Logistica

Innovazione tecnologica, formazione e rete di servizi interconnessa. Sono alcuni dei principali temi di dibattito emersi nel corso della tavola rotonda “La sfida dell’High-Tech nelle infrastrutture modali, moderata dal direttore di Economy Sergio Luciano, in occasione del LetExpo 2024, la grande fiera dedicata al trasporto e alla logistica.

LetExpo 2024, il futuro della logistica

«In Italia abbiamo ancora un gap da colmare per quanto riguarda le infrastrutture fisse», ha affermato Andrea Amoretti, managing director Italy di P3 Logistic Parks. «Ormai, da qualche tempo, si inizia a sentir parlare di nuove tecnologie con celle di accumulo al ferro. Ci sono tante startup asiatiche che investono in queste strategie di accumulo. Serve una forte spinta all’automazione delle consegne. Il futuro è alle porte e solo se ci dotiamo di un’infrastruttura fissa possiamo sostenere lo scambio di informazioni».

“Le pubbliche amministrazioni devono dialogare”

«Il primo scoglio da superare quando parliamo di innovazione tecnologica è il dialogo con le pubbliche amministrazioni», ha aggiunto Massimo Arnese, Gli interporti sono impegnati nel creare un sistema che vuole dare alle pubbliche amministrazioni un protocollo standardizzato per aiutare le pubbliche amministrazioni a dialogare. Il Pnrr ha messo a disposizione delle risorse importanti. Cercheremo di arrivare al 2026 con una certificazione europea che attraverso il digitale permette di comunicare con tutti i paesi membri e le pubbliche amministrazioni. Cominciamo a lavorare su queste piattaforme digitali per renderle interoperabili. La tendenza è federare le piattaforme digitali. Andare a creare un sistema digitale per la gestione dei trasporti».

“La formazione è un tassello fondamentale”

«Le sfide sono tante», ha detto Giorgio Fiorini, sales and logistics manager di Intermodaltrasporti. «Noi abbiamo cercato di realizzare un Hub con una gestione interconnessa e più automatizzata. Questo ha richiesto un investimento importante sia per quanto riguarda le infrastrutture che le tecnologie. Dobbiamo garantire ai nostri clienti la tracciabilità della merce in ogni fase del trasporto. L’obiettivo fondamentale da raggiungere è creare una piattaforma standardizzata alla quale tutti possono accedere per reperire le informazioni. Ovviamente, è importante la formazione di tutta la catena coinvolta».

“Le risorse ci sono. Mancano i progetti”

«I soldi ci sono ma mancano i progetti e la volontà di metterli a terra», ha sottolineato Roberto Zucchetti, docente di Valutazione delle Infrastrutture all’Università Bocconi. «L’intelligenza artificiale si nutre di informazioni, ma in Italia non ci sono. Non abbiamo idea di quale sia il numeri di prodotti trasportati in Italia. Gli operatori della filiera devono cooperare per mettere insieme le informazioni. Senza le informazioni i sistemi esperti non possono funzionare».

Logistica, la sfida è sul tempo

«Le informazioni ci sono», prosegue Arnese. «Abbiamo dei sistemi che sono in grado di rilevare tutti i dati. Quello che ci manca è aggregare i dati e metterli insieme e renderli pubblici in modo chiaro e comprensibile». «Quello che conta è utilizzare le risorse nel modo giusto per evitare di perdere tempo e denaro. Oggi le sfide si vincono nella tempestività dei risultati», ha concluso Fiorini.

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