Nei primi nove mesi dell’anno si conferma la tendenza delle banche italiane a diminuire la loro presenza sui territori. E questo dato “fa scopa” con la norma governativa che introduce la possibilità di ritirare i soldi attraverso i Pos degli esercenti.

Gli sportelli chiusi sono 635, con i comuni “desertificati” in ulteriore crescita (+ 3%). Aumenta il numero delle persone (+ 7,3%, quasi 4,3 milioni in totale) e delle imprese (+ 18mila, 250mila in totale) che non hanno accesso ai servizi bancari nel comune di residenza. È quanto risulta dai dati aggiornati al 30 settembre 2023 appena pubblicati dall’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl.

Confrontando i numeri con quelli relativi al dicembre del 2022, emerge che nei primi nove mesi del 2023 la desertificazione è avanzata più velocemente nelle Marche (+ 5,8% i nuovi comuni senza sportello), Lombardia (+ 4,1%), Lazio e Campania (+ 3,2%), Piemonte e Trentino Alto Adige (+ 3,1%). L’attività di monitoraggio svolta dalla Fondazione Fiba si estende anche ai comuni con un solo sportello, nei quali vivono oltre 6 milioni di persone.

Per quanto riguarda l’Indicatore di desertificazione provinciale (introdotto a partire dallo scorso mese di giugno e che assegna ad ogni provincia italiana un punteggio sulla base della percentuale, calcolata sui rispettivi totali, del numero di comuni senza sportello, di quelli con uno sportello, della popolazione residente, delle imprese con sede legale in detti comuni e della relativa superficie), i dati al 30 settembre confermano l’eccellenza della provincia di Barletta-Andria-Trani (prima per tutti e due gli indicatori), mentre sono sempre le province della Calabria (con Vibo Valentia e Cosenza) e del Molise (Isernia e Campobasso) le più colpite in termini assoluti, con quelle sarde (Nuoro, Sud Sardegna e Sassari) maggiormente dipendenti dalla presenza di un solo sportello.

Emergono anche alcuni dati in controtendenza. Nell’ultimo trimestre sono risultate 14 le banche che hanno accresciuto il numero di sportelli: 9 sono Banche di Credito Cooperativo (5 affiliate al Gruppo Iccrea e 4 a Cassa Centrale Banca) e 2 Popolari.

A quest’evidente desertificazione, il governo ha pensato di ovviare inserendo nella manovra una norma, tra le misure in favore dei piccoli comuni, che introduce la possibilità di prelevare contanti attraverso i Pos degli esercizi commerciali. Ma il segretario generale First Cisl Riccardo Colombani la critica: “Non ci sembra la strada giusta. Questa misura comporta infatti dei rischi sotto il profilo della legalità che andrebbero valutati con attenzione. Non è pensabile che un problema economico e sociale di questa portata venga risolto con interventi tampone. La presenza delle banche va invece garantita attraverso incentivi reputazionali ed economici alla territorialità. Serve inoltre – conclude Colombani – la costituzione di Osservatori regionali sull’attività bancaria”. Colombani non lo dice, ma è un po’ come la mitica soluzione di Maria Antonietta regina di francia al problema della fame dei sanculotti: “Non hanno pane? Che mangino brioche!”. No, perché domandiamocelo: ma quanti contanti avranno in cassa gli esercenti dei comuni senza bancomat, per aver voglia di privarsene a fronte di commissioni irrisorie?