Marina Salamon, imprenditrice seriale: Iinvecchiando sto imparando ad ascoltare e chiedere aiuto»

Io  sono Marina Salamon, oltre che madre, ho quattro figli più uno in affido, sono imprenditrice. Sono stata innanzitutto imprenditrice tutta la vita. Ho fondato la prima azienda a 23 anni e ora ne ho 58 e sono azionista e presidente di diverse aziende.

Quali sono stati gli elementi (o fatti) chiave che ti hanno permesso e ti permettono una continua crescita professionale?

Ciò che mi fa crescere di più è imparare i miei limiti. Nel caso di un’imprenditrice a cui il lavoro è andato abbastanza bene per tutta la vita, il rischio è di bastarsi, il rischio è quello di continuare a riprodurre il nostro modo di lavorare e di intraprendere, senza imparare a sufficienza dai limiti e dagli errori. Ciò che io sto imparando invecchiando è ad ascoltare, è ad avere bisogno degli altri, è chiedere aiuto, è condividere (…).

Hai mai fatto esperienza di “fallimento” nel tuo lavoro?

Allora, io ho per la prima e unica volta nella mia vita dovuto chiedere a delle persone di dimettersi pochi anni fa. Ed è accaduto nella prima azienda che ho fondato, Altana, e che a un certo punto ha accumulato delle perdite e il mercato è diventato molto più difficile che nel passato, e a me questa cosa è accaduta che avevo già superato i 50 anni, fino a quel momento era stata come dire tutto una galoppata positiva. Per questo dico che non è stato un fallimento, non l’ho dovuta chiudere, ma ho dovuto e per fortuna c’era del denaro da parte, delle riserve, offrirlo alle persone che avessero scelto di dimettersi, di cambiare lavoro, di cambiare azienda. È stato per me doloroso, la prima volta in cui non ho dormito un bel po’ di notti, però mi ha insegnato tanto, sono stata contenta che il denaro, gli utili accumulati fossero serviti a, come dire a non fare nessuna cosa scorretta e a trattare molto bene le persone (…).

Hai avuto un maestro? Se sì come l’hai riconosciuto? Se no come hai fatto a formarti?

Io ho avuto tanti maestri, e continuo ad averne ogni giorno. Non uno unico perché da qualcuno impari umanità. Per esempio frequentando teologia io sono vicina di banco di alcune suore, e io non avrei mai creduto di imparare la leadership e il carisma da delle suore. (…).

Hai mai provato a proporre un progetto innovativo nel tuo ambito lavorativo? 

Sì, in vent’anni nel mio lavoro e nei miei tanti ruoli di lavoro, è stato inevitabile e necessario fare innovazione di continuo. Se vuoi per esempio qui in Doxa, io mi sono trovata nel 2006 che avevo acquisito il controllo e l’avevo acquisita per amore di mio padre, perché era il suo lavoro di manager, ma mio padre ha la testa da professore universitario, lui non era molto interessato a fare utili o accumulare denaro, invece io lo consideravo importante, fondamentale per la salute delle aziende, e a un certo punto nel 2006 io sono arrivata e ho detto “dobbiamo andare verso internet, dobbiamo cambiare tutto. Va bene la nostra storia e la nostra esperienza ma è necessario innovare violentemente.” (…)

Per approfondire leggi anche: www.ognunoalsuolavoro.com