redditi parlamentari 2023

La manovra 2024 e le tasse. Un cambiamento per la  tassazione è previsto nella legge di bilancio, che riserva un intero articolo alle misure di contrasto all’evasione fiscale e alla razionalizzazione delle procedure di compensazione dei crediti. Spunta nell’articolo in questione anche una stretta sui capitali, i titoli e i beni che sono posseduti all’estero da residenti in Italia. Sono diversi i cambiamenti che andranno in votazione nei prossimi giorni in Parlamento.  

Cambia la ritenuta per le banche e Poste Italiane nella manovra 2024  

Dal 2024 le banche e le Poste Italiane SPA operano una ritenuta del dell’11% e non più dell’8 a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, con obbligo di rivalsa, all’atto dell’accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta.  

Arriva la ritenuta dell’Irpef anche per gli agenti assicurativi

Delle novità sono in arrivo anche per il settore delle assicurazioni. Gli agenti di assicurazione per le prestazioni  rese direttamente alle imprese di assicurazione, dai mediatori di assicurazione per  i loro rapporti con le imprese di assicurazione e con gli agenti generali delle imprese  di assicurazioni pubbliche o loro controllate che rendono prestazioni direttamente  alle imprese di assicurazione in regime di reciproca esclusiva devono operare all’atto del pagamento una ritenuta a titolo di acconto dell’Irpef o dell’Irpeg dovuta dai percipienti, con obbligo di rivalsa. 

Cresce l’imposta sui capitali esteri 

Il governo ha deciso di operare anche una stretta sui capitali esteti. La manovra porta all’1,06 (dall’originario 0,76) l’imposta di bollo su conti correnti, titoli, strumenti e prodotti finanziari nonché su valori “scudati” e su attività finanziarie e immobili detenuti all’estero Si tratta di un’imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati da soggetti residenti nel territorio dello Stato.(60) L’imposta sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero da soggetti residenti nel territorio dello Stato è stabilita, invece, nella misura del 4 per mille annuo, a decorrere dal 2024.

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