mango avocado

In Italia cresce la coltivazione del mango e degli altri frutti tropicali, anche per il riscaldamento climatico che negli anni ha modificato la situazione climatica italiana. Salgono, infatti, a oltre 1000 ettari quelli coltivati a frutta tropicale. A darne comunicazione è stata la Coldiretti che spiega come sia in corso una modifica radicale della mappa delle produzioni agricole. Sempre più frutti esotici arrivano dal Sud e nel contempo si registra la migrazione degli ulivi che sono arrivati fino alle Alpi. «Le coltivazioni di frutta esotica Made in Italy – evidenzia la Coldiretti – sono moltiplicate negli ultimi anni superando i mille ettari fra Sicilia, Puglia e Calabria dove sempre più spesso prima si sperimentano e poi si avviano vere e proprie piantagioni di frutta originaria dell’Asia e dell’America Latina dalle banane al mango, dall’avocado al lime, dal frutto della passione all’anona, dalla feijoa al casimiroa, dallo zapote nero fino ai litchi. A far la parte del leone è la Sicilia con coltivazioni di avocado e mango di diverse varietà la cui raccolta prosegue sino alla fine di novembre».

mango avocado

Dietro al cambio di colture c’è il riscaldamento climatico

Secondo l’analisi di Coldiretti questo cambio sarebbe il frutto della tendenza al surriscaldamento, che sta toccando l’Italia. Dati alle mano il 2023 è stato uno degli anni più caldi che si sono registrati negli ultimi due secoli. Si tratta del terzo anno più caldo dal 1800, quando sono iniziate le rilevazioni, secondo l’analisi della Coldiretti sui dati Isac Cnr nei primi sette mesi. «Quello delle piante tropicali Made in Italy – sottolinea Coldiretti – è un fenomeno destinato a modificare in maniera profonda i comportamenti di consumo nei prossimi anni, ma anche le scelte produttive delle stesse aziende agricole per gli effetti del surriscaldamento determinati dalle mutazioni del clima. Ma il clima influisce ormai su tutte le colture con vino e olio prodotti a latitudini sempre più settentrionali, mentre la Pianura Padana si è popolata nel tempo di produzioni tipicamente mediterranee come grano e pomodoro da salsa con 70mila ettari coltivati in Italia per quasi la metà proprio al Nord e l’Emilia Romagna che è diventata l’hub dell’oro rosso nelle regioni settentrionali

Un esempio è il vigneto Italia che – sottolinea Coldiretti – produce adesso uve più precoci, meno acide e più dolci rispetto al passato, con il vino che è anche è aumentato di un grado negli ultimi 30 anni. Si è verificato un anticipo di un mese della vendemmia che parte ora già nei primi giorni di agosto rispetto al tradizionale inizio di settembre, smentendo quindi il proverbio “ad agosto riempi la cucina e a settembre la cantina”, oltre a quanto scritto in molti testi scolastici che andrebbero rivisti.  E il caldo – continua la Coldiretti – ha cambiato a livello nazionale anche la distribuzione dei vigneti che tendono ad espandersi verso l’alto con la presenza della vite a quasi 1200 metri di altezza come nel comune di Morgex e di La Salle, in provincia di Aosta, dove dai vitigni più alti d’Europa si producono le uve per il Blanc de Morgex et de La Salle Dop».

Quanto costano oggi mango e avocado

I frutti tropicali hanno ancora dei prezzi molto alti (secondo i dati Sogemi) e la maggior parte di quelli che vengono venduti in Italia arrivano dall’Estero. In questi giorni è iniziata la raccolta del mango e quelli brasiliani arrivano quasi a costare 6 euro al chilo. Gli avogado superano i 3 euro. «In questo momento – spiega Andrea Passanisi, responsabile dei brand Etna Mango e Sicilia Avogado – i prezzi dei frutti esotici italiani sono ancora alti, perché la produzione è ancora bassa, ma rispetto a quando ho iniziato queste colture, 17 anni fa, la situazione sta cambiando. Si registra, infatti, un aumento dei prodotti italiani. Anche noi abbiamo iniziato a poco a poco ad aumentare la produzione e oggi la situazione sta cambiando, anche perché il clima ci sta dando una mano. Dove abbiamo i campi, a Giarre, il clima si avvicina sempre di più a quello dei tropici. Basti pensare che non solo c’è la temperatura  del Sud Italia, ma abbiamo anche una delle aree più piovose d’Italia».