Markit Pmi, la storia economica europea torna indietro di 18 anni

Manifatturiero e terziario dell’eurozona ai loro minimi di sempre

Dopo i dati generali sulla produzione manifatturiera pubblicati lo scorso 24 marzo, Markit oggi torna a parlare degli effetti della pandemia di Covid-19 sull’ultimo mese di attività dell’economia europea con i risultati del suo Ihs Markit Pmi. L’indice, dedicato alla produzione composita, riporta indietro le lancette della produttività continentale di un decennio, segnando 29.7 punti (rispetto a 51.6 di febbraio): il maggiore crollo mensile mai registrato. L’indebolimento è relativo anche ai 31.4 della

Dopo i dati generali sulla produzione manifatturiera pubblicati lo scorso 24 marzo, Markit oggi torna a parlare degli effetti della pandemia di Covid-19 sull’ultimo mese di attività dell’economia europea con i risultati del suo Ihs Markit Pmi. L’indice, dedicato alla produzione composita, riporta indietro le lancette della produttività continentale di un decennio, segnando 29.7 punti (rispetto a 51.6 di febbraio): il maggiore crollo mensile mai registrato. L’indebolimento è relativo anche ai 31.4 punti registrati dallla stima flash di una settimana fa. I settori dell’eurozona monitorati dall’indagine sono il manifatturiero e il settore terziario focalizzandosi su Francia, Italia, Germania e Spagna

Nell’ultimo mese l’entrata delle nuove commesse europee ha subìto la contrazione peggiore in quasi 22 anni di storia dell’indagine

Marzo è stato caratterizzato da forti cadute della produzione in tutta Europa, con il terziario che ha registrato il calo peggiore toccando il record minimo storico dell’attività. Il manifatturiero ha indicato la quattordicesima contrazione mensile consecutiva e quest’ultima è stata la peggiore da aprile 2009.

I dati di marzo hanno indicato cali considerevoli dell’attività nazionali e di vasta portata su tutta l’Europa economica. Le quattro economie monitorate dall’indagine hanno tutte registrato un crollo dell’attività, con Italia e Spagna che hanno riportato le contrazioni maggiori. Effetto inevitabile anche delle misure adottate dai governi per contenere la diffusione della pandemia polmonare, che hanno particolarmente pesato sulla domanda e sull’attività economica in forte calo a causa del deterioramento del flusso dei nuovi ordini.

L’indagine di marzo, ripresa da Adnkronos, mostra che “l’entrata delle nuove commesse ha subìto la contrazione peggiore in quasi 22 anni di storia dell’indagine”, scrive Mrkit nella relazione sul suo indice Pmi. “L’ottimismo sulle previsioni future ha toccato i minimi in tutti i Paesi da quando l’indagine ha avuto inizio a luglio 2012. Le preoccupazioni sul Covid-19 e le varie misure adottate per contenerne la diffusione, sommate all’incertezza su quanto a lungo queste stesse continueranno ad essere adottate, ha pesato notevolmente sulla fiducia. A marzo, in tutte le nazioni l’ottimismo ha toccato valori minimi record”.

Tale incertezza ha indotto le aziende a ridurre i livelli occupazionali. Secondo i dati raccolti a marzo, per la prima volta in cinque anni si sono registrate perdite di posti di lavoro. La Spagna presenta la riduzione peggiore. Il tasso di contrazione europeo mensile è il peggiore da giugno 2009 con tagli occupazionali effettuati in tutte le nazioni monitorate. Nonostante i considerevoli tagli effettuati sugli organici aziendali e sull’attività, il livello complessivo di lavoro inevaso registrato dalle aziende dell’eurozona è diminuito. Gli ordini in giacenza, che forniscono un’indicazione delle pressioni sulla capacità aziendale, hanno indicato la maggiore riduzione in 11 anni.

Sul fronte dei prezzi, la contrazione degli energetici e dei costi del personale hanno diminuito in modo modesto le spese operative complessive per la prima volta in quattro anni. I prezzi medi di vendita hanno registrato il maggiore taglio in più di dieci anni.

Ihs Markit Pmi, settore privato italiano mai così male dal 1998

Il mondo dei servizi offerto dal terziario italiano esce malconcio dai risultati di marzo contenuti nell’indice Ihs Markit Pmi sulla produzione composita. La società di analisi e rating registra in Italia “la più rapida contrazione dall’inizio dell’indagine da gennaio 1998. Le aziende intervistate da Ihs Markit hanno collegato questa flessione alle misure di emergenza e alle chiusure imposte per arginare la diffusione del Covid-19. Anche i nuovi ordini e l’occupazione hanno registrato crolli record mentre le aspettative sull’attività sono scese ad un minimo record”.

Il punto cruciale della flessione di marzo è stata la prima riduzione in dieci mesi del flusso dei nuovi ordini

L’indice destagionalizzato delle attività economiche, ovvero l’indice principale del report di Markit, si basa alla risposta che le aziende monitorate danno alla domanda sull’andamento dell’attività del mese in corso rispetto a quello precedente. La media segna per marzo 17.4 punti, rispetto ai lontanissimi 52.1 di febbraio. Siamo davanti alla prima contrazione dell’attività terziaria da gennaio 2019.

Il punto cruciale della flessione di marzo è stata la prima riduzione in dieci mesi del flusso dei nuovi ordini. L’indice destagionalizzato dei nuovi ordini ha registrato un calo record su base mensile di quasi 40 punti indicando la più forte contrazione dei nuovi ordini mai registrata. Allo stesso modo, la domanda estera di servizi terziari è diminuita al tasso più veloce dall’inizio della raccolta dei dati cinque anni e mezzo fa.

Riguardo ai posti di lavoro nel settore terziario, in linea con il cedimento della domanda, “le aziende a marzo hanno ridotto gli organici a una velocità mai vista in 22 anni di raccolta dati. Nel frattempo, dopo aver misurato un valore invariato a febbraio, il lavoro inevaso è diminuito indicando il più veloce tasso di contrazione delle commesse in giacenza della serie storica”.

Scendono anche i costi di gestione, per la prima volta in più di un decennio con le aziende intervistate che hanno menzionato la diminuzione del costo del carburante e dei prezzi di acquisto. La contrazione è stata la più rapida da gennaio 1998, data di inizio della serie.

A marzo, anche le tariffe medie imposte dalle aziende del terziario in Italia si sono ridotte. “Il campione monitorato ha collegato la deflazione agli sconti applicati per attrarre clienti”, indica Ihs Markit. “Quest’ultima contrazione è stata la più veloce da luglio 2009 e nel complesso forte. Vista la sostanziale incertezza relativa alla pandemia da coronavirus, nel mese di marzo la fiducia da parte delle aziende in merito all’attività nei prossimi 12 mesi ha indicato un crollo. “L’indice dell’attività futura si è posizionato su un valore inferiore alla soglia neutra di 50.0, facendo intendere che le aziende del settore prevedono un calo dell’attività nei prossimi dodici mesi. L’ottimismo inoltre è crollato al minimo storico”.

Terziario, Markit: “Siamo davanti alla prima contrazione del settore da gennaio 2019”

Il mondo dei servizi offerto dal terziario italiano esce malconcio dai risultati di marzo contenuti nell’indice Ihs Markit Pmi sulla produzione composita. La società di analisi e rating registra in Italia “la più rapida contrazione dall’inizio dell’indagine da gennaio 1998. Le aziende intervistate da Ihs Markit hanno collegato questa flessione alle misure di emergenza e alle chiusure imposte per arginare la diffusione del Covid-19. Anche i nuovi ordini e l’occupazione hanno registrato crolli record mentre le aspettative sull’attività sono scese ad un minimo record”.

Il punto cruciale della flessione di marzo è stata la prima riduzione in dieci mesi del flusso dei nuovi ordini

L’indice destagionalizzato delle attività economiche, ovvero l’indice principale del report di Markit, si basa sulla risposta che le aziende intervistate danno alla domanda sull’andamento dell’attività del mese in corso rispetto a quello precedente. La media segna per marzo 17.4 punti, rispetto ai lontanissimi 52.1 di febbraio. Siamo davanti alla prima contrazione dell’attività terziaria da gennaio 2019.

Il punto cruciale della flessione di marzo è stata la prima riduzione in dieci mesi del flusso dei nuovi ordini. L’indice destagionalizzato dei nuovi ordini ha registrato un calo record su base mensile di quasi 40 punti indicando la più forte contrazione dei nuovi ordini mai registrata. Allo stesso modo, la domanda estera di servizi terziari è diminuita al tasso più veloce dall’inizio della raccolta dei dati cinque anni e mezzo fa.

Riguardo ai posti di lavoro nel settore terziario, in linea con il cedimento della domanda, “le aziende a marzo hanno ridotto gli organici a una velocità mai vista in 22 anni di raccolta dati. Nel frattempo, dopo aver misurato un valore invariato a febbraio, il lavoro inevaso è diminuito indicando il più veloce tasso di contrazione delle commesse in giacenza della serie storica”.

Scendono anche i costi di gestione, per la prima volta in più di un decennio con le aziende intervistate che hanno menzionato la diminuzione del costo del carburante e dei prezzi di acquisto. La contrazione è stata la più rapida da gennaio 1998, data di inizio della serie.

A marzo, anche le tariffe medie imposte dalle aziende del terziario in Italia si sono ridotte. “Il campione monitorato ha collegato la deflazione agli sconti applicati per attrarre clienti”, indica Ihs Markit. “Quest’ultima contrazione è stata la più veloce da luglio 2009 e nel complesso forte. Vista la sostanziale incertezza relativa alla pandemia da coronavirus, nel mese di marzo la fiducia da parte delle aziende in merito all’attività nei prossimi 12 mesi ha indicato un crollo. “L’indice dell’attività futura si è posizionato su un valore inferiore alla soglia neutra di 50.0, facendo intendere che le aziende del settore prevedono un calo dell’attività nei prossimi dodici mesi. L’ottimismo inoltre è crollato al minimo storico”.