Mediaset taglia programmi conduttori

Mediaset sarebbe pronta a tagliare programmi e conduttori nella stagione televisiva 2022/2023. A rivelarlo è TvBlog, che parla di modifiche strutturali del Biscione rispetto a quanto rivelato in sede di presentazione dei prossimi palinsesti. Cerchiamo di capire dunque di cosa si tratta e quali sono i risultati economici raggiunti dall’azienda della famiglia Berlusconi nel 2021.

Cosa ha deciso Mediaset

Sempre secondo le rivelazione di TvBlog, i primi conduttori ad essere penalizzati dalle scelte di tagliare prese dalla rete sarebbero Michelle Hunziker, con la sua seconda edizione di Michelle Impossibile, e Piero Chiambretti con il suo Talentissimo Me. Entrambi i format, previsti con partenza dopo l’estate, sarebbero infatti stati rimandati. Chiambretti, nello specifico, dovrebbe partire a gennaio 2023, mentre sulla Hunziker ancora molto poco si conosce. Ad essere ridimensionato sarebbe anche Enrico Papi che perderebbe una puntata prevista di Scherzi a Parte (da sei a cinque), mentre sarebbe rimandato a data da destinarsi Mai dire gol, lo show della Gialappa’s Band. Nulla muterebbe, invece, per il dipartimento informazione guidato da Mauro Crippa, con Pomeriggio Cinque e Mattino Cinque che non dovrebbero subire alcun taglio.

Programmi Mediaset autunno inverno

Quali programmi andranno dunque in onda su Mediaset il prossimo autunno e inverno? La rete di Cologno Monzese torna a puntare tutto sull’informazione, come accennato in precedenza, e sui reality, vera roccaforte di ascolti e guadagni per la famiglia Berlusconi. Tra tanti ridimensionamenti, infatti, Alfonso Signori con il suo Grande Fratello Vip amplia il proprio campo d’azione, con il programma che dovrebbe andare avanti fino a maggio 2023. Per la rete questo vuol dire due prime time coperti e garanzie sugli ascolti.

Il bilancio Mediaset 2021

Quando si parla di tagli è bene sempre ricercare i motivi nei bilanci delle aziende, anche se Mediaset a fine 2021 ha registrato un forte incremento dei risultati sia rispetto all’esercizio 2020 sia a quello 2019 pre-pandemia. I ricavi netti consolidati del Gruppo sono cresciuti del 10,5%, arrivando a 2.914,3 milioni di euro rispetto ai 2.636,8 milioni nel 2020. Il risultato operativo (EBIT) rettificato, escludendo le poste non ricorrenti (principalmente relative a lay off e piani di efficienza), ha raggiunto i 475,6 milioni di euro, +52,4% rispetto ai 312,1 milioni del 2020. L’utile netto è salito a 374,1 milioni di euro, +169% rispetto ai 139,3 milioni del 2020 e +97% rispetto ai 190,3 milioni del 2019. È evidente dunque che, malgrado l’azienda sia in salute, la proprietà teme i possibili scenari avversi palesatesi negli ultimi mesi.