mercato tutele graduali

La data ufficiale è quella dell’1 luglio, quando anche chi è rimasto nel mercato tutelato passerà al mercato tutele graduali. Il braccio operativo di Arera (il garante dell’energia) Acquirente Unico, ha infatti diviso il territorio italiano in 26 aree geografiche e per ognuna di esse ha scelto un operatore che fornirà il nuovo servizio tramite apposite aste tenutesi a gennaio. I provider vincitori subentreranno quindi da luglio agli attuali fornitori del servizio di maggior tutela proponendo ai clienti che non hanno ancora scelto di passare al mercato libero un’offerta uguale in tutta Italia che, stando a una prima analisi sulla quota fissa, potrebbe portare a un risparmio in bolletta rispetto alle tariffe del vecchio mercato tutelato. Il risparmio sarà poi da valutare in base al profilo di consumo di ciascuno.

C’è chi nutre dei dubbi sul mercato a tutele graduali

Tra i fornitori c’è anche chi, però, esprime delle perplessità riguardo a questo sistema e all’asta che si è svolta il 7 febbraio. I dubbi sono sui metodi di assegnazione: «Arera ha pubblicato le tariffe che hanno vinto l’asta – dice Giorgio Tomassetti di Octopus Energy – solo 7 fornitori si sono aggiudicati un milione e mezzo di utenti. Anche se gli italiani rimasti in tutela sono ormai una minoranza (3 su 10), l’esito della gara di assegnazione dei clienti domestici non vulnerabili dovrebbe interessare tutti perché in un solo giorno gli operatori storici (solo 7 su un totale di 20 ammessi alla gara) sono riusciti a bruciare più di 2 miliardi di euro, una somma che dovranno necessariamente recuperare sul mercato, ovvero dalle famiglie italiane.

È infatti assurdo pensare che i vincitori della gara siano disposti a perdere fino a 900 euro per singolo cliente senza una strategia per poter recuperare questi soldi. Alcune città italiane sono già invase da pubblicità molto fuorvianti con lo scopo di attrarre i consumatori con sconti solo di facciata o validi per un periodo molto limitato.

L’esito della gara dovrebbe a nostro parere far riflettere il regolatore e lo Stato. Le bollette rappresentano una spesa importante per le famiglie italiane, lo Stato dovrebbe mettere in pratica azione concrete per disincentivare pratiche commerciali aggressive e disinformazione».