Made in Italy: l’industria del caffè cresce anche all’estero

La manifattura “Made in Italy” sta concretamente dando al Paese una spinta decisiva verso il recupero dell’economia ai livelli pre-pandemici. Noi come La Marzocco – grazie al nostro osservatorio privilegiato che ci vede esportare macchine da caffè professionali dalla fabbrica di Firenze in oltre cento paesi del mondo – lo sosteniamo da tempo. La recente elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Eurostat lo conferma. 

Nei primi nove mesi del 2021, le esportazioni dei prodotti italiani hanno fatto registrare un +5,8% rispetto allo stesso periodo addirittura del 2019, superando la Germania (che fa +1,5%) e la Francia, che fatica ancora a recuperare (-5,4%).  

Inoltre, sebbene la produzione industriale italiana complessiva dei primi nove mesi del 2021 sia ancora al -1,1% rispetto al 2019 – cosa che fa ben sperare in un ritorno ai livelli precedenti all’emergenza sanitaria nell’anno che sta per iniziare – rimaniamo sempre davanti rispetto a nazioni come Germania e Francia, che registrano un decremento rispettivamente del -6,7% e -5,8%.    

È una notizia particolarmente importante. Di grande auspicio per il futuro delle nostre imprese. È un’ulteriore conferma che i mercati esteri hanno “fame” di prodotti italiani, di oggetti di qualità, di design, di bellezza. È la conferma che i consumatori continuano a ricercare nei nostri prodotti l’immenso patrimonio storico, artistico e culturale del Belpaese, elemento distintivo della qualità dello stile di vita italiano.   

L’industria italiana delle macchine da caffè è pienamente in linea con questa tendenza. In Paesi come Cina e Arabia Saudita, per esempio, notiamo una richiesta sempre maggiore dei nostri prodotti, trainata da enormi investimenti sugli hotel, ma anche da una cultura giovanile che ha messo i coffee shop al centro delle dinamiche di socialità urbana, con il caffè espresso divenuto ormai un rituale alla moda tanto quanto i cocktail o gli aperitivi.      

Negli USA, invece, il caffè espresso nei bar è un fenomeno di consumo da diversi anni, anche se il lockdown ha fatto riscoprire agli americani il momento del caffè espresso consumato a casa e l’importanza quindi di dotarsi di tecnologia che garantisca un’esperienza di alto livello, fattore che ha permesso un’ulteriore espansione di un mercato già particolarmente ben impostato.

In vista del 2022, salvo ulteriori restrizioni causa pandemia e criticità legate alle catene di distribuzione globali, non vediamo perché queste dinamiche non debbano consolidarsi. Anche perché, nel frattempo, la nostra manifattura sarà sempre più tecnologicamente avanzata e sempre più in grado di ragionare in ottica digitale. 

I dati in nostro possesso, ci dicono che le abitudini di consumo hanno reso il caffè espresso una bevanda sempre più amata e consumata sia dalla gente adulta che dalle nuove generazioni. E in questo quadro, la qualità dell’erogazione del caffè grazie a macchine sempre più performanti diventerà una regola fondamentale e guiderà il mercato nel prossimo quinquennio. 

Inoltre, grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) varato dal Governo Draghi, assisteremo a un percorso volto a incrementare i progetti di Industria 4.0, per rendere le fabbriche più connesse, le persone più abituate a lavorare con nuovi strumenti innovativi, e a far fare alla nostra industria quel tanto auspicato salto di qualità in termini di efficienza e competitività. C’è grande fiducia per il futuro. C’è grande fiducia che – grazie a tradizione e innovazione – l’Italia possa tornare a essere protagonista nel mondo.  

*Ceo La Marzocco