Guidesi (Regione Lombardia): “Più aiuticontro il caro-benzina, compreso Rcd”

“Tempi certi e semplificazione”: inizia così – e, diciamolo: è confortante – il documento dell’Assessorato allo Sviluppo economico della Regione Lombardia diretto dall’assessore Guido Guidesi sugli obiettivi strategici 2021-2023, che coincidono poi con l’arrivo (si spera) in Italia del Pnrr, il nome (bruttino) che l’Italia ha dato al piano di recepimento del Next Generation Ue, insomma: coincidono con l’arrivo dei 209 miliardi di euro di aiuti (inadeguati) che l’Unione europea ha riservato al nostro Paese.

«Abbiamo ritenuto di individuare i fattori abilitanti di qualunque iniziativa – dice Guidesi a Economy – e dunque abbiamo posto in primo piano la semplificazione, la transizione digitale delle imprese, lo sviluppo e l’innovazione dei processi aziendali e la green economy». Dal punto di vista strategico, invece, «abbiamo tarato l’effettiva accessibilità agli strumenti di Regione Lombardia sia dal punto di vista della conoscenza che del tiraggio e dell’indotto. E ci siamo accorti che gli strumenti faticavano ad essere accessibili per la complessità delle procedure, per cui abbiamo dovuto cambiare le norme. Una di quelle cambiate la scorsa settimana è stata la delibera sul credit scoring. Abbiamo individuato un unico algoritmo di riferimento che è quello del Fondo centrale di garanzia, per avere un parametro unico omologato per tutto e tutti».

Uno strumento-chiave della Regione Lombardia sarà anche questa volta Finlombarda. «Attraverso la nostra finanziaria le aziende lombarde possono fare la necessaria pre-valutazione del loro rating, attraverso l’accesso al Fondo centrale di garanzia, per poter essere potenziali beneficiari dei suoi strumenti. Abbiamo anche ritarato il sistema di garanzia proporzionandolo al rating per i vari strumenti, dando l’accesso a tutti, quello che cambia è la copertura delle garanzie. Sulle start-up abbiamo inserito la garanzia personale, in maniera tale che un genitore possa garantire il figlio rispetto alla Regione. E c’è dell’altro: stiamo lavorando alla revisione degli strumenti. Inizieremo dal prossimo ottobre, utilizzando le nuove risorse del programma europeo che ha obiettivi specifici, la sostenibilità ambientale e il green, nei quali ovviamente ci riconosciamo, per connettere quegli obiettivi ai nostri strumenti e agli strumenti che il governo ha a dispozione».

La regione Lombardia ha posto in primo piano la semplificazione perché la complessità delle procedure tiene lontane le pmi

Naturalmente, le iniziative di Regione Lombardia sono state già presentate al ministro Giorgetti: «Non possiamo commettere l’errore di replicare strumenti già a disposizione del governo, come quelli amministrati da Invitalia o dalla Sace e dalla Cdp, ma dobbiamo garantirne la connessione, cercando di compensarli rispetto alle mancanze che hanno, e che ormai sono note, ma d’altra parte valorizzandoli. Per cui ci accolliamo il lavoro di connessione che manca e che va fatto. I temi principali sono l’internazionalizzazione, l’attrattività degli investmenti, l’equity che il governo mette a disposizione. Per esempio, nella risoluzione del caso Corneliani a Mantova abbiamo lavorato con Invitalia…».

Nel nuovo corso di Regione Lombardia, la parola d’ordine è “sinergia”.

Gli strumenti, come spiega Guidesi, devono essere i più flessibili possibile: «Si deve poter andare sul territorio. Se un imprenditore ha l’occasione di fare un investimento, noi Regione dobbiamo poter mettere a disposizione qualsiasi cosa in termini di strumenti operativi. A questo scopo, stiamo facendo anche un lavoro di tipo… diplomatico. Abbiamo fatto numerosi incontri con le Camere di commercio italiane all’estero, rispetto alla possibilità sia dell’attrazione degli  investimenti che all’internazionalizzazione. Apriremo un ufficio qui in assessorato che svolgerà la funzione di coordinamento delle richieste provenienti dagli Stati esteri di filiere produttive interessabili agli investimenti nostri da loro e dall’altra parte, in reciprocità, all’arrivo di investitori esteri che vogliono investire in Lombardia, cui diamo un coordinamento autorizzatorio. Questo vale anche per le iniziative intralombarde. Diciamo: scrivete a noi le vostre istanze, presentateci i vostri progetti, e noi vi aiutiamo e coordiniamo gli adempimenti burocratici per darvi la sospirata certezza dei tempi».

In questo quadro, le questioni più urgenti sono il riordino della normativa e il rinnovo degli strumenti nella direzione non di quelli che riguardano la liquidità dell’impresa ma soprattutto degli strumenti che servono per rafforzarne la patrimonializzazione.

«In particolare – spiega ancora Guidesi – abbiamo già fatto una delibera per patrimonializzare il sistema delle cooperative lombardo. In che modo? Il più semplice: faremo un’apertura di fondo perduto perché si capitalizzino le cooperative, naturalmente agganciato all’investimento da fare. Sulle Pmi funzionerà così: noi daremo all’impresa individuale la possibilità di patrimonializzarsi, il fondo perduto come capitale, ma quelle dovranno cambiare forma giuridica. Il tutto, però, sulla base di un range di fondo perduto che ancora dobbiamo definire, fatto salvo che vengano fatti, a fronte dei nuovi capitali, investimenti congrui. Questa misura contiamo di farla girare su circa 100 milioni di euro e se la costruiamo bene diventerà di fatto un fondo rotativo con finanziamenti provenienti dai fondi europei. Chiaro?».

Le questioni più urgenti sono il riordino della normativa e il rinnovo degli strumenti di patrimonializzazione delle pmi

Dunque: praticamente risolta la questione primaria dell’accessibilità degli strumenti va affrontata la questione della conoscenza degli strumenti. «Sì, dobbiamo tararli sul sistema delle filiere, non sul loro capofila. L’artigiano normalmente viaggia a 40 chilometri all’ora, il capofila a 100: ma così, la filiera si spacca – illustra Guidesi – Dunque vanno progettati interventi specifici, filiera per filiera. Fino alla ricerca applicata».

E qui l’assessore fa due esempi: «Prendiamo la cosmesi. È una filiera importante, in un quadrilatero tra Lodi, Crema, Bergamo e Milano. Lavora con tutte le multinazionali del settore, ha un vasto range di internazionalizzazione e formazione, ma va strutturata dal punto di vista della strumentistica. Dunque è qui che va fatto un intervento sulla filiera. Devo passare a un livello di attrattività dell’investimento sufficiente per far arrivare un imprenditore estero».

Un altro esempio? La farmaceutica. «Siamo la regione con la maggior filiera per la ricerca applicata, grazie anche alla presenza degli Ircs», sottlinea l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia Guido Guidesi. «Abbiamo una forte richiesta di ricerca applicata dall’estero. Dobbiamo mettere tutto questo a sistema. Per tutta la filiera. In questo modo possiamo dire agli investitori di venire qui per abbattere tempi e  costi. E ci sono tanti altri esempi: per esempio l’acciaio. Quale vantaggio competitivo abbiamo? Quello di non dover costruire un know-how mancante, perché c’è già. Basta, semmai, connettere i compartimenti stagni che a volte permangono».

Il 3 dicembre 2020, infatti, la Regione Lombardia ha già presentato i propri progetti, già esecutivi, già in parte finanziati. La Regione spera che ci possa essere una grande partecipazione a questi interventi, che sono in gran parte infrastrutturali.

Se ci sarà una forte partecipazione della Regione alla progettualità del Recovery, la Lombardia avrà la compensazione dei progetti che già ha presentato e reso eseguibili. In questa sfida c’è la strategia regionale del dire al governo: «Siete in ritardo, avete bisogno di noi. Ma c’è un problema: non sappiamo ancora quale sarà il coinvolgimento della Regione rispetto al piano nazionale».