? Un piccolo editore – dice lui ma io non sono d’accordo- per via della dimensione intellettuale e strategica del suo operare – LA QUALITA’. Il suo artefice lavora come Art Director di una fondazione privata bolognese. La casa editrice è innanzitutto un’associazione culturale – con un nome assolutamente evocativo – Baskerville.

Secondo i percorsi normali ed accreditati dalla catena della produzione editoriale, gli editori riescono a guadagnare se pubblicano molti libri e se ne vendono altrettanti. Per questo devono pubblicare molto, anche i libri che non valgono granché. Chi guadagna poco sono i piccoli editori di qualità che pubblicano pochi libri e solo i libri che vale la pena di pubblicare. 

Il modello economico tradizionale della pubblicazione di libri è basato sul ricavo dalla vendita del singolo libro a chi lo vuole leggere. La somma di queste vendite è il motore che tiene in piedi tutta la catena di pubblicazione e di produzione. Nella distribuzione di ogni singolo ricavo guadagna il libraio (soprattutto le grandi catene di librerie, che riceve il danaro subito), il distributore (che non rischia sui libri che non vendono perchè li rende all’editore), il tipografo (che riceve il suo compenso per tutti i libri stampati) e i dipendenti dell’editore (normalmente poco). L’editore rischia tutto e a volte guadagna sul singolo libro e il più delle volte no.

E qui interviene la metamorfosi di Baskerville: ed è una metamorfosi culturale, sociale ed umana centrata sull’esorcizzazione del mercato come unica forma di valore e di scambio.

Al centro di tale metamorfosi è la cultura e sopratutto la pratica del DONO rivolto ai lettori che ricevono il libro da un partner dell’editore che opera nell’ambito dell’economia del dono, che ha una mission da diffondere e da trasmettere. Si crea cosi una triangolazione Editore, partner e lettori che ha come effetto strategico e come modello di riproduzione non solo culturale ma anche industriale, riducendo drasticamente costi di produzione e di distribuzione

L’EDITORE pubblica un libro di particolare interesse per una associazione o un ente, prepara il libro chiedendo all’autore modalità di redazione che consentano l’impaginazione rapida del volume. IL PARTNER assicura che non ci siano ulteriori oneri, ad esempio pagamento di oneri agli autori di singoli contributi, oltre alla diffusione gratuita in digitale (PDF), gestita dall’EDITORE, il Partner può richiedere anche una tiratura limitata di copie cartacee che può diffondere agli associati della Fondazione Associazione, Gruppo di studio. In questo caso l’EDITORE consegna al tipografo l’impaginazione per la carta e il PARTNER fa stampare e paga le opere direttamente al TIPOGRAFO. Il PARTNER ha un libro pubblicato da un editore di qualità, con codice ISBN, e se vuole anche in carta, e ne fa l’uso che crede senza venderli ma donandoli raggiungendo così i suoi scopi istituzionali o di ricerca.

 Un modello che l’ispiratore di questa rivoluzione definisce rinascimentale, riferendosi ad Aldo Manuzio, INTELLETTUALE E PRECETTORE RINASCIMENTALE, inventore del ruolo di EDITORE alla fine del ‘400, poiché ha bisogno di libri non commentati o censurati e in lingua originale, in greco, latino e volgare: per realizzare la sua idea trova un tipografo che si occupi degli aspetti produttivi ed economici della sua impresa

E è qualcosa di fantastico che Maurizio Marinelli, ispiratore e realizzatore di questa metamorfosi e presidente della Baskerville non ricorda, ma che io conosco e di cui sono entusiasta: la gioia della collaborazione, del condividere idee, percorsi, eventi, amicizie che si formano e si consolidano, sogni che non sono solo di carta. Abbiamo bisogno di EDITORI, di editori rinascimentali, orgogliosi di esserlo, se possono permetterselo.