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Le tensioni in Medio Oriente stanno tornando a colpire il cuore dei mercati energetici globali: petrolio, gas e trasporti marittimi. In questi giorni la pressione si è concentrata soprattutto attorno allo Stretto di Hormuz, snodo strategico per una quota rilevante dei flussi mondiali di greggio e Gnl, con effetti immediati su quotazioni, noli marittimi e aspettative degli operatori. Reuters segnala rialzi dei prezzi energetici e forti timori per l’offerta, mentre diversi analisti avvertono che un blocco prolungato del passaggio potrebbe tradursi in un’ulteriore impennata del Brent.

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I benzinai denunciano, Unem replica

Nel ritaglio che hai condiviso, le sigle dei benzinai Faib, Fegica e Figisc parlano di rialzi alla pompa “non giustificati” e denunciano una dinamica speculativa, chiedendo l’intervento di Mister Prezzi, del ministro Urso e della Guardia di finanza. La loro accusa si concentra soprattutto sull’impennata del gasolio, percepita come il segnale più immediato della nuova tensione sui mercati. Di segno opposto la posizione di Unem (associazione delle aziende petrolifere), che nel ritaglio collega gli aumenti all’andamento del greggio e dei raffinati. Il presidente Gianni Murano richiama inoltre il rischio geopolitico: una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz, sostiene, ridurrebbe l’offerta disponibile e alimenterebbe una corsa agli approvvigionamenti.

Luce e gas

Sul versante energia elettrica e gas, il ritaglio attribuisce l’allarme all’impennata dei future sul gas, con possibile effetto a cascata sulle bollette italiane. Il meccanismo richiamato è noto: nel sistema italiano il costo del metano pesa in modo rilevante sul prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica (Pun), e quando il gas accelera, il rischio è che il rincaro arrivi rapidamente ai consumatori. Nel testo, l’Unione nazionale consumatori evidenzia il forte rialzo del Pun, mentre il presidente Marco Vignola avverte che il rischio di una nuova esplosione delle bollette è concreto. Il quadro internazionale, intanto, rafforza questa preoccupazione: Reuters riferisce di prezzi globali in crescita proprio per l’impatto della crisi regionale su produzione e shipping energetico.

Famiglie e imprese

Nel ritaglio, Codacons stima per una famiglia con due figli un aggravio annuo compreso tra 210 e 380 euro per luce e gas. Facile.it presenta una valutazione più contenuta, quantificando l’aumento in 121 euro annui per il gas e 45 euro per l’elettricità, per un totale di 166 euro. Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, parla invece di un possibile +15% sul gas e di rincari anche sull’elettricità per gli utenti vulnerabili. Infine Consumersimo denuncia che alcune imprese energetiche avrebbero ritirato dal mercato i contratti a prezzo fisso per le aziende: un segnale che, in una fase di alta volatilità, rende più difficile programmare costi, margini e investimenti.