Mercato obbligazionario italiano

Il mercato obbligazionario è un luogo prettamente informatico dove gli Stati, enti di varia natura e imprese possono emettere degli strumenti di debito, i cosiddetti bond, per andare a sopperire alle proprie carenze di liquidità. È un metodo di finanziamento che si sostanzia nella raccolta di denaro investito da più investitori privati attraverso un meccanismo paragonabile ad un prestito. Si può parlare sia di mercato obbligazionario primario, dove vengono acquistati dai privati titoli in sede di prima emissione, che secondario, dove cioè le obbligazioni vengono acquistate da qualcuno chi le ha già sottoscritte precedentemente. Vediamo dunque più nel dettaglio il mercato obbligazionario italiano, cercando di capire cos’è e come funziona.

Mercato obbligazionario italiano, cos’è

L’Italia può vantare la presenza di più mercati obbligazionari, divisibili a loro volta in regolamentati – gestiti da società di gestione del mercato, autorizzate dall’autorità di vigilanza, ovvero la Consob – e non regolamentati – gestiti anche da società quali banche o società di intermediazione mobiliare -. Per quanto attiene al primo caso, in Italia l’unico mercato obbligazionario regolamentato è il Mot, Mercato telematico delle obbligazione. Nato nel 1994, permette la negoziazione di titoli in euro e valute estere dividendosi in DomesticMOT, di riferimento per la negoziazione di titoli di debito attraverso il sistema di liquidazione nazionale, ed EuroMOT, utilizzato per la negoziazione di titoli di debito esteri attraverso i sistemi di liquidazione internazionali.

Al Mot possono accedere sia gli operatori professionali che i retail, dando così vita in maniera diretta alla formazione del prezzo dei titoli. In tal senso va detto che Banca d’Italia stabilisce un prezzo ufficiale pari al prezzo medio ponderato per le quantità dello strumento negoziate in quella seduta e un prezzo di riferimento pari al prezzo medio ponderato delle negoziazioni concluse in un certo intervallo temporale delle sedute.

È utile, in questa fase, soffermarsi anche sui titoli e sulle loro tipologie che cambiano in base a chi li emette. Ci sono i titoli di Stato, ovvero strumenti di indebitamento emessi dai governi per finanziare la propria attività istituzionale; le obbligazioni corporate, cioè emesse da società private finanziarie o industriali; i titoli sovranazionali, emessi da entità partecipate da pluralità di Stati; gli Abs, Asset Backed Securities, strumenti emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione.

Mercato obbligazionario italiano, come funziona

Poniamo ora il focus sulle obbligazioni e sul loro prezzo. Iniziamo col dire che si tratta di titoli di credito che vengono emessi da un soggetto debitore e sottoscritti da un soggetto creditore nell’ambito di una contrattazione. Rappresentano, come detto, uno strumento di finanziamento molto usato da Stati e società che ha delle caratteristiche ben precise: deve avere una data di emissione e di scadenza, un valore nominale e un tasso di interesse annuo.

Tutti gli elementi in precedenza descritti sono funzionali alla determinazione del prezzo di un’obbligazione. Quest’ultimo può essere diverso dal valore nominale – che convenzionalmente si fa corrispondere a 100 euro – andando a creare delle situazione in cui il titolo viene venduto ad un prezzo sopra la pari (maggiore del valore nominale), alla pari o sotto alla pari. A determinare il prezzo è il tasso di interesse di mercato, con il quale il titolo di credito ha una sorta di relazione inversa, dalla durata dell’investimento, dal valore nominale e dal tasso cedolare determinato al momento dell’acquisto. Quando si emette un’obbligazione, il debitore riceve il valore nominale, mentre alla scadenza il creditore riceve il nominale con l’aggiunta degli interessi maturati sul prestito. Quest’ultimi possono essere corrisposti in un’unica soluzione oppure essere dilazionati nel tempo attraverso delle cedole periodiche. Il prezzo di un’obbligazione, dunque, risente del valore nominale e delle eventuali cedole.