In Italia – come in tutto il mondo – va promosso e sostenuto un giornalismo di qualità che affermi, nell’opinione pubblica, il valore del mare: inteso come risorsa naturale da proteggere e come leva dello sviluppo economico e del benessere collettivo. È questo il senso profondo del messaggio che anche quest’anno è stato lanciato dai “Mare Nostrum Awards“, il premio giornalistico nato diciotto anni fa da un’idea della famiglia Grimaldi, i più grandi armatori italiani con oltre 140 navi in tutti i mari e 21 mila dipendenti. I vincitori degli Awards per il 2026, selezionati da una giuria internazionale presieduta da Bruno Vespa, sono stati premiati il 15 giugno a Napoli in una cerimonia che ha visto la partecipazione del vertice del Gruppo, con il presidente Gianluca Grimaldi, gli amministratori delegati Emanuele Grimaldi e Diego Pacella, insieme a numerosi esponenti del top management del Gruppo.
“Quest’anno abbiamo voluto accentuare il carattere internazionale del premio: 3 dei 5 premiati sono stranieri”, ha sottolineato Bruno Vespa, prendendo la parola all’inizio della cerimonia condotta da Massimo Giletti: “Abbiamo dato spazio a proposte da Grecia, Spagna e Tunisia, convenendo che fosse giusto, fermo restando che i premiati italiani sono professionisti di assoluta eccellenza”.
Questo l’elenco dei vincitori dell’edizione 2026 dei “Mare Nostrum Awards”: Salem Trabelsi, “La Presse de Tunisie”, per l’articolo “La Méditerranée en première ligne”; Gianluca Di Feo, “La Repubblica”, per l’articolo “Hormuz minato. Gli ordigni dei pasdaran nelle acque dello Stretto ‘Gestiamo noi le rotte sicure'”; Antonis Alafogiorgos, “Akti Miaouli”, per l’articolo “Αμβρακικός SOS” (Golfo di Ambracia SOS); Agustín Rivera Hernández, “El Confidencial”, per l’articolo “Cruceros eléctricos: la innovación ya está aquí… pero todavía quedan retos hasta 2030”; e infine Andrea Margelletti, politologo internazionale, per l’articolo scritto su “Il Mattino” di Napoli dal titolo “Il mare nuova dimensione strategica che ridisegna l’interesse nazionale”. Il consueto premio speciale della giuria, intitolato “Cavaliere del Lavoro Guido Grimaldi”, è stato assegnato ad Antonino Pane, decano dei giornalisti del quotidiano napoletano e grande esperto di questioni marittime.
“La cosa più importante è che si premiano i valori del buon giornalismo – ha sottolineato l’assessore alla Partecipazione Attiva e all’Immagine della Città di Napoli del Comune di Napoli Carlo Puca, in rappresentanza del sindaco Manfredi –, sia quello di denuncia, sia quello che racconta la realtà in positivo: quest’equilibrio è uno dei tanti requisiti qualificanti di questa iniziativa”.
“Il mare non è solo un’autostrada per le merci e le persone – ha osservato Andrea Margelletti, ricevendo il premio – ma una cassaforte delle nostre più importanti necessità, compresa la sicurezza del traffico dei dati: senza un mare sicuro, non si va neanche per terra”. I riferimenti alla crisi del Golfo e al blocco di Hormuz sono stati inevitabilmente numerosi: “Ma il nostro problema maggiore – ha detto Margelletti – è quello dell’offerta politica dell’Occidente. Abbiamo fatto tante promesse senza poi mantenerle. Il mondo si aspetta che possiamo tracciare una rotta coerente con i nostri valori e con i nostri sogni”. Ma la cerimonia ha dato anche l’opportunità a Massimo Giletti di interpellare Emanuele Grimaldi, amministratore delegato del Gruppo ma anche presidente dell’ICS (International Chamber of Shipping), sulla situazione internazionale dello shipping, che muove il 90% di tutte le merci scambiate nel mondo, oltre che sull’andamento del gruppo che dirige.
“In questi miei ultimi anni al vertice dell’ICS la maggior soddisfazione mi è giunta dall’aver spiegato bene al mondo l’importanza dello shipping e delle sue risorse umane, i marittimi”, ha detto l’armatore. “Abbiamo sensibilizzato l’opinione pubblica mondiale, anche durante il Covid, constatando che solo l’abnegazione dei marittimi permetteva alle merci di raggiungere tutti i Paesi del mondo, nonostante alcuni ritardi perfino sulle vaccinazioni. Abbiamo potuto starcene tutti in casa nei lockdown grazie ai marittimi che invece erano in giro a lavorare. A Manila abbiamo promosso un summit mondiale per discutere di decarbonizzazione, formazione, recruiting e welfare dei marittimi. Abbiamo anche esaminato le ragioni di una riluttanza diffusa a lavorare sulle navi, e abbiamo valutato che il problema numero 1 non sono i soldi ma la difficoltà della connessione in rete, che non a caso Grimaldi Group sta risolvendo sulle sue navi, perché oggi nessun giovane accetta di salire a bordo per settimane senza poter contare sulla connessione con amici e familiari… Quindi dobbiamo migliorare ulteriormente la qualità della vita in nave. Durante la mia presidenza sono entrati nell’ICS Cina, India, Brasile e altri Stati che non ne facevano parte. Poi certamente sono stati anni difficili per i gravi problemi geopolitici, per i dazi, per questa strana leadership che ha creato tanti problemi, mettendo in pericolo il commercio globale, che ha generato grandissima ricchezza e prosperità ovunque. Ma nonostante tutto, il nostro gruppo sta vivendo un altro buon anno, proseguendo con la politica di investimenti che rende oggi le nostre navi tra le migliori al mondo per impatto ambientale”.
















