Meta mette un argine a uno dei fronti giudiziari più delicati aperti negli Stati Uniti. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg ha raggiunto un’intesa con 29 Stati americani per chiudere il procedimento legato ai presunti effetti dei social sui minori, con un esborso che potrà arrivare fino a 16,68 miliardi di dollari. Per il mercato, però, la questione centrale è soprattutto la riduzione dell’incertezza: un contenzioso potenzialmente molto più costoso viene ricondotto entro un perimetro finanziario definito.

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La Borsa legge l’accordo come un rischio in meno

Nel premarket di Wall Street le azioni Meta hanno segnato un rialzo di circa il 4,4%, una reazione che riflette la maggiore prevedibilità del quadro legale. L’intesa consente infatti alla società di evitare l’esito incerto del processo e di fissare un limite all’esposizione economica. Nel corso del contenzioso erano state evocate richieste nell’ordine dei 200 miliardi di dollari, mentre Meta aveva prospettato scenari teorici ancora più elevati.

Alla California 2,2 miliardi

Una quota consistente dell’accordo è destinata alla California, che secondo Radiocor riceverà 2,2 miliardi di dollari. Si tratta di uno dei primi elementi emersi sulla ripartizione del pagamento tra gli Stati coinvolti. Per Meta il costo è rilevante, ma arriva in una fase in cui il gruppo continua a generare una forte cassa operativa e a destinare risorse ingenti a data center, infrastrutture digitali e intelligenza artificiale.

Sotto accusa il rapporto tra piattaforme e minori

Il procedimento riguarda le accuse secondo cui Facebook e Instagram avrebbero favorito un uso eccessivo delle piattaforme tra bambini e adolescenti e raccolto informazioni personali senza un adeguato consenso. Le contestazioni investono quindi non soltanto la tutela degli utenti più giovani, ma anche il funzionamento economico dei social, basato sulla capacità di trattenere il pubblico e monetizzarne l’attenzione attraverso la pubblicità. Nel dossier compare inoltre il possibile utilizzo di alcuni dati per machine learning e IA generativa. Meta ha respinto le accuse.