magistratura tributaria

Adesso la magistratura tributaria avrà dei giudici suoi. Non più “prestati” da altri ordinamenti o come spesso capitava in passato dal mondo delle professioni (ivi compresa quella di commercialista). Con la riforma approvata nei giorni scorsi “viene introdotto un ruolo autonomo della magistratura tributaria con 576 giudici che saranno reclutati con un concorso per esami, ai quali si aggiungono 100 degli attuali giudici togati, 50 provenienti dalla magistratura ordinaria e 50 dalle altre magistrature, che potranno transitare definitivamente a tempo pieno in quella tributaria speciale.

La decisione è stata presa all’interno di quella che è la grande riforma, a lungo attesa, del processo tributario.

“In attuazione degli obiettivi del PNRR, – annuncia il Mef in un comunicato stampa – incentrati sul miglioramento della qualità delle sentenze tributarie e della riduzione del contenzioso alla Corte di Cassazione, il legislatore ha puntato sulla riforma dell’ordinamento degli organi speciali di giustizia tributaria e sull’introduzione di istituti processuali volti non solo a deflazionare il contenzioso esistente ma anche a incentivare l’uniformità dei giudizi in materie analoghe”.

Rafforzata la conciliazione

Il principale obiettivo della riforma, che porta la firma Franco-Cartabia, la cui elaborazione è iniziata nella primavera del 2021, è quello di snellire una serie di procedimenti che spesso trovavano colli di bottiglia in Cassazione. La durata media dei procedimenti, che vedono opposto il cittadino alla pubblica amministrazione e al fisco, era di cinque anni, con difficoltà soprattutto per le imprese.

Sul piano processuale le controversie di modico valore vengono devolute ad un giudice monocratico, si rafforza la conciliazione giudiziale e viene definitivamente superato il divieto di prova testimoniale.

LEGGI ANCHE: Fisco, Tributaristi Int aderiscono a petizione per Riforma strutturale giustizia tributaria

Nasce l’apposita sezione in cassazione

Risulta inoltre potenziato il giudizio di legittimità con la creazione in Cassazione di una sezione civile deputata esclusivamente alla trattazione delle controversie tributarie, come ad esempio si ha già per gli infortuni sul lavoro.

La definitiva professionalizzazione della magistratura tributaria comporta anche un rafforzamento dell’organo di autogoverno dei giudici tributari, presso il quale nasce l’Ufficio ispettivo e l’Ufficio del massimario nazionale, così come vengono potenziate le strutture centrali e territoriali del MEF, che si occuperanno della gestione amministrativa delle nuove Corti tributarie.

La riforma rende la giustizia tributaria conforme ai principi del giusto processo e contribuisce a sostenere l’intero sistema Paese in termini di competitività e richiamo degli investitori esteri.