Evasione fiscale
GIORGIA MELONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

«I numeri ci dicono che il 2023 è stato un anno record nella lotta all’evasione fiscale, con un’attività di recupero da parte dell’Agenzia delle Entrate che ha portato nelle casse dello Stato ben 24,7 miliardi, cioè 4 miliardi e mezzo in più rispetto all’anno precedente, una cifra mai raggiunta nella storia di questa Nazione». A celebrare questi numeri è il presidente del consiglio Giorgia Meloni, che ha presentato al riforma fiscale del suo governo al convegno “La riforma fiscale – Attuazione e prospettive – I decreti attuativi approvati, gli obiettivi del 2024, i nuovi testi unici” alla Camera dei Deputati. Pur non amando le tasse (l’ha ribadito nel suo discorso) Meloni ha illustrato i risultati ottenuti dal suo governo in sede di recupero del nero. «A questi vanno aggiunti 6,7 miliardi di Euro che sono frutto dell’attività che sempre l’Agenzia delle Entrate ha svolto per conto di altri enti: INPS, INAIL, Ministeri, Prefetture e Comuni. -ha aggiunto –  Sommando queste due cifre si arriva alla cifra record di 31 miliardi di euro. Si tratta chiaramente di risultati ottenuti grazie all’ottimo lavoro della Guardia di Finanza, dell’Agenzia delle Entrate – che ringrazio – ma anche grazie a norme specifiche che questo Governo ha introdotto».

Quali sono le norme ha messo in campo il governo contro l’evasione fiscale

Tra le norme citate da Giorgia Meloni ci sono quelle che hanno l’obiettivo di contrastare il fenomeno delle attività apri e chiudi. Citando le nuove norme Meloni dice senza mezzi termini: «Non abbiamo amici ai quali fare favori, se non gli italiani onesti che pagano le tasse e contribuiscono al mantenimento del bilancio pubblico. Gli unici amici che abbiamo sono gli italiani onesti anche quando non riescono a pagare, ma che vogliono farlo. Non c’è spazio per chi vuole fare il furbo, ma chi è onesto e si trova in difficoltà merita di essere aiutato e di essere messo in condizione di poter pagare ciò che deve».

Tra i dati che sono stati forniti da Giorgia Meloni c’è anche l’aumento di 26 miliardi di euro rispetto al 2022 delle cifre versate volontariamente allo stato, che secondo il presidente del consiglio rappresentano il segno di una rinnovata fiducia da parte dei cittadini, ottenuta grazie «al concordato preventivo biennale per i contribuenti di minori dimensioni, misura che apre nuove possibilità ad oltre 4 milioni di imprenditori e lavoratori autonomi consentendo a loro di pianificare il futuro con maggiore serenità e consentendo a noi, allo Stato, di poter contrare su maggiori entrate e su entrate certe».

Ha poi continuato: «In pochi mesi abbiamo avviato la riforma dell’IRPEF con la riduzione da 4 a 3 aliquote, che è un intervento con un effetto diretto tangibile sulle tasche dei lavoratori e dei pensionati. Abbiamo regolato la fiscalità internazionale, abbiamo rivisto il contenzioso, gli adempimenti, soprattutto le sanzioni. Stiamo lavorando per allineare le sanzioni ai parametri europei, perché le sanzioni che avevamo erano sproporzionate, illogiche, vessatorie, e a giudicare dai dati dell’evasione fiscale, che sono sostanzialmente rimasti immutati, nonostante l’inasprirsi delle sanzioni, anche abbastanza inutili».