Avere 65 anni e pretendere di scrivere qualche riflessione sull’attualità economica facendosi capire da tutti è velleitario, perché il “patrimonio cognitivo” di ciascuno si è enormemente differenziato per età e per ambienti, con una fortissima accelerazione negli ultimi 20-30 anni, per cui non è detto che un concetto, o un modo di dire, sia compreso da tutti. Proviamoci comunque.
“Festa, farina e forca”, ad esempio, è il trinomio attribuito a Ferdinando IV di Borbone, il cosiddetto “Re Nasone”, come criterio aureo per il buon governo di un popolo di sudditi. Ebbene, il “Nasone” morì 201 anni fa, ma Giorgia Meloni, e i suoi, sono fermi lì. Festa, farina e forca. E l’episodio dello sconto del bollo auto per un anno lo dimostra in modo lampante.
Facciamo un passo indietro: la “Festa” era la frequente organizzazione di spettacoli, lotterie e elargizioni (celeberrima la “cuccagna” di piazza del Plebiscito a Napoli) per ingraziarsi i popolani con chiasos, musica e spiccioli: la farina era l’intervento economico d’emergenza, attuato in particolare durante la carestia del 1764, quando la Casa regnante comprò moltissima farina a prezzi folli pur di contenere le morti per fame, e quindi fu un interen to infinitamente più serio di quello attuale del bollo auto, ma comunque fu un’elemosina di Stato.
E la forca: la mano dura della legge, fino alle pand i morte, contro rivoltosi, dissidenti e delinquenti. Odiose pratiche, ma non prive di una loro tetra efficacia.
Torniamo all’oggi. Il trinomio “festa, farina e forca” i Borboni lo applicavano alla grande. Questi fanno elemosine e pretendono che il “popolo coglione” (Cit.Trilussa, “Ninna nanna de la guerra”) gli dia o gli conservi per questo il proprio voto. E il guaio è che hanno anche un po’ di ragione, perché è accaduto e accadrà! E quindi, nel tentativo scettico ma caparbio di limitare il danno spieghiamo perchè questa operazione del bollo auto è indegna perfino di Ferdinando IV di Borbone.
Un anno di esenzione dal bollo auto fa piacere, ma a chi? Sotto gli 80 Kw ci sono le utilitarie, ma se avete comprato la Renault Clio Tce 115 (84) che costa 18.900 euro o la MG3 (16.900) o la Seat Ibiza 115 (22.150 euro) siete tagliati fuori. Quindi la soglia è di dubbio senso. Comunque, con quello che costano i carburanti a causa delle guerre pazzoidi di Trump e della odiosa determinazione dell’Unione Europea a non far cessare la carneficina in Ucraina veramente siamo all’elemosina.
Il governo Meloni ha scelto di aderire alla linea europea rispetto all’Ucraina e rispetto alle pressioni di Trump contro la Nato senza se e senza ma, cercando intanto di tenersi buono l’Energumeno biondo di Washington che, in cambio, ha rinnegato la sua discepola italiana altrettanto bionda. Questo schezetto inutili, l’acriticità verso la peggiore Commissione europea che si ricordi a memoria d’uomo, e verso i due Paesi guida dell’Ue, Francia e Germania, nelle più tetra politico istituzionale che gli sia capitata negli ultimi trent’anni,m c’è costata solo nel 2025 la bellezza di 20,3 miliardi di euro di spese militari in più rispetto alla media annuale dei precedenti 10 anni. Ossia tra il 2015 e il 2024 l’Italia ha speso in inutili armamenti 25 miliardi annui medi, nel solo 2025 40,3. Per restare – con buona pace di Crosetto – un Paese che, in sé, è militarmente inetto, una specie di Svizzera con le basi Nato a proteggerla sul territorio ma incapace di andare oltre qualche incursione (quelle, per carità, anche efficaci!) delle forze speciali e qualche azioni di presidio militare nei quadranti caldi…
Ma è solo un esempio. La spesa sanitaria è forte ma non basta, le liste d’attesa s’allungano ovunque, anche nell’efficiente Padania, il personale scarseggia e guadagna pochissimo. Sulle pensioni non c’è denaro per intervenire e dal 2036, con la fine dell’aggiunta di pensionati parzialmente “retributivi” (che avevano cioè iniziato a lavorare prima del ’95), tutti i nuovi pensionarti intascheranno il 55% circa dell’ultimo stipendio e si infileranno in una vecchia di ristrettezze. L’aumento generale dei tassi e del costo del denaro farà rincarare il costo del servizio del nostro debito pubblico che resta pur sempre un macigno.
E questi ci danno la mancetta del bollo auto. Ok, grazie del pensiero. Ma se davvero con questi espedientucci contano di spostare il voto di un po’ di italiani, be’: o hanno torto, e allora semmai perderanno voti di cittadini delusi o schifati dal vedersi trattare da scemi. O se invece avessero ragione be’, dovremmo concludere che ci meritiamo davvero di essere trattati da sudditi.
P.S.: a proposito del “trinomio”, le feste statali non attaccano più, perché ormai le producono le corporation dello spettacolo; la farina… è una cosa seria, non fatta di mancette su bolli e accise; resta la forza, ossia lo “stato securitario”, che in Italia non c’è, forse non c’è mai stato, e spesso se ne sente la mancanza. Ma non illudiamoci: questa destra non èp neanche capace di fare la destra. Vedi a alla voce decretorave party. O a quella delle denunce che nessuno sporge più…
PP.SS.: quando nel 2016 Renzi, allora premier, annunciò che voleva abolire il bollo, la Meloni sui social gli diede del venditore di pentole. La ruota della storia gira, e la Rete – a quelli cui non ha azzerato la memoria, cioè pochissimi – offre un archivio meraviglioso.
PPP.SSS.: chi scrive non risparmierà i 300 euro del bollo del 2027 perchè la sua auto supera sia pure di poco gli 80 Kw, ma ha speso 4000 euro per un accertamento diagnostico urgente che il servizio sanitario nazionale gli avrebbe permesso di fare soltanto tra sei/sette mesi. C’è bollo e bollo…
















