Sandro Boscaini presidente Masi

Dopo quattro lunghi mesi invernali di lento Appassimento, le selezionate uve dei vigneti collinari del Gruppo Masi Agricola in Valpolicella Classica iniziano la delicata fase di fermentazione, che ci darà i pregiati Amaroni Costasera, Riserva Costasera, i cru Campolongo di Torbe e Mazzano, e il Vaio Armaron delle Tenute Serego Alighieri.

Masi vini un’eccellenza da 250 vendemmie

Masi, produttore leader di Amarone, da sempre interpreta con passione i valori delle Venezie. Nel 2022 ha celebrato la 250° vendemmia della famiglia Boscaini nei pregiati vigneti del “Vaio dei Masi”, valle nel cuore della Valpolicella Classica (1772-2022). Masi ha un expertise riconosciuta nella tecnica dell’Appassimento, praticata sin dai tempi degli antichi Romani, per concentrare colore, zuccheri, aromi e tannini nel vino, ed è uno degli interpreti storici dell’Amarone: il presidente di Masi, Sandro Boscaini, rappresenta la sesta generazione della famiglia che ha contribuito a creare con questo vino un’eccellenza italiana.

Oggi Masi produce cinque diversi Amaroni, la gamma più ampia e qualificata proposta al mercato internazionale. Da quasi cinquant’anni ha avviato un ambizioso progetto di valorizzazione di storiche tenute vitivinicole, collaborando con i Conti Serego Alighieri, discendenti del sommo poeta Dante, proprietari della tenuta che in Valpolicella può vantare la più lunga storia e tradizione, e con i Conti Bossi Fedrigotti, prestigiosa griffe trentina con vigneti in Rovereto, a cui si aggiunge lo storico château nel cuore di Valdobbiadene di Canevel Spumanti, cantina rinomata per i suoi spumanti premium e parte del gruppo Masi da fine 2016. Masi fonda la propria attività su valori sociali, etici e ambientali e ha un’importante produzione di vini biologici, sia nelle Venezie che nelle tenute Poderi del Bello Ovile in Toscana e Masi Tupungato in Argentina.

Appassimento vino, cos’è

«Il Gruppo Tecnico Masi, collaborando con diversi istituti a livello universitario, ha approfondito l’originale processo dell’Appassimento da cui nasce l’Amarone» spiega il presidente Boscaini, «arrivando alla conclusione che il lungo Appassimento, come praticato dai nostri nonni, è quello che ci consegna il migliore Amarone, con la sua originale ‘illusione di dolcezza’ unica e inimitabile. La deroga al disciplinare ha permesso in questa annata di pigiare dall’inizio di novembre. In Masi abbiamo atteso, come di consueto, fine gennaio inizio febbraio, senza forzature, secondo ritmi naturali, rispettando ‘il gusto del tempo’».

Il “Gusto del tempo”, peraltro, è un film d’autore di Andrea Segre, pluripremiato regista italiano, per raccontare l’anima di Masi e del suo Amarone. Il documentario è stato realizzato della Jolefilm di Francesco Bonsembiante e racconta non solo il vino, emblema dell’azienda di Gargagnago in Valpolicella, ma soprattutto la filosofia, spesso controcorrente, che ne caratterizza la storia.

A conclusione dello svuotamento dei numerosi fruttai si confermano le stime positive del Gruppo Tecnico Masi. Uve all’insegna della alta qualità, appassite in condizioni ideali – grazie a un inverno mite e secco con giornate fredde dal tardo gennaio – che hanno permesso un’ottima concentrazione con perdita di peso anche superiore al 35%. Nei mosti ottima l’intensità e la complessità olfattiva.

Sandro Boscaini alias Mister Amarone

«L’Amarone è originale anche nella valutazione delle sue annate», precisa il direttore tecnico di Masi Andrea Dal Cin, «un grande Amarone cinque stelle è sempre il frutto dell’alta qualità delle uve in vendemmia e di una perfetta conduzione delle fasi di Appassimento: è il caso della 2022, la 250esima della nostra storica cantina».

È iniziata in questi primi rigidi giorni di febbraio la fase di fermentazione nel nuovo reparto di vinificazione in tini di rovere francese, progetto del Gruppo Tecnico Masi dedicato all’eccellenza nella produzione dell’Amarone.

«I grandi vini sono il frutto combinato di terre vocate, uve dedicate, uomini e tecniche di eccellenza, come l’Amarone della Valpolicella che vede ora candidata la sua tecnica dell’Appassimento a patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Un traguardo meritato dall’eccellenza del vino: tra i più pregiati al mondo e dal territorio che ha preservato il sapere contadino, le tradizioni secolari e le tecniche originali» conclude Sandro Boscaini, da tutti conosciuto, non a caso, come “Mister Amarone“.