Dopo i Boeing, la tecnologia ispirata alla pelle degli squali si prepara a debuttare anche sugli Airbus. Lufthansa Technik ha avviato la fase finale della certificazione di AeroSHARK sugli A330-200 e A330-300, utilizzando per i test un A330-300 di Discover Airlines. La pellicola, sviluppata insieme a BASF, riproduce attraverso microscopiche scanalature la struttura della pelle degli squali e punta a ridurre la resistenza aerodinamica, con un conseguente calo dei consumi di carburante.
Come funziona la pellicola bionica
AeroSHARK è una pellicola sottile circa 50 micrometri, ricoperta da minuscole nervature chiamate “riblet” e applicata nelle zone dell’aereo attraversate dal flusso d’aria. Queste microstrutture rendono più efficiente lo scorrimento dell’aria sulla fusoliera e sulle gondole dei motori, riducendo l’attrito. Secondo Lufthansa Technik, nella configurazione attuale la tecnologia consente di tagliare consumi ed emissioni di circa l’1%, una percentuale apparentemente contenuta ma significativa sulle migliaia di ore di volo di un aereo a lungo raggio.
Più di 22 mila tonnellate di carburante già risparmiate
La tecnologia non è più soltanto sperimentale. A luglio 2026 gli aeromobili equipaggiati con AeroSHARK avevano superato 377 mila ore di volo, con oltre 22 mila tonnellate di carburante risparmiate e più di 70 mila tonnellate di CO2evitate, secondo i dati di Lufthansa Technik. Nel solo gruppo Lufthansa sono già 22 gli aerei dotati della pellicola, tra SWISS, Lufthansa Cargo, Austrian Airlines e Lufthansa, tutti appartenenti finora alla famiglia Boeing 777.
Ora l’obiettivo sono anche ali e stabilizzatori
Il progetto potrebbe però andare oltre la fusoliera. Lufthansa Technik e Airbus stanno lavorando per estendere AeroSHARK anche alle ali e agli stabilizzatori dell’A330, con l’obiettivo di aumentare ulteriormente i benefici sul fronte dell’efficienza. La collaborazione punta alla prima certificazione commerciale della tecnologia “riblet” su ali e impennaggi di un Airbus A330. Lufthansa stima che le evoluzioni future possano portare il risparmio di carburante fino a circa il 3%, anche se si tratta ancora di un obiettivo di sviluppo e non di un risultato già certificato.
Meno cherosene, un vantaggio anche sui costi
Il valore economico della tecnologia cresce in una fase in cui il cherosene resta una delle principali voci di costo per le compagnie aeree. Ridurre anche di un solo punto percentuale il consumo di una flotta di lungo raggio può generare risparmi rilevanti e, allo stesso tempo, abbassare le emissioni senza dover attendere il completo rinnovo degli aeromobili. È proprio questo il vantaggio industriale di AeroSHARK: può essere applicata anche su aerei già in servizio, trasformando un intervento relativamente poco invasivo in una leva per migliorare efficienza e sostenibilità della flotta.
















