Manovrina?E' un salasso da 300 milioni

Pagano i professionisti. Il conto più salato della manovrina di primavera rischia di cadere sulle spalle di avvocati, commercialisti, notai, architetti e ingegneri ecc. che, a partire dal 1° luglio 2017, lasceranno nelle casse dello Stato circa 300 milioni di euro, secondo i calcoli dei tecnici del ministero dell’Economia che hanno così quantificato il gettito lva sul totale degli acquisti della Pubblica amministrazione proprio sulle prestazioni professionali. La sorpresa è contenuta nella manovra correttiva del ministro Piercarlo Padoan, che ha esteso ai liberi professionisti la “scissione dei pagamenti dell’Iva” (split payment) dalle fatture emesse nei confronti della P.A, enti pubblici e aziende controllate, e società quotate in Borsa. In pratica, le amministrazioni verseranno l’Iva esposta nella fattura del professionista direttamente nelle casse dell’Erario, sottraendo liquidità a volte preziosa per la sopravvivenza dell’attività degli studi professionali.

In nome della lotta all’evasione, lo split payment “allargato” punta a incamerare complessivamente 1 miliardo di euro nel 2017 e 1,5 miliardi nel 2018; tuttavia la mossa di Padoan, già benedetta dai tecnocrati di Bruxelles, ha messo in fibrillazione il mondo delle professioni, che ha più di una ragione per censurare quella che il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha definito «alchimia finanziaria inutile contro l’evasione e dannosa all’attività dei professionisti».  

Se la legge di Stabilità varata da Matteo Renzi nel 2015  aveva escluso i professionisti dallo split payment, come confermato all’epoca da una circolare dell’Agenzia delle Entrate, la manovra correttiva del governo Gentiloni li ha rimessi nel mirino, puntando però su un bersaglio dove è impossibile evadere. «I liberi professionisti sono già soggetti alla ritenuta d’acconto Irpef nella misura del 20%, sono sottoposti all’obbligo della fatturazione elettronica e sono tenuti alla nuova trasmissione trimestrale dell’Iva – sottolinea Stella – Tutti i compensi percepiti sono pertanto già tracciati e quindi se davvero l’obiettivo del Governo è la lotta all’evasione sta sbagliando strada». 

Agli occhi dei professionisti, lo split payment così come confezionato nel decreto legge 50/2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 95/2017, è l’ennesima “mazzata” ai danni di una settore economico che negli ultimi anni ha visto aumentare i costi per adeguarsi alle richieste del governo e calare i fatturati tra il 20 e il 40% e le professioni più colpite sono proprio quelle che prestano servizi e consulenze alla pubblica amministrazione (architetti, ingegneri, avvocati e commercialisti). «Sottrarre l’incasso dell’Iva agli studi significa togliere liquidità in una fase di pesante contrazione dei redditi professionali e, forse ancora peggio, si riducono i limiti della compensazione dei crediti Iva con i debiti, dagli attuali 15 mila si passa a 5 mila euro, dimenticando poi che l’Unione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia per i ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione». Conclude Stella: «Ci auguriamo che il Parlamento possa correggere questa palese distorsione, altrimenti l’unica alternativa è abolire la ritenuta d’acconto». 

PARLA IL 12,5% DEL PIL

Confprofessioni, Confederazione italiana libere professioni, è la più importante organizzazione di rappresentanza dei liberi professionisti in Italia che riunisce 20 associazioni professionali nell’ambito dell’Economia e  Lavoro (Dottori commercialisti ed Esperti contabili, Consulenti del lavoro, Revisori contabili); del Diritto e Giustizia (Avvocati, Notai); dell’Ambiente e Territorio (Ingegneri, Architetti, Dottori Agronomi, Geologi, Tecnici); della Sanità e Salute (Medici di medicina generale, Dentisti, Veterinari, Psicologi, Pediatri) e delle professioni emergenti (Professionisti e Artisti, Archeologi). Lo scorso novembre ha celebrato i suoi 50 anni di attività. Firmataria del CCNL dei dipendenti degli Studi Professionali, nel 2001 è stata riconosciuta parte sociale. Presente in ogni Regione, con una propria delegazione territoriale e attiva a Bruxelles con un desk europeo, oggi Confprofessioni raggruppa un sistema produttivo composto da oltre 1 milione e mezzo di liberi professionisti su un comparto di 4 milioni di operatori pari al 12,5 % del Pil nazionale.